Pesticidi, appello delle associazioni ai rappresentanti dei governi affinché respingano la proposta Omnibus preparata a Bruxelles

«Le ragioni per opporsi a questa proposta non sono ideologiche ma dettate dalla scienza». È questo il messaggio principale di una nota congiunta che Greenpeace Italia, Lipu-BirdLife Italia, Federazione nazionale Pro Natura e Wwf Italia hanno scritto in vista del voto che dopodomani, venerdì 12 maggio, il Consiglio Ue dovrà esprimere sul pacchetto “omnibus” riguardante la sicurezza alimentare e dei mangimi, così come proposto nei mesi scorsi dalla Commissione Ue e modificato solo in parte dal Consiglio. «Tale proposta rischia di indebolire gravemente le tutele ambientali e sanitarie esistenti», denunciano le associazioni, che già nelle passate settimane avevano evidenziato tutte le criticità contenute dalla proposta formulata a Bruxelles.
Le quattro associazioni ambientaliste e animaliste italiane, insieme al coordinamento europeo delle sigle green e della società civile, guidato da Pan Europa, ora tornano alla carica e fanno appello ai rappresentanti dei governi affinché respingano la proposta. Le associazioni sottolineano che sebbene abbiano accolto con favore alcuni miglioramenti introdotti dal Consiglio alla proposta della Commissione, tra cui l’emendamento che limita l’autorizzazione illimitata alle sole sostanze a basso rischio, ritengono che la proposta rimanga altamente preoccupante. In particolare, viene sottolineato, restano inaccettabili altri elementi, come l’estensione dei periodi di permesso d’uso (grace periods) dopo un eventuale decisione di non rinnovabilità di una sostanza, nonché l’allentamento delle norme sulle deroghe.
Per questo le associazioni sottolineano che le ragioni per opporsi non sono ideologiche ma dettate dalla scienza. Infatti, un parere legale indipendente chiesto dalle sigle green conclude che la proposta viola il diritto primario dell’Unione europea, non rispetta il principio di precauzione e non soddisfa gli obblighi derivanti dalla Carta dei diritti fondamentali. Una valutazione scientifica indipendente commissionata dal Parlamento olandese, viene inoltre sottolineato, dimostra che la proposta non raggiungerà i suoi obiettivi dichiarati: non ridurrà gli oneri amministrativi né accelererà l'innovazione e l'autorizzazione dei prodotti biologici di controllo. Al contrario, denunciano le associazioni, rischia di prolungare la presenza di sostanze nocive sul mercato, aumentare la complessità amministrativa e trasferire la responsabilità dai produttori di pesticidi alle autorità pubbliche. L'Efsa, viene aggiunto, ha inoltre confermato che, con l’assunzione di 50 nuovi dipendenti e un budget adeguato, l’attuale arretrato nella valutazione dei pesticidi potrebbe essere risolto entro tre anni, a patto che gli Stati membri esercitino il loro potere di respingere come inammissibili i dossier incompleti presentati dall’industria.
Scrivono nella nota congiunta le associazioni: «Nel bel mezzo delle crisi della biodiversità e dell'inquinamento, indebolire le tutele è un controsenso, mentre sarebbe invece necessario rafforzarne l'applicazione -proseguono le associazioni - Per questo chiediamo ai rappresentanti dei governi di sostenere gli emendamenti volti a eliminare i grace periods più lunghi e le norme di deroga meno restrittive, preservando l'integrità del quadro precauzionale stabilito dal regolamento fitosanitari». Le associazioni, inoltre, esortano il Consiglio a richiedere una valutazione d’impatto della proposta della Commissione, finora assente. Un fatto che, denunciano, viola i principi di 'Better Regulation' e le politiche basate su prove scientifiche.
Tra l’altro, viene fatto notare che le richieste espresse dalle associazioni sono sostenute dall’azione di oltre 11.000 cittadini europei che nelle scorse settimane hanno inviato messaggi ai decisori politici dicendosi contrari alla proposta della Commissione, preoccupati delle conseguenze che questo voto potrà avere sulla salute umana, sull'acqua e sull'ambiente. «Chiediamo pertanto ai ministri di anteporre la salute delle persone e il benessere del pianeta ai benefici finanziari a breve termine delle aziende – si legge nel testo diffuso in queste ore – vietando i pesticidi più tossici, promuovendo pratiche agricole sicure e sostenendo gli agricoltori nella transizione, mentre respingono la proposta omnibus sui pesticidi” concludono le tre associazioni, invitando al contempo i cittadini a far sentire la propria voce per la salute nostra e del pianeta».
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