OpenAI dice addio al suo "browser AI" ChatGPT Atlas dopo soli 9 mesi
OpenAI ha annunciato nelle scorse ore la chiusura del suo “browser AI” Atlas, lanciato appena lo scorso ottobre. Questo non vuol dire che la società guidata da Sam Altman intenda rinunciare all’idea di rendere la navigazione web sempre più assistita dagli agenti AI, anzi: semplicemente, ha concluso che ci sono canali più efficaci per portare avanti questa iniziativa. Le funzionalità sviluppate durante il progetto saranno infatti integrate direttamente nell’app desktop di ChatGPT e in una nuova estensione dedicata a Google Chrome.
Negli ultimi mesi abbiamo visto arrivare sul mercato diversi browser AI, tutti concettualmente piuttosto simili a livello filosofico. La sensazione è che OpenAI si sia resa conto che cercare di rubare utenti a Google Chrome sia un po’ una battaglia contro i mulini a vento, e che abbia concluso che la strategia migliore sia sulla falsariga del “se non puoi batterli, unisciti a loro”. Il “browser AI” non come prodotto autonomo a sé stante, ma una funzione da integrare nel browser tradizionale che gli utenti già usano quotidianamente e conoscono a menadito.
Fondamentale per questo cambio di strategia sarà, appunto, l’estensione di ChatGPT per Chrome, che permette all’assistente di accedere al contesto della pagina visualizzata. Gli utenti potranno porre domande sui contenuti aperti nel browser, ottenere riassunti, raccogliere informazioni e avviare attività più complesse senza dover copiare e incollare testi o passare da una finestra all’altra. È interessante osservare che Google già propone strumenti di questo tipo in Chrome: pensiamo per esempio al pannello laterale di Gemini.
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