Piano Mattei, il contributo delle Ferrovie dello Stato: “Formati i primi lavoratori provenienti dalla Tunisia”

21 Luglio 2026 - 18:40
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Piano Mattei, il contributo delle Ferrovie dello Stato: “Formati i primi lavoratori provenienti dalla Tunisia”

Formare lavoratori nei Paesi di origine, creare canali regolari di mobilità e, nel lungo periodo, accompagnare lo sviluppo di progetti industriali in Africa. E’ il modello con cui il Gruppo Ferrovie dello Stato intende contribuire al Piano Mattei, partendo dalla Tunisia. I primi quattordici lavoratori formati nel Paese nordafricano sono già stati inseriti in sei impianti di Trenitalia distribuiti in altrettante città italiane. Il progetto è stato presentato oggi a Villa Patrizi, sede del Gruppo Fs a Roma, durante la cerimonia “Benvenuti in Italia – Piano Mattei Tunisia”. I lavoratori hanno seguito centinaia di ore di preparazione linguistica, tecnico-professionale e sulla sicurezza, raggiungendo il livello B2 di conoscenza dell’italiano. Saranno inoltre affiancati per 12 mesi da tutor appositamente preparati. Per Francesca Stacchiotti, direttore Risorse umane e Organizzazione di Trenitalia, l’iniziativa “è molto più di un semplice progetto di formazione e inserimento professionale: è un percorso di crescita reciproca, che permette ai partecipanti di perfezionare le proprie competenze e all’azienda di confrontarsi con culture e prospettive differenti”.

Il ponte infrastrutturale con l’Africa

L’ambizione del Gruppo Fs, tuttavia, va oltre l’inserimento di personale negli impianti italiani. Gian Luca Orefice, Chief People, Culture & Transformation Officer, ha spiegato che l’obiettivo di lungo periodo è “creare un ponte tra l’Italia, il Maghreb e l’Africa in generale”. Il gruppo guarda in particolare all’Egitto, dove è in corso un forte sviluppo infrastrutturale e logistico, e al Marocco, dove sono già attivi progetti analoghi a quello tunisino. “Il nostro approccio è costruire insieme partenariati capaci di sviluppare progetti industriali, garantendo sia la capacità di crescita in loco sia il trasferimento di competenze legato anche alla mobilità delle persone”, ha affermato Orefice. L’Italia, ha aggiunto Orefice, deve essere per l’Europa “una porta che si apre attraverso regole capaci di trasformare il lavoro in un’opportunità”.

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