Pronto soccorso al collasso in Sardegna, FdI attacca Todde: «Ora si rischia di morire in sala d’attesa»

L’emergenza della sanità pubblica in Sardegna si avvita in una spirale sempre più drammatica, trasformandosi in un terreno di duro scontro politico alla vigilia della stagione estiva più calda. A sollevare un velo di forte denuncia sulle condizioni in cui versano i principali presidi ospedalieri dell’isola è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Franco Mula. Al centro della polemica ci sono i pronto soccorso dell’isola, definiti ormai strutturalmente «al collasso», e una gestione amministrativa che l’opposizione non esita a definire fallimentare e priva di qualsiasi visione strategica a lungo termine.
Sardegna, fallimentare modello sanitario
La radiografia delle criticità diffuse fatta da FdI e il silenzio del presidente e assessore alla sanità, Alessandra Todde, la dicono lunga sulla situazione. Va all’attacco il consigliere regionale Franco Mula per il quale il disastro “conferma la totale mancanza di visione e strategia”. Il consigliere rammenta di aver fatto presente alla governatrice di “attenzionare” la scadenza dei contratti dei medici gettonisti. E ora la “chiusura dei vari presidi ospedalieri e le sue insufficienti e tardive manovre di ‘recupero’ sono fallimentari”.
Sanità sarda al collasso e la Todde tace
La mappa dei disservizi e delle carenze vede anche delle assurdità inimmaginabili: l’ospedale di Isili “apre con orari da ufficio”, mentre non va meglio a Olbia, Tempio e Sorgono. “Ci vuole visione strategica, ci vuole programmazione, ci vuole buon senso che oggi manca e che viene sostituito dalla generosità di singoli medici di base che nelle loro ore libere tamponano le emergenze dell’ospedale di Sorgono, prestando la propria professionalità. Stanno arrivando migliaia di turisti e le criticità stanno aumentando in modo esponenziale” continua Mula. In alcuni ospedali “si rischia di morire nella sala d’attesa aspettando di essere visitati”. E la presidente “si blinda nel silenzio più tombale”. La presidente “lasci l’assessorato alla sanità e svolga ‘solo’ il suo ruolo di presidente di Regione: forse si eviterebbero ulteriori lacerazioni di un’isola già martoriata in svariati settori”, conclude Mula.
La mappa del caos, FdI: “Il sabato nessuna copertura di turno all‘ospedale di Tempio
La collega di partito Cristina Usai aggiunge altri elementi al disastro della Sanità sarda: “Se vi trovate in Gallura e avete bisogno del pronto soccorso, iniziate a sgranare il rosario, perché i tempi di attesa potrebbero superare le 24 ore”. Questa la situazione. Al pronto soccorso dell‘ospedale Giovanni Paolo II di Olbia ci sono “solo due medici in turno anziché i quattro previsti”. E “non c’è nessun medico dedicato alla gestione dell’Obi-boarding, ovvero di tutti questi pazienti che si trovano in osservazione e in attesa di ricovero“. Peggio poi all‘ospedale Paolo Dettori di Tempio, rincara Usai: “Un solo medico in turno che lavora con grandi criticità e il sabato notte senza nessuna copertura del turno”. Intanto – attacca- “Todde ha pensato bene di stipulare un contratto con una ditta che fornisce apparecchiature e personale per avere radiologi di notte a Tempio: ma i radiologi non fanno turno notturno e non si può comunque fare la diagnostica di II livello per la mancanza del rianimatore in sede”.
L’azienda Asl 2, aggiunge, ha trovato dei rianimatori da destinare a Tempio, assunti come libero professionisti. Al Dettori “si hanno in media cinque accessi notturni che vengono giustamente centralizzati a Olbia se hanno qualsiasi cosa più grave dell’unghia incarnita”. Insomma, se ci sono rianimatori “non sarebbe meglio tenerli a Olbia e incrementare l’attività di sala operatoria? Domande senza risposta. Alessandra Todde continua a tacere.
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