“Più libri, più liberi”, anche Travaglio cestina il patentino antifascista: “Assurdo, non lo firmiamo”

26 Giugno 2026 - 10:04
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“Più libri, più liberi”, anche Travaglio cestina il patentino antifascista: “Assurdo, non lo firmiamo”

“Più libri, più liberi”, anche Travaglio cestina il patentino antifascista: “Assurdo, non lo firmiamo”

“Antifascismo? Grazie, ma non abbiamo bisogno del vostro patentin0”. La casa editrice del “Fatto quotidiano”, PaperFirst, non intende accettare diktat ideologici per partecipare alla fiera “Più libri, più liberi”. A darne notizia è il direttore Marco Travaglio in un suo editoriale, che racconta come  la dichiarazione sia stata spedita alla casa editrice “con tutti i papelli burocratici per essere ammessi alla kermesse di dicembre alla Nuvola dell’Eur”. Poi ha ironizzato sulla vicenda spiegando che “dall’antifascismo all’antincendio è un attimo”.

«Appena finito di scompisciarci, Cinzia Monteverdi e io abbiamo deciso di non firmare – ha proseguito il direttore -. Non solo per un sacro rispetto del senso del ridicolo, ma soprattutto perché un vero antifascista (e, si capisce, antincendio) non ha bisogno di metterlo per iscritto». Ma soprattutto, l’antifascista citato da Travaglio «non consente ad alcuno di fargli l’esame del sangue per ricevere una patente a punti, fra l’altro basata sull’autocertificazione: la sua vita e il suo lavoro parlano per lui». Insomma, gli organizzatori della fiera libraria sono riusciti a farsi prendere in giro anche da chi – più o meno – la pensa anche come loro.

Travaglio contro il patentino antifascista per “Più libri, Più liberi”

L’editoriale del direttore del Fatto quotidiano prosegue, evidenziando che “siccome nessuna norma impone ai privati cittadini, come gli editori, di essere democratici e antifascisti, l’obbligo di firma per presentare libri non ha senso”. Vallo a spiegare a quelli che l’anno scorso hanno circondato lo stand di Passaggio al bosco urlando “Bella ciao”, cercando di alzare la tensione per ostracizzare i partecipanti che avevano fatto il pienone di clienti. Insomma, secondo Travaglio la dichiarazione antifascista non ha motivo di esistere “a meno che non miri a discriminare chi non si riconosce nella democrazia e nella Costituzione, cosa del tutto legittima per chi non ricopre né cerca cariche pubbliche”.

Poi la provocazione: “Se fossimo fascisti, firmeremmo ad occhi chiusi il giuramento antifascista per poi presentarci alla Nuvola con l’opera omnia di Mussolini e Hitler”. L’articolo si conclude con una risposta della casa editrice a “Più libri, più liberi”, che probabilmente manderà in tilt gli organizzatori: «La nostra società non intende siglare la dichiarazione proprio perché si riconosce e condivide i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della Costituzione e rispetta i principi di libertà di pensiero e di stampa. Era il fascismo che pretendeva dichiarazioni e giuramenti per discriminare gli antifascisti. Una democrazia che usi lo stesso trattamento a chi non vi si riconosce non è più tale, è appunto, una nuova forma di fascismo».

L'articolo “Più libri, più liberi”, anche Travaglio cestina il patentino antifascista: “Assurdo, non lo firmiamo” sembra essere il primo su Secolo d'Italia.

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