Poste vuole creare il primo operatore mobile in Italia con TIM Consumer

08 Maggio 2026 - 15:23
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Poste vuole creare il primo operatore mobile in Italia con TIM Consumer

Poste Italiane vuole unire le proprie attività nel settore delle telecomunicazioni con TIM Consumer per creare "l’operatore mobile numero uno in Italia". L’indicazione arriva dal comunicato sui risultati del primo trimestre 2026 e dà all’operazione TIM una lettura industriale precisa: l’acquisizione del controllo dell’operatore non viene presentata soltanto come una mossa finanziaria, ma come un passaggio destinato a incidere sugli equilibri del mercato mobile nazionale.

A dirlo è Matteo Del Fante. L’amministratore delegato spiega che Poste ha rafforzato la propria convinzione sulla validità strategica dell’acquisizione e sulla sua coerenza con il modello di business del gruppo. Il ragionamento parte dalla solidità del bilancio e dalla generazione di cassa, indicate come condizioni utili per sostenere investimenti digitali e iniziative di crescita, e arriva al punto chiave:

"La combinazione delle attività di Poste Italiane in ambito telecomunicazioni con il segmento consumer di TIM creerà l’operatore mobile numero uno in Italia, dando avvio alla prossima fase del consolidamento domestico nel settore delle telecomunicazioni".

Il comunicato non entra nei dettagli operativi. Non vengono indicati assetti societari, marchi, offerte, canali commerciali o modalità di integrazione. Proprio per questo, il passaggio resta significativo soprattutto sul piano strategico: Poste lega l’operazione al consolidamento domestico delle telecomunicazioni e alla costruzione di una posizione di primo piano nel mobile italiano.

L’offerta pubblica su TIM viene confermata nei tempi, con chiusura attesa entro il terzo trimestre del 2026. Poste parla di un profilo finanziario "estremamente solido" e prevede un effetto accrescitivo sull’utile per azione dal 2027, destinato a diventare a doppia cifra dal 2028. Restano confermati anche il dividendo per azione implicito nella guidance 2026 e una politica dei dividendi futuri che, secondo Poste, dovrebbe risultare più favorevole rispetto allo scenario in cui il gruppo proseguisse da solo, senza l’operazione TIM.


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