Qatar, sepolto a Doha lo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani

13 Luglio 2026 - 00:50
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Il “Padre Emir”, morto a 74 anni, ha guidato il Qatar dal 1995 al 2013 trasformandolo in una potenza energetica, finanziaria, diplomatica e mediatica

DOHA – Il Qatar ha dato l’ultimo saluto allo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani, il “Padre Emir” considerato il principale artefice della trasformazione del piccolo Stato del Golfo in una delle nazioni più ricche e influenti del mondo.

L’ex sovrano, morto domenica 12 luglio all’età di 74 anni, è stato sepolto nel cimitero di Lusail, a nord di Doha, al termine di una sobria cerimonia celebrata secondo la tradizione islamica.

La cerimonia nella grande moschea di Doha

Le preghiere funebri si sono svolte dopo il tramonto, al termine della preghiera del Maghrib, nella moschea Imam Muhammad ibn Abd al-Wahhab della capitale.

Davanti al corpo avvolto nel tradizionale sudario bianco si sono raccolti familiari, membri della casa reale, autorità e numerosi cittadini. Tra coloro che hanno trasportato la salma fuori dalla moschea c’era anche il figlio e successore, l’attuale emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani.

Il corpo è stato poi trasferito al cimitero di Lusail, dove Sheikh Hamad è stato deposto in una tomba semplice, nel rispetto dei precetti islamici.

Una cerimonia essenziale, quasi in contrasto con l’immensa ricchezza e l’influenza internazionale costruite dal Qatar durante i suoi diciotto anni di governo.

L’uomo che trasformò il Qatar

Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani salì al potere nel 1995, aprendo una nuova fase nella storia del Paese.

Quando assunse la guida dell’emirato, il Qatar era ancora uno Stato relativamente poco conosciuto sulla scena internazionale. Durante il suo regno, le enormi riserve di gas naturale furono poste al centro di un ambizioso programma di sviluppo che trasformò il Paese in uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di gas naturale liquefatto.

Le entrate energetiche finanziarono infrastrutture, servizi pubblici, istruzione, sanità e investimenti internazionali. Il Qatar cominciò ad acquistare proprietà, aziende e partecipazioni strategiche in Europa, negli Stati Uniti e in Asia, diventando una potenza finanziaria capace di esercitare un’influenza molto superiore alle proprie dimensioni territoriali e demografiche.

Durante il regno di Sheikh Hamad, il prodotto interno lordo del Qatar aumentò di oltre ventiquattro volte. Nel 2006 il Paese era già diventato il maggiore esportatore mondiale di gas naturale liquefatto.

Al Jazeera e il potere dell’informazione

Una delle decisioni più importanti della sua leadership fu la nascita, nel 1996, di Al Jazeera.

L’emittente satellitare modificò profondamente il panorama dell’informazione araba, dando spazio a dibattiti politici, oppositori e temi che raramente trovavano posto nei mezzi di comunicazione tradizionali della regione.

Al Jazeera divenne rapidamente uno dei principali strumenti del potere mediatico del Qatar e una rete internazionale capace di raggiungere centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.

La sua copertura, spesso critica nei confronti dei governi arabi, provocò tuttavia tensioni diplomatiche e accuse di riflettere gli interessi della leadership di Doha.

La crescita dell’influenza internazionale

Sotto Sheikh Hamad, il Qatar investì anche nello sport, nell’aviazione, nella cultura e nelle grandi infrastrutture.

La strategia raggiunse il suo momento più visibile con l’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2022, evento che collocò definitivamente Doha al centro dell’attenzione internazionale.

Sheikh Hamad fu accolto con un lungo applauso durante la partita inaugurale della competizione, simbolo del riconoscimento per il ruolo svolto nella crescita del Paese.

Il Qatar sviluppò inoltre una politica estera autonoma e pragmatica. Mantenne una stretta alleanza con gli Stati Uniti, ospitando importanti installazioni militari americane, ma contemporaneamente coltivò rapporti con l’Iran e con diversi attori politici del Medio Oriente.

Doha si propose come mediatrice in numerosi conflitti, rafforzando la propria immagine di interlocutore diplomatico capace di dialogare con tutte le parti.

Le riforme interne

Durante il regno di Sheikh Hamad fu approvata, nel 2004, la prima Costituzione permanente del Qatar.

Furono inoltre introdotte le elezioni municipali, alle quali anche le donne poterono partecipare sia come elettrici sia come candidate.

Questi interventi rappresentarono alcuni dei più significativi cambiamenti istituzionali nella storia moderna dell’emirato, anche se il sistema politico rimase saldamente controllato dalla famiglia regnante.

La storica abdicazione del 2013

Nel giugno 2013 Sheikh Hamad sorprese il mondo arabo annunciando volontariamente il passaggio del potere al figlio Tamim, allora trentatreenne.

Si trattò di una decisione rara tra le monarchie ereditarie del Golfo, dove le successioni avvengono generalmente dopo la morte del sovrano o in seguito a crisi interne.

La transizione ordinata garantì continuità al sistema costruito durante il suo regno. Sheikh Tamim ha successivamente consolidato il ruolo del Qatar come centro finanziario, energetico e diplomatico, proseguendo molte delle strategie avviate dal padre.

Con la morte di Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani si chiude una delle stagioni più importanti della storia contemporanea del Golfo.

In meno di una generazione, il sovrano trasformò un piccolo emirato ricco di gas in un protagonista della politica, della finanza, dello sport e dell’informazione mondiale.

La sua eredità rimane complessa e, per alcuni aspetti, controversa. Ma il Qatar conosciuto oggi, ricco, ambizioso, diplomaticamente attivo e capace di esercitare un’influenza globale, porta in maniera indelebile la sua impronta.

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