San Siro, 100 e non più 100?
Panoramica dello Stadio Meazza
Panoramica dello Stadio Meazza
Domenica 19 settembre 1926, poco dopo le 17, Giuseppe Santagostino, detto Pin, classe 1901, milanese e milanista, segnò un gol. Non poteva saperlo, ma era il più importante della sua carriera. Non per il risultato: era un derby, ma un’amichevole, e l’Inter, dopo essere stata in svantaggio, vinse 6-3. Eppure, quella rete entrò nella storia del calcio: fu il gol che tenne a battesimo lo stadio di San Siro.
Dopo un secolo, San Siro è ancora lì. Ma anche per la “Scala del calcio” sembra arrivata l’ora fatale. Accanto al vecchio stadio stanno sorgendo i cantieri del nuovo impianto. Al di là delle polemiche, nessuno può negare che il vecchio San Siro sia stato molto più di uno stadio: un luogo della memoria collettiva e un simbolo di Milano, oltre che uno dei templi mondiali dello sport.
San Siro fu commissionato nel 1925 dal presidente del Milan Piero Pirelli e progettato da Ulisse Stacchini e Alberto Cugini: acquistato dal Comune nel 1935 e più volte ampliato, divenne il grande “catino” capace di accogliere decine di migliaia di spettatori. Il terzo anello, realizzato per i Mondiali del 1990, con le torri cilindriche e la copertura sospesa, lo trasformò in uno dei monumenti più riconoscibili dello skyline cittadino.
Dal 1947 è la casa condivisa di Milan e Inter. Ma la sua storia va oltre il calcio: ospitò grandi incontri di boxe e, dal 1980, i principali concerti internazionali. Fu teatro di finali di Coppa dei campioni, della gara inaugurale di Italia ’90, di partite della Nazionale e di grandi eventi di rugby. Nel 2026 ha ospitato la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Dal 1980 è intitolato a Peppino Meazza.
Memorabili furono i grandi successi di Milan e Inter, dagli anni Sessanta alle imprese tra fine anni Ottanta e nuovo millennio. Tra le partite storiche, la finale di Coppa dei campioni vinta dall’Inter sul Benfica nel 1965 e il successo del Camerun sull’Argentina di Maradona nella gara inaugurale di Italia ’90.
San Siro è stato anche luogo della cultura: scrittori e poeti come Vittorio Sereni, Franco Loi, Delio Tessa e Maurizio Cucchi ne hanno raccontato atmosfera e memoria; Adriano Celentano lo immortalò in Eravamo in 100.000.
Non sappiamo cosa ne sarà: forse una parte diventerà museo, forse attorno nascerà un parco. Forse il boato dei gol nel nuovo stadio continuerà a riecheggiare tra ciò che resterà di gradinate e rampe elicoidali. Chiudendo gli occhi, sembrerà di rivedere i campioni di ieri. E quel luogo potrà ancora far sentire la sua voce, o almeno la forza del suo sogno.
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