Piscine, la nuova legge fa discutere: hotel e agriturismi lanciano l’allarme

08 Giugno 2026 - 13:28
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lentepubblica.it

La sicurezza nelle piscine torna al centro del dibattito politico e istituzionale. Il disegno di legge quadro dedicato alla tutela della salute e alla prevenzione degli incidenti negli impianti natatori, attualmente all’esame del Parlamento, punta a introdurre regole più rigorose per ridurre il rischio di annegamenti.


Un obiettivo condiviso da tutti gli operatori del settore, ma che sta generando un acceso confronto sulle modalità con cui raggiungerlo.

A sollevare dubbi e richieste di modifica sono soprattutto le associazioni che rappresentano alberghi, campeggi, agriturismi e altre strutture ricettive. Secondo gli operatori del comparto turistico, infatti, la normativa dovrebbe garantire un elevato livello di protezione senza tradursi in nuovi adempimenti difficili da applicare o in disparità di trattamento tra diverse tipologie di attività.

Il tema della sicurezza e i numeri degli annegamenti

La discussione nasce da un dato che continua a destare preoccupazione. Negli ultimi anni gli incidenti mortali nelle piscine hanno continuato a verificarsi, spesso coinvolgendo minori.

Secondo una ricerca presentata da Federalberghi, nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025 in Italia si sono registrati mediamente circa 14 decessi all’anno per annegamento in piscina. Un numero inferiore rispetto alle stime riportate in passato in alcuni documenti istituzionali, ma comunque significativo.

Particolarmente allarmante è il fatto che oltre la metà delle vittime appartenga alla fascia d’età inferiore ai 14 anni. Una circostanza che ha riacceso l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e di aumentare la consapevolezza delle famiglie riguardo ai rischi legati all’utilizzo delle piscine.

Il tema è diventato ancora più sensibile dopo alcuni tragici episodi che hanno coinvolto bambini. Vicende che hanno alimentato la richiesta di un intervento legislativo capace di rendere più sicuri gli impianti natatori presenti sul territorio nazionale.

Federalberghi: servono regole basate su dati concreti

Durante un’audizione davanti alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, ha evidenziato come qualsiasi intervento normativo debba partire da un’analisi approfondita e aggiornata del fenomeno.

Secondo l’associazione, prima di introdurre nuovi obblighi sarebbe opportuno disporre di una mappatura dettagliata degli incidenti avvenuti negli ultimi anni, distinguendo le diverse tipologie di piscine, le circostanze degli eventi e le fasce di età coinvolte.

L’obiettivo, spiegano gli operatori, non è minimizzare il problema ma costruire una normativa efficace, evitando misure generalizzate che potrebbero non incidere realmente sulle cause degli incidenti.

“La sicurezza deve essere la priorità assoluta”, è la posizione espressa dal settore, che però invita il legislatore a trovare un punto di equilibrio tra tutela delle persone e sostenibilità delle nuove regole.

L’importanza dell’educazione al nuoto

Tra le proposte avanzate durante il confronto parlamentare emerge anche un altro tema: l’insegnamento del nuoto ai più giovani.

Secondo Federalberghi, la prevenzione non può limitarsi all’introduzione di obblighi strutturali o tecnici. È necessario investire anche nella formazione e nell’educazione natatoria, considerata una delle strategie più efficaci per ridurre il rischio di incidenti.

Imparare a nuotare fin dall’infanzia consente infatti di acquisire maggiore familiarità con l’acqua e di affrontare situazioni potenzialmente pericolose con una preparazione adeguata.

Per molti operatori del settore turistico, campagne informative e programmi di educazione potrebbero affiancare efficacemente le misure previste dal disegno di legge, contribuendo a creare una cultura della sicurezza più diffusa.

Il nodo delle locazioni brevi

Uno degli aspetti più controversi riguarda le differenze tra strutture ricettive tradizionali e immobili destinati agli affitti turistici brevi.

Federalberghi sostiene che le regole debbano essere applicate in maniera uniforme a tutti coloro che mettono a disposizione dei turisti una piscina, indipendentemente dalla forma giuridica dell’attività.

Secondo i dati illustrati durante l’audizione, la maggior parte delle piscine utilizzate dai vacanzieri non sarebbe collegata ad alberghi o campeggi, bensì ad appartamenti e ville offerte attraverso piattaforme di locazione breve.

Le cifre citate mostrano una dimensione significativa del fenomeno: nell’agosto del 2025 risultavano pubblicizzati oltre 82 mila alloggi con piscina su Airbnb, mentre gli alberghi dotati dello stesso servizio presenti su Booking.com erano poco meno di 6 mila. A questi si aggiungono circa 2 mila campeggi che dispongono di impianti natatori.

Per le associazioni di categoria, imporre determinati obblighi esclusivamente alle strutture alberghiere rischierebbe di creare uno squilibrio concorrenziale e di lasciare fuori una parte consistente del mercato turistico.

Assistenti bagnanti e sistemi alternativi

Un altro punto centrale del confronto riguarda la presenza degli assistenti bagnanti e l’utilizzo di tecnologie alternative per garantire la sorveglianza.

Gli operatori del turismo si sono detti favorevoli alla possibilità di adottare sistemi innovativi in grado di aumentare la sicurezza degli utenti, purché la normativa definisca criteri chiari e oggettivi.

La preoccupazione principale riguarda il rischio che le imprese possano essere esposte a interpretazioni differenti da parte delle autorità competenti circa l’idoneità delle soluzioni adottate.

Per questo motivo il settore chiede regole precise che consentano agli imprenditori di sapere con certezza quali strumenti possano essere considerati conformi alla legge.

Un confronto ancora aperto

Il percorso parlamentare del disegno di legge appare dunque ancora complesso. Da un lato c’è la volontà di rafforzare la protezione di bambini, famiglie e utenti delle piscine; dall’altro la richiesta del comparto turistico di evitare norme che possano generare costi sproporzionati o condizioni di concorrenza non uniformi.

Al termine dell’audizione, Federalberghi, insieme ad Assohotel, Assocamping, AICA e Faita Federcamping, ha presentato un documento contenente ulteriori osservazioni tecniche e proposte di modifica.

La sfida per il legislatore sarà trovare un equilibrio tra esigenze diverse ma complementari: aumentare il livello di sicurezza senza penalizzare un settore che rappresenta una componente importante dell’offerta turistica italiana. Un equilibrio che potrebbe risultare decisivo per il futuro della normativa e per la tutela dei milioni di persone che ogni anno frequentano piscine e strutture ricettive in tutto il Paese.

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