Pellegrino a Lourdes: la missione mariana di Leone
La visita di Leone XIV al santuario di Notre-Dame di Lourdes è prevista per il 26 e 27 settembre. La città mariana è sommersa dalle prenotazioni, le iscrizioni sono già chiuse. Il santuario prevede circa 150 mila partecipanti ai vari appuntamenti della visita pontificia. Un’affluenza eccezionale. Una volta sul posto, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, il Papa pregherà alla grotta. Celebrerà la messa domenicale sul prato del santuario. Incontrerà i malati e i loro accompagnatori all’Accueil Notre-Dame. Parteciperà alla recita del Rosario e alla processione mariana a lume di fiaccola. Insomma, il Pontefice seguirà le orme di quei circa tre milioni di visitatori che ogni anno calpestano il suolo del santuario. “C’è una grande gioia nei nostri cuori”, spiega a Fides don Jean-Xavier Salefran. Sacerdote della Comunità di Saint-Martin e vicerettore del santuario. Aggiunge: “Il santuario è un luogo di devozione popolare dove si manifesta la Chiesa nella sua diversità, nella sua universalità. Con i malati, i vescovi, le famiglie, i giovani, i volontari, i gruppi diocesani e i pellegrini provenienti da numerosi paesi. A Lourdes sono rappresentati tutti i volti della Chiesa, in una grande mescolanza sociale e culturale.

Vocazione di Lourdes
Una diversità che comporta una responsabilità missionaria. Offrire a ciascuno, con semplicità, i segni e il linguaggio della fede. Per poi accompagnare coloro che desiderano andare oltre. “La fede cristiana si manifesta attraverso gesti molto accessibili, molto semplici e molto profondi”, sottolinea il vicerettore. Toccare la roccia di Massabielle, bere l’acqua della sorgente, compiere il gesto dell’acqua, portare un cero, partecipare a una processione. Questi gesti, familiari a Lourdes, coinvolgono allo stesso tempo il corpo e lo spirito. Non costituiscono un’esperienza solitaria, precisa don Jean-Xavier, ma si inseriscono in un percorso “veramente ecclesiale”. La sorgente rivelata da Bernadette Soubirous diventa così il segno di una grazia divina “sempre la stessa e sempre nuova”. Questa pedagogia incarnata raggiunge persone molto diverse per cultura, percorso religioso o ferite. Il santuario accoglie da tempo una forte presenza internazionale, che si è ampliata nel corso dei decenni, in particolare in Asia e in America Latina. Sempre più spesso, il santuario accoglie visitatori che non giungono necessariamente nell’ambito di un tradizionale pellegrinaggio diocesano. Persone sole, famiglie, giovani, turisti alla ricerca di un senso o ancora uomini e donne che non hanno più un legame regolare con una comunità cristiana. La sfida pastorale consiste proprio nell’accogliere questa diversità senza ridurre Lourdes a una semplice meta turistica o a una spiritualità vaga.
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