Oltre le rughe: gli usi dell’acido ialuronico
Trasparente e un po' scivoloso, l'acido ialuronico è una molecola-spugna unica: ne basta un quarto di cucchiaino da tè per legare e trattenere poco meno di due litri di acqua. Questa proprietà speciale lo rende indispensabile al nostro organismo, che ne produce grandi quantità per tenere i tessuti ben idratati; così quando scarseggia, per colpa dell'età che avanza o a causa di disturbi e malattie, diventa spesso importante somministrarlo dall'esterno. Perché, per fortuna, abbiamo imparato a sintetizzarlo anche in laboratorio.. Come funziona e a cosa serve
L'acido ialuronico è una molecola sorprendente: è un polisaccaride, ovvero una lunga catena di piccole unità di uno zucchero che si ripetono e sono ricchissime di punti dove l'acqua può venire 'agganciata' con facilità. Riesce così a legarne fino a mille volte il suo peso, diventando super-idratante ovunque si trovi: per questo fra i tessuti più ricchi di acqua ci sono l'interno dell'occhio, le articolazioni (dove funziona come lubrificante per evitare attriti fra le ossa) o la pelle, che da giovane deve il suo aspetto liscio e compatto proprio all'abbondanza di acido ialuronico.
La sua conformazione a catena però non è solo una spugna per l'acqua: si comporta infatti anche come uno 'scheletro' su cui far crescere i tessuti e per questo è importante quando si devono riparare ferite e la ricerca ne sta indagando il ruolo negli embrioni e nello sviluppo; inoltre, gli spazi fra un'unità e l'altra del polimero di acido ialuronico possono accogliere anche altre molecole oltre all'acqua, rendendolo un ottimo 'veicolo' per portarle dove servono. Così, oggi se ne sta studiando l'uso non solo per la medicina rigenerativa, ma anche per formulazioni farmacologiche avanzate in grado di consentire il trasporto selettivo di terapie.. Dalla vista all'otorinolaringoiatria
Gli impieghi clinici dell'acido ialuronico, in continuo aumento da quando si è iniziato a usarlo ormai una sessantina di anni fa, sono perciò tanti e consolidati. Essendo fondamentale per sostenere la struttura dell'occhio, viene impiegato per esempio durante gli interventi chirurgici per proteggere i tessuti oculari interni; poiché idrata tantissimo ed è del tutto sicuro, è un componente essenziale delle lacrime artificiali per occhi secchi o che bruciano, ed è anche in grado di creare sulla cornea un film protettivo utile in caso di vento o polvere.
Prospettive ulteriori arrivano poi da ricercatori dell'Università dello Shandong a Jinan, in Cina, che analizzando i dati di varie ricerche nel settore hanno sottolineato come idrogel a base di acido ialuronico potrebbero essere utili anche in altre malattie oculari, dai traumi della cornea alla degenerazione maculare legata all'età, grazie a proprietà come la trasparenza ottica, la capacità di trasporto di farmaci e la completa biocompatibilità.. La stessa che rende l'acido ialuronico ampiamente usato in otorinolaringoiatria, per esempio per idratare le mucose di naso e gola nelle riniti allergiche e nelle rinosinusiti o in chirurgia, per proteggere le mucose e favorirne la cicatrizzazione e la ripresa: di recente uno studio su poco meno di 500 persone pubblicato su Otolaringoloy – Head and neck surgery ha dimostrato che in caso di timpanoplastica, l'intervento necessario a riparare un timpano perforato o danneggiato, l'uso di gel a base di acido ialuronico migliora gli esiti dell'operazione.. Benefici in ginecologia e in oncologia
L'effetto protettivo e rigenerante sulle mucose è anche il motivo per cui l'acido ialuronico è usato in ginecologia sotto forma di gel, ovuli e creme per contrastare la secchezza vaginale in menopausa e non solo, o anche per favorire la guarigione di micro-lesioni del tessuto vaginale; instillato direttamente nella vescica, è usato nelle cistiti croniche perché crea una specie di film protettivo sulla mucosa che riduce l'adesione dei batteri alle pareti, diminuendo anche l'irritazione connessa al contatto con le urine.
L'effetto è un miglioramento dei sintomi tale da poter considerare le instillazioni vescicali di acido ialuronico una terapia di prima linea in molti casi di cistiti interstiziali, stando a una recente ricerca dell'Unità di ginecologia dell'Università Campus Biomedico di Roma.. Per gli stessi motivi è utilissimo per accelerare la guarigione di lesioni alle mucose della bocca dovute a chemio o radioterapie in persone con tumori di vario genere: l'acido ialuronico riduce l'infiammazione e il bruciore, fa da barriera nei confronti del possibile effetto irritante da parte del cibo o della saliva, accelera la riparazione delle ferite.. Un'impalcatura per cicatrizzare la pelle
È vero per quelle connesse alle terapie oncologiche, ma anche per le ferite in genere: l'acido ialuronico funziona come un'impalcatura attorno a cui si ricostruiscono più facilmente i tessuti, perché forma una "rete umida" dove le cellule della pelle vengono guidate più rapidamente, vengono richiamati fibroblasti per produrre più collagene riducendo la cicatrice, viene stimolata la formazione di nuovi vasi sanguigni per trasportare ossigeno e nutrienti utili alla riparazione della pelle.. Gel, bendaggi e biomateriali avanzati a base di acido ialuronico sono usati perciò in caso di tagli, traumi superficiali ma anche per ustioni, ulcere e nel trattamento di ferite e suture chirurgiche, perché la guarigione accelera ed è più efficace, come ha sottolineato un documento dedicato alla medicina rigenerativa pubblicato su Nature.. Il ruolo nelle articolazioni e l'uso contro l'artrosi
È un po' più dibattuto invece l'uso di infiltrazioni di acido ialuronico, la cosiddetta viscosupplementazione, in caso di artrosi: l'attrito fra le ossa, nelle articolazioni, di norma viene ridotto dalla presenza di un 'lubrificante' a base di acido ialuronico che con l'età può diminuire.
La viscosupplementazione perciò è usata per ridurre il dolore e l'uso di antidolorifici; tuttavia i risultati degli studi scientifici non sono univoci — anche perché, come spesso accade con i dispositivi medici, sotto lo stesso nome si nascondono prodotti molto diversi tra loro —e cosi per esempio le linee guida 2026 dell'Istituto Superiore di Sanità sulla prevenzione della progressione dell'artrosi di anca e ginocchio hanno sottolineato l'incertezza e variabilità delle prove, indicando però che l'acido ialuronico produce comunque benefici 'piccoli ma desiderabili' sul dolore e la funzionalità dell'articolazione rispetto a un placebo o ai corticosteroidi come il cortisone, anche tenendo conto della sicurezza della terapia.. L'importanza del peso molecolare e delle nuove formulazioni
Parte dell'incertezza dipende dal fatto che "acido ialuronico" non è un prodotto unico, ma una famiglia eterogenea di dispositivi medici che differiscono per peso molecolare, reticolazione chimica e fonte di produzione.
Una revisione sistematica del 2023 su Cartilage mostra che queste differenze contano: l'acido ialuronico ad alto peso molecolare è l'unico a superare la soglia minima di beneficio clinicamente rilevante sul dolore, mentre le formulazioni reticolate o di origine aviaria sembrano più associate a reazioni infiammatorie locali. Molte metanalisi più datate hanno però trattato l'acido ialuronico come un'unica categoria — un limite che potrebbe spiegare, almeno in parte, la contraddittorietà dei risultati raccolti finora.. L'acido ialuronico infatti ha dalla sua una grande tollerabilità, specialmente se viene prodotto tramite biofermentazione, un processo che utilizza batteri e lo rende particolarmente puro. Inoltre, i metodi di sintesi sono migliorati e oggi con le formulazioni di acido ialuronico ibrido cooperativo si possono raggiungere concentrazioni molto elevate (con l'acido ialuronico lineare di prima generazione non si può aumentare troppo, perché diventa così viscoso da non passare attraverso una siringa) e si possono associare sostanze, come la condroitina sodica, che possono migliorare gli effetti della viscosupplementazione.. Trattamenti anti-age e rigenerazione cutanea
Gli stessi tipi "avanzati" di acido ialuronico sono anche i più utili per trattare la pelle, che negli strati del derma e dell'epidermide lo produce in quantità per restare elastica e compatta. Con gli anni però se ne forma sempre di meno e per questo la pelle diventa più secca, si rigenera con maggior lentezza, è meno protetta dai radicali liberi e si formano le rughe.
Restituirle dall'esterno l'acido ialuronico di cui ha bisogno aiuta a mantenerla sana a lungo, contrastando pure i segni del tempo: lo si fa per esempio con creme e gel che sono super-idratanti, specialmente se contengono acido ialuronico a basso e alto peso molecolare in modo da penetrare fino agli strati più profondi del derma.. E quando le rughe sono evidenti, per attenuarle sono proprio a base di acido ialuronico i filler più sicuri, oggi molto più duraturi grazie a formulazioni che utilizzano i cosiddetti complessi cooperativi stabili in cui molecole a basso e alto peso molecolare vengono stabilizzate con un processo termico, resistendo così più a lungo alla degradazione da parte degli enzimi cutanei per trattamenti che durano nel tempo.
Come sottolinea infatti Antonello Tateo, responsabile delll'Unità di Chirurgia Plastica dell'Istituto Auxologico Italiano di Milano, «L'acido ialuronico è da sempre un elemento chiave nei trattamenti di medicina estetica, grazie alla sua naturale presenza nei tessuti. Inizialmente utilizzato per aumentare i volumi e correggere le asimmetrie, ha trovato in seguito applicazione nella biorivitalizzazione, andando oltre la sola funzione filler. Oggi, con i nuovi complessi cooperativi stabili, si può ottenere un ringiovanimento visibile attraverso meccanismi che imitano la natura, agendo sulla matrice extracellulare che costituisce il sostegno di tutti i tessuti della pelle; potenziando il processo di rigenerazione tissutale, in un unico trattamento si può rimodellare, compattare e migliorare la qualità dei tessuti. Questa possibilità data dall'acido ialuronico di ultima generazione non sta soltanto ridefinendo gli standard della medicina estetica rigenerativa, ma anche cambiandone il paradigma: oggi si è passati infatti dalla correzione dell'imperfezione al benessere globale del paziente, in un approccio olistico che unisce salute e bellezza in modo armonico e rispettoso dell'unicità di ogni persona», conclude Tateo..
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