Parla Guerini: "Conte sta esagerando. Di Vannacci ne basta uno. Chiarire ora l'alleanza Pd-M5s"

04 Agosto 2026 - 07:40
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"L'alleanza tra Pd e M5s merita chiarezza, ora, non si possono attendere le primarie. La pace non può essere la resa a Putin. La parola pace va riempita di contenuti. L'Ucraina si sostiene con l'invio delle armi. A Giuseppe Conte consiglio di non esagerare". Parla al Foglio, Lorenzo Guerini, il capo dei riformisti del Pd, ex ministro della Difesa. Guerini, le riporto le ultime parole di Conte: se Conte vince le primarie non si daranno armi a Kyiv, ma se Conte perde, Schlein deve fare quello che dice Conte. Lei la chiama alleanza o sottomissione? "Primo: i nodi politici essenziali vanno affrontati politicamente dai partiti della coalizione, prima delle primarie. Altrimenti non siamo alla politica ma alla roulette. Secondo: tutti vogliamo la pace per l'Ucraina ma non sulla pelle degli ucraini". 

Dice Guerini "Terzo: fintanto che non ci sarà la pace, l'Ucraina va sostenuta anche con l'invio di armi per resistere all'aggressore". La pace non è la resa. La pace del Pd è diversa da quella che immagina Conte. Spiega, ancora, l'ex ministro della Difesa, che fino a quando i droni di Putin sorvoleranno i cieli ucraini e polacchi, Kyiv va difesa e che per il Pd "questi sono temi non negoziabili. Punto. Poi certo che bisogna lavorare per la pace, ma intendiamoci, bisogna dare dei contenuti a questa parola. La pace non può essere la resa a Putin. E le condizioni per la pace devono essere decise innanzitutto dagli ucraini".

Chiedo se dopo le parole di Conte ad Asiago, la sua intemerata contro Kyiv, il suo "lodo", esistano le condizioni per un'alleanza Pd e M5s. Si può credere nella lealtà di Conte? Guerini risponde che aveva avvisato e che ora si fa necessario il chiarimento: "Alcuni mesi fa, in una direzione Pd, avevo ammonito dei rischi di rimandare il confronto con gli alleati sulle questioni più complesse. Vedevo i rischi. Bene, adesso è il momento. Se ne discuta nell'alleanza, responsabilmente e con chiarezza, con le mediazioni necessarie in una coalizione tra partiti diversi. Da parte mia non posso pensare che i partiti progressisti non stiano dalla parte degli aggrediti, non vogliano una pace giusta per l'Ucraina, non vogliano un'Europa più forte e sicura. Anzi, questa visione è la vera linea di contrapposizione con l'Internazionale sovranista e di destra".

Gli faccio notare che non c'è solo Conte a chiedere di disarmare gli ucraini. Anche Angelo Bonelli, in un'intervista al Foglio, ha dichiarato che "il riarmo è follia". Guerini lei è "un folle"? Il Pd è la nave dei folli? Guerini prima sorride e dopo parla di un'occasione perduta da parte delle opposizioni. E' del parere che anziché puntare sulle divisioni del governo Meloni, su Safe, l'opposizione, una parte, abbia preferito colpire l'alleato più grande, il Pd, la sua segretaria. Pensa Guerini: "Guardi, la costruzione della difesa europea, che tutti a parole vorrebbero, passa dal rafforzamento delle nostre comuni capacità militari. E questo passa anche dalla crescita degli investimenti. Ma, stando alla politica, eravamo di fronte a un centrodestra in stato confusionale sull'uso di Safe, diviso sul pacchetto aiuti all'Ucraina che infatti hanno rimandato a data da destinarsi e l'opposizione, invece di attaccare, ha aperto il balletto delle distinzioni verso le posizioni del partito più grande della coalizione, espresse dalla sua segretaria".

Giriamo sempre intorno a Conte che si distingue, Conte che lamenta le attenzioni di Schlein a Draghi… Guerini, lei non crede che Conte stia cercando le condizioni per rompere l'alleanza? L'ex ministro parla del peso di responsabilità a cui non può sfuggire neppure Conte. Aggiunge: "Rompere l'alleanza, questo sì che sarebbe folle. Significherebbe assumersi una responsabilità enorme dopo il lavoro, difficile e non concluso ancora, di questi anni nella costruzione dell'alternativa alla destra". Gli domando a cosa si devono le uscite dell'ex premier e Guerini risponde con il posizionamento del M5s e la ricomparsa di Grillo: "Penso che le uscite di questi giorni, di Conte, abbiano obiettivi molto più contenuti: posizionamento politico per le eventuali primarie e per contenere alcune spinte nel suo campo. Con un occhio alla polemica con Grillo. Capisco tutto, ci mancherebbe. Consiglio solo di non esagerare". Nel Pd c'è chi, efficace, ha iniziato a definire Conte il "Vannacci del campo largo".

Sia Vannacci sia Conte hanno le stesse posizioni sulla Russia, sul gas. I colori, in Italia, anticipano i governi. Ci sono prove di governo giallo-nero? Guerini, come a voler scacciare il pensiero, replica: "Di Vannacci ce ne basta uno...". Cosa accade se Schlein dovesse perdere le primarie? Il Pd lascerà Kyiv al suo destino? Cambierà opinione per adeguarsi a Conte? L'ex ministro difende la segretaria perché "ci sarà tempo per le primarie". Ricorda le parole, belle, chiare, esatte di Schlein: "Ciò che posso dirle è che l'aiuto, in ogni forma, all'Ucraina per giungere alla pace non verrà mai meno. Come ha detto Schlein al suo giornale questo è un punto non in discussione".

Domani, Giorgetti parlerà alla Camera sulla Nec, la clausola che riguarda l'energia, e si parlerà inevitabilmente di Safe, difesa. Il Pd rischia di presentarsi diviso, una volta ancora, accusato da Conte di essere un partito di "bellicisti". Domando a Guerini: il Pd cosa voterà? "Safe è uno strumento finanziario conveniente messo a disposizione dall'Europa. Rafforza la prospettiva europea della difesa. Incentiva la cooperazione industriale. Privilegia il ‘buy european'. Ecco, la discussione dovrebbe essere su questi contenuti. Ma vedo che a molti non importa il perché. Non si tratta di ragioni ma di pulsioni. E sulle pulsioni non si costruisce una buona politica".

Un'altra pulsione di questi giorni sono le "porte chiuse" di Meloni contro le porte aperte di Sánchez. Qual è il modello del Pd sui migranti? È il modello Ceuta? È vero che siete emuli di Sánchez? Guerini con orgoglio, l'orgoglio Pd, rifiuta il racconto della sinistra impreparata: "Mi scusi, ma dopo quattro anni di governo della destra sarebbe ancora colpa della sinistra? Quando finisce questo gioco? Ci indicassero una data da cui inizieranno a rispondere delle loro scelte. Ciò detto, quanto avvenuto a Ceuta è ancora tutto da capire: modalità, tempi e dimensioni dell'episodio lasciano interrogativi che forse vanno oltre la sentenza della Corte suprema. Lasciamo che si sedimentino le polemiche e le strumentalizzazioni e forse potremo dare un giudizio più compiuto".

Guerini, il modello, dunque? "Per rispondere alla sua domanda, io penso che governo dell'immigrazione regolare, contrasto ai trafficanti, corridoi umanitari, politiche per l'integrazione, siano gli elementi di una politica responsabile. Il tema delle migrazioni interesserà l'Europa e il nostro paese per molti anni ancora. E non ne usciremo certo con gli slogan". Meglio Conte o i "folli" come Guerini?

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