Nucleco, al via i trasporti di rifiuti radioattivi verso il Regno Unito per l’incenerimento

22 Luglio 2026 - 17:10
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Nucleco, al via i trasporti di rifiuti radioattivi verso il Regno Unito per l’incenerimento

Mentre il governo Meloni, dopo aver tanto sbandierato l’intenzione di accelerare il ritorno in Italia del nucleare, si è bloccato sul via libera della Camera senza poi lavorare per stringere i tempi al Senato e ora è più alle prese con la mina Vannacci e con l’avvio di fatto della campagna elettorale, mentre dal ministero dell’Ambiente non si sente neanche più parlare delle operazioni per individuare il sito per il Deposito unico nazionale (per Pichetto Fratin non ci saranno autorizzazioni prima del 2029 e non sarà operativo prima del 2039, mentre per l’Arera ci vorranno almeno un paio di anni in più e non sarà pronto prima del 2041), mentre insomma sembra pian piano avverarsi la profezia shakespeariana del premio Nobel Giorgio Parisi («molto rumore per nulla»), la società del Gruppo Sogin Nucleco ha avviato ieri con il coinvolgimento di Protex Italia il primo dei 30 trasporti previsti per il trasferimento di circa 230 metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e molto bassa attività dai depositi Nucleco di Casaccia (Roma) all’impianto della Tradebe Inutec Inc, nel Regno Unito, per il loro trattamento termico mediante incenerimento.

Dal Gruppo fanno sapere che sistemati in quattro container certificati e conformi agli standard ISO, i primi 18 metri cubi di rifiuti sono stati allontanati su due mezzi stradali, sotto il controllo delle diverse Autorità competenti. Il trattamento, ci informano, consentirà di ridurre il volume di questi rifiuti di circa il 95%. Il programma prevede il successivo rientro in Nucleco di circa 11 metri cubi di “ceneri”, che saranno trattate, condizionate e stoccate in sicurezza nei depositi temporanei di Casaccia, in attesa del futuro conferimento al Deposito Nazionale, una volta disponibile.

Quello in atto è un progetto nell’ambito del quale saranno trattati anche i rifiuti radioattivi liquidi provenienti dalla bonifica dell’ex deposito Cemerad di Statte (Taranto).

Questo progetto, spiegano dalla Sogin, è «in linea con l’impegno di perseguire una strategia di economia circolare, permetterà di aumentare la capacità di stoccaggio dei depositi temporanei di Nucleco, rendendo disponibili nuovi spazi per le attività del Servizio Integrato nazionale di gestione dei rifiuti radioattivi prodotti quotidianamente dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca».

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