“Non lasciate solo il soldato Giorgetti”. Lo spettro delle diserzioni dei ministri e dei banchi vuoti di governo

05 Agosto 2026 - 13:35
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Accanto al “soldato” Giorgetti. Guardate i banchi del governo, oggi, durante l’informativa sulla clausola di salvaguardia, sulla Nec, e la richiesta di scostamento di Bilancio. Se sarà solo è la prova che il governo proverà a caricare su Giorgetti le spese per la Difesa, il Safe, che ritiene “come il Pnrr, un prestito”. Se sarà affiancato, significa che il governo Meloni è ancora compatto, malgrado le differenze tra Lega e Forza Italia. Nella risoluzione di maggioranza non dovrebbe esserci menzione della parola Safe, ma conta l’aspetto simbolico. Giorgetti si attende, ma non lo dice, che oggi, sui banchi del governo, durante l’informativa, non sia lasciato solo come nelle conferenze stampa dove è costretto a metterci la faccia, la solita, quelle conferenze dove si fa a gara per non esserci, per non rispondere su Ilva e accise.

Il ministro sta dicendo da giorni che le risorse della Ue, aggiuntive, equivalgono a “nuovi spazi di bilancio” ma non sono la spinta per fare ulteriore debito. Se la scelta sullo scostamento, e sul Safe, sono collegiali, di Meloni, Salvini, Tajani (e lo sono), Giorgetti spera che lo appaiano anche nella forma. Si aspetta che alla sua destra ci siano i ministri coinvolti come Crosetto, Pichetto, Urso, e Tajani. Resta celebre la frase di Renzi ad aprile quando Giorgetti, al Senato, si presentò solo, accompagnato da Federico Freni. Si votava allora sul Dfp, il documento di finanza pubblica e Renzi: “Giorgetti, l’hanno rimasto solo, come nel film i “Soliti ignoti”. Oggi chi saranno i noti accanto a Giorgetti?

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