Pubblica amministrazione, Zangrillo: “Puntiamo sui giovani per coprire un milione di posti di lavoro nei prossimi cinque anni”

L’Italia dovrà contare sui giovani in futuro per rafforzare il settore pubblico. A farlo presente è stato il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, al Forum delle Pa, sottolineando che nei prossimi cinque anni «perderemo le competenze di un milione che finalmente maturano i requisiti per andare in pensione. È una sfida che fa tremare i polsi ma che accolgo con ottimismo intanto sulla scorta di quello che abbiamo fatto in questi 3 anni: abbiamo assunto 641.000 persone, di queste 641.000 più del 50% hanno meno di 40 anni quindi vuol dire che la pubblica amministrazione sta tornando ad essere attrattiva».
Come ha precisato il titolare del dicastero, il pensionamento dei molti dipendenti non è una cattiva notizia: «Considero questa una grande opportunità, perché abbiamo la possibilità di realizzare un ricambio generazionale e lo dobbiamo fare in modo intelligente, cioè cercando di costruire un percorso che consenta a chi ha più esperienza all’interno dell’organizzazione di essere in grado di accogliere le persone che arriveranno nella nostra organizzazione dando loro l’occasione di esprimere le loro capacità e i loro talenti».
Pa, Zangrillo: «Ci saranno milioni di posti di lavoro nei prossimi cinque anni, puntiamo sui giovani»
Durante il convegno Zangrillo ha citato Steve Jobs, che «rivolgendosi ai suoi dirigenti diceva “Noi dobbiamo assumere i giovani nella nostra organizzazione non per dare loro degli ordini, ma per farci dire da loro dove dobbiamo andare». Ed è proprio questo l’obiettivo della pubblica amministrazione: «Guardiamo ai giovani, non come delle persone che entrano in azienda e ai quali ci prepariamo a dare loro dei compiti, ma interroghiamoci con loro, confrontiamoci, dialoghiamo, spesso i giovani hanno delle idee diverse dalle nostre, magari che noi consideriamo un po’ incoscienti, magari idee che noi non abbiamo il coraggio di esprimere».
Poi ha aggiunto: «Facciamo capire ai nostri giovani che lavorare nella pubblica amministrazione significa lavorare in un’organizzazione dove c’è la capacità di valorizzare i talenti di ciascuno, la creatività, l’innovazione di ciascuno». «Questo è il migliore servizio che possiamo fare a una pubblica amministrazione – ha concluso -, che sa generare futuro e che quindi è la migliore garanzia per migliorare la qualità della nostra democrazia».
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