Ponte Serra “malato”, diventerà a una sola corsia: viabilità a rischio in zona Marassi

Genova. Un’altra tegola in arrivo per la viabilità genovese a causa delle condizioni in cui si trovano ponti, viadotti e impalcati rispetto alle norme di sicurezza ministeriali. Dopo le limitazioni scattate a maggio su un tratto di via Fea, la strada che serve la zona del Biscione, una nuova ordinanza è in arrivo nella parte bassa di Marassi per il ponte Serra che collega le due sponde del Bisagno a senso unico da via Moresco a piazza Carloforte.
Ad anticiparlo era stato l’assessore Massimo Ferrante durante l’ultima commissione consiliare sul tema a Palazzo Tursi: “Ponte Serra diventerà a una sola corsia, non più due, perché durante le ispezioni è stata riscontrata la necessità di ridurre il carico sulle spalle laterali“.
Nelle scorse settimane, però, i dettagli del provvedimento erano rimasti in dubbio. Un’opzione alternativa alla parzializzazione era il divieto di transito per i veicoli pesanti, ma questo avrebbe significato anche impedire il transito dei bus. Per le linee 480-482 si sarebbe trattato di posticipare la svolta in sponda sinistra, lasciando scoperta solo la fermata di via del Piano, mentre 47 e 603 avrebbero dovuto cambiare completamente percorso. Così, anche su spinta del Municipio Bassa Valbisagno, i tecnici hanno verificato la possibilità di svolta dei mezzi pubblici spostando il restringimento (che sarà fisico) di qualche metro.
Ponte Serra presenterà quindi un’unica corsia per tutti i flussi di traffico, mentre finora la svolta a sinistra su via del Piano godeva di una canalizzazione separata. Da monitorare le ricadute sulla viabilità e in particolare su via Moresco, dove potrebbero formarsi code di accumulo al semaforo. Criticità che il Comune conta di risolvere proprio agendo sui tempi di regolazione dell’incrocio. L’ordinanza dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
“A fronte della necessità di ridurre a una sola corsia e diminuire il carico, per il Municipio era importante trovare una soluzione che potesse garantire il transito dei mezzi pubblici in modo da continuare a dare servizio a via del Piano e a via Monticelli – rimarca il presidente Fabrizio Ivaldi -. Soprattutto si evita di cambiare completamente il percorso delle linee 47 e 603″.
Secondo i risultati del primo ciclo di ispezioni, il 39% dei ponti, viadotti e impalcati censiti a Genova (in tutto 679 in base al censimento aggiornato) sono in classe di attenzione alta (25,76%) o medio-alta (13,20%). Un dato che genera grandi preoccupazioni perché significa che potrebbero essere necessari lavori su 245 strutture di competenza comunale, se i monitoraggi confermeranno questi numeri.
Per questo ancora una volta l’assessore Ferrante ha chiamato in causa la Regione perché sciolga le riserve sull’utilizzo dei 40 milioni residui dall’accordo con Autostrade per i ristori legati al crollo del ponte Morandi, soldi che Tursi destinerebbe in via prioritaria alla messa in sicurezza di corso Europa, dove si rischia lo stop totale ai mezzi pesanti con danni difficili da quantificare. La giunta Bucci ha risposto che prima dovrà concludersi il progetto Smart City portato avanti da Movyon, società del gruppo Autostrade, al quale le risorse erano destinate in origine.
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