Non c’è posto per Palantir in un'Europa democratica

01 Ottobre 2026 - 09:45
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Non c’è posto per Palantir in un'Europa democratica

Oltre 120 organizzazioni e sindacati di tutta Europa – per l’Italia ATTAC Italia, Funzione Pubblica CGIL, Osservatorio Nessuno OdV, Privacy Network, The Good Lobby Italia e Transform! Italia -  hanno inviato una lettera/appello congiunta ai governi e alla Commissione europea affinché rescindano tutti i contratti pubblici in essere con la società tecnologica statunitense Palantir, il colosso statunitense che produce strumenti e software ampiamente utilizzati dai governi per la sorveglianza e la guerra basata sull’intelligenza artificiale.

Le organizzazioni e sindacati chiedono ai governi e alle istituzioni pubbliche europee di:  «Interrompere i contratti con Palantir Technologies e vietare permanentemente alla company di partecipare a futuri appalti pubblici; Sviluppare soluzioni dati alternative compatibili con i servizi pubblici e mettere in atto meccanismi trasparenti per proteggere i cittadini dalla sorveglianza di massa;  Proteggere la democrazia e contrastare l'ascesa dell'estrema destra investendo nelle istituzioni pubbliche e democratizzandole, offrendo buoni posti di lavoro e servizi; Lavorare per costruire coalizioni internazionali contro la corporate capture da parte di companies come Palantir, sviluppando e condividendo tecnologie alternative; Le istituzioni finanziarie pubbliche europee devono disinvestire da Palantir».

Palantir non è una semplice azienda tecnologica che vende software ai governi. I suoi sistemi si stanno integrando nell'apparato statale, creando profonde dipendenze e conferendo a un'azienda privata un ruolo eccessivamente potente nel modo in cui i governi elaborano informazioni sensibili e prendono decisioni. The Good Lobby Italia  ricorda che «Palantir è una società tutt’altro che affidabile a causa delle sue controverse attività: il suo software principale, Gotham, capace di incrociare quantità massicce di dati per l’identificazione a fini investigativi e militari, è stato utilizzato dall’ICE negli Stati Uniti per rintracciare i migranti da deportare e nell’attività di polizia predittiva a Los Angeles e a New Orleans. Viene inoltre utilizzato contro i palestinesi a Gaza dall’esercito israeliano e il suo amministratore delegato, Peter Thiel, ha espresso orgoglio per il sostegno dell’azienda a Israele, nonostante lo Stato sia oggetto di un procedimento per genocidio dinanzi alla Corte internazionale di giustizia.  Eppure, nonostante questi precedenti, a Palantir sono stati assegnati appalti nel settore pubblico in tutta Europa, che spaziano dalla sanità al settore militare e a quello delle forze dell’ordine. Tra questi c’è ovviamente anche l’Italia: il Ministero della Difesa porta avanti una relazione lunga oltre 10 anni con Palantir, come è stato rivelato da un’inchiesta del quotidiano Domani». 

Olivier Hoedeman del Corporate Europe Observatory ha detto che «Questa è la ricetta per la corporate capture delle infrastrutture pubbliche e del processo decisionale. Una company le cui tecnologie sono implicate in gravi violazioni dei diritti umani non dovrebbe essere autorizzata a diventare parte integrante delle infrastrutture pubbliche europee. I governi degli Stati membri e le istituzioni dell'Ue dovrebbero interrompere i rapporti con Palantir e rescindere i contratti con l'azienda».  

Tim Bierley, responsabile delle campagne di Global Justice, ha aggiunto: «L'intensificarsi del sostegno "legato alla guerra" di Palantir a Israele durante il genocidio di Gaza e l'apparente disprezzo della sua leadership per la democrazia sono solo due chiari segnali che questa impresa serve gli interessi dei ricchi e dei potenti, non quelli del pubblico. Eppure le è stato permesso di integrare tecnologie discutibili nei nostri servizi pubblici, ottenendo così accesso a dati sensibili e creando nuove e preoccupanti dipendenze tecnologiche. Il Regno Unito deve collaborare con altri Paesi per porre fine alla dipendenza da aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani e per porre fine all'esternalizzazione della sfera pubblica a una pericolosa classe di oligarchi della grande tecnologia».

Per The Good Lobby Italia, l’avanzata di Palantir nelle istituzioni pubbliche comporta rischi enormi per i diritti civili e la democrazia: «Parliamo di tecnologie ad alto impatto di sorveglianza introdotte nell’ombra, senza trasparenza né dibattito pubblico. E c’è di peggio: mentre incassa cifre milionarie grazie a contratti finanziati con i soldi dei contribuenti, Palantir sfrutta scappatoie fiscali per versare tasse irrisorie». 

Il segretario Generale dell'European Federation of Public Service Unions (EPSU), Jan Willem Goudriaan, EPSU, conferma: «Company come Palantir, che si impegnano in strategie di elusione fiscale, non hanno posto in un'Europa democratica. La Commissione europea ha perso un'opportunità con la sua proposta di Direttiva sugli appalti pubblici per mettere alle strette gli evasori fiscali. L'Europa deve smettere di premiare gli appalti pubblici con aziende che non condividono i valori del servizio pubblico. Il Parlamento europeo deve porre rimedio a questa situazione. E’ inaccettabile continuare ad alimentare le corporations con denaro pubblico mentre minimizzano il loro carico fiscale nel bel mezzo di un'emergenza per i servizi pubblici. Ogni euro trasferito all'estero significa meno infermieri, insegnanti o vigili del fuoco».

A questo si aggiunge la crescente dipendenza delle amministrazioni pubbliche da tecnologie sviluppate da un’azienda privata che potrebbero diventare sempre più difficili da sostituire. Più software, dati e procedure vengono costruiti attorno a Palantir, più svincolarsi diventa complesso e costoso. Questa dipendenza costituisce un rischio per la sovranità nazionale e popolare, esponendo servizi pubblici e infrastrutture strategiche a enormi pericoli finanziari e politici. 

Intanto, alcuni Paesi stanno già iniziando a correre ai ripari: la Svizzera ha respinto le offerte di Palantir almeno 9 volte, la Spagna ha vietato alle aziende statali di stipulare nuovi contratti con la company e i Paesi Bassi e la Danimarca stanno cercando di porre fine alla dipendenza dal colosso statunitense. 

The Good Lobby Italia  conclude: «Purtroppo, mentre la società civile e alcuni governi cercano di porre un freno, la finanza europea va nella direzione opposta. Nel corso del 2025, oltre 100 tra i principali istituti bancari, fondi pensione e assicurazioni del continente hanno aumentato le loro partecipazioni in Palantir di quasi il 70%, raggiungendo la cifra record di 27 miliardi di dollari». 

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