Tumori pediatrici: gli anticorpi hanno un ruolo?
Autoanticorpi che attaccano la macchina molecolare incaricata di riparare il DNA potrebbero essere coinvolti nella genesi dei tumori pediatrici. Nei bambini affetti da tumori è emersa una produzione massiccia e insolita di anticorpi aberranti, cioè mal direzionati, che prendono di mira le proteine che individuano e correggono i danni nel genoma delle cellule.
La scoperta, pubblicata su Frontiers in Immunology, potrebbe illustrare un possibile meccanismo che predispone ai tumori pediatrici, e suggerire una via per individuare in anticipo i bambini più a rischio per queste patologie.. Tumori pediatrici: perché sono diversi da quelli degli adulti. I tumori che colpiscono durante l'infanzia si distinguono da quelli degli adulti per gli organi coinvolti, per la risposta alle terapie ma anche per le cause: rispetto alle persone di età più avanzata, i bambini hanno avuto meno tempo per essere esposti ai fattori ambientali (per esempio inquinamento, sedentarietà, fumo, alcol, invecchiamento) che possono aumentare il rischio di tumori. Le forme di cancro che sviluppano tendono ad avere meno mutazioni e a riguardare cellule in una fase ancora precoce di maturazione.. Un gruppo di scienziati dell'Università di Bergen, in Norvegia, ha studiato l'insieme delle proteine espresse dai tumori e dal sangue di 175 adulti e bambini affetti da sarcoma (un tumore che colpisce i tessuti connettivi) e da leucemia linfoblastica acuta (un tumore del sangue che prende origine dai progenitori dei linfociti, nonché la forma di cancro più frequente in età pediatrica). I dati sono stati attinti da tre diversi database sanitari norvegesi, e confrontati con quelli di adulti e bambini sani.. I bambini con tumori pediatrici mostravano valori molto più elevati di immunoglobuline G (IgC, un tipo di anticorpi) dirette verso proteine di riparazione del DNA che circolano nel sangue. Autoanticorpi, dunque, che miravano a geni chiave che servono a ripristinare il DNA danneggiato.. Gli autoanticorpi all'origine dei tumori? Un secondo indizio. Per capire se questi anticorpi erranti possano avere un ruolo nell'origine dei tumori, gli scienziati hanno cercato un altro tipo di prova: hanno analizzato i campioni di sangue di altri 59 bambini in età scolare che erano stati seguiti in due studi di coorte, svolti nel corso di un periodo esteso di anni.
Dei 59 partecipanti selezionati, metà aveva sviluppato tumori di vario tipo entro i 30 anni e metà no. I bambini del primo gruppo, che si erano ammalati in media 6 anni dopo il prelievo, avevano rispetto ai coetanei sani una probabilità circa otto volte superiore di avere anticorpi diretti contro almeno una proteina coinvolta nella riparazione del DNA.. Successivi studi hanno permesso agli autori di dimostrare che questi anticorpi possono entrare nelle cellule e prendere di mira un organello cellulare (chiamato TIGER domain) dove vengono prodotte e modificate proteine essenziali, come i fattori di trascrizione cellulare, che determinano quando i geni devono essere attivati o disattivati.. L'origine del danno. L'ipotesi è che questi autoanticorpi, quando riescono ad entrare nelle cellule, possano inibire direttamente l'attività delle proteine che riparano il DNA, legandosi ad esse e immobilizzandole; con il tempo, questo meccanismo finirebbe per creare un fenotipo di cellule inclini a diventare cancerose, simili a quelle che hanno origine da varianti genetiche difettose ed ereditarie.. Gli autoanticorpi a loro volta potrebbero essere scatenati da infezioni, da squilibri nella tolleranza immunologica - il meccanismo che di solito evita che il sistema immunitario danneggi il corpo umano - o altri problemi nella risposta alle minacce esterne. Ma al di là delle cause del "cambio di casacca" delle cellule deputate a difenderci, la scoperta potrebbe servire a ideare screening per individuare bambini con una predisposizione immunitaria a futuri tumori..
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