PayPal, Amazon e Poste: i criminali del web usano i brand che conosci meglio
I “criminali 2.0”, i cybercriminali, sfruttano le vie di comunicazione oggi più usate tra aziende e clienti, quindi email e SMS, per inviare messaggi falsi che imitano aziende conosciute. Il portale specializzato truffa.net ha analizzato le ricerche su Google degli italiani dopo aver ricevuto messaggi sospetti, identificando i brand più associati a termini come “truffa” e “phishing”.
Dall’analisi si scopre che PayPal guida la classifica con 13.320 ricerche annuali legate a truffe, seguito da Amazon (9.240) e Poste Italiane (8.760). Servizi bancari, postali ed e-commerce sono i settori più colpiti per la frequenza delle comunicazioni e la gestione di dati sensibili.
Anche altri brand, come Enel (4.800), Airbnb (2.400) e WhatsApp (2.280), risultano essere vulnerabili. E la presenza di Zalando in top 10 con 1.200 risultati dimostra come i truffatori usino qualsiasi brand riconoscibile per aumentare la credibilità dei messaggi.
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