Quel senso del sacro in Nastasio che sorprende

Maggio 18, 2026 - 15:32
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Quel senso del sacro in Nastasio che sorprende
Una delle opere di Nastasio in mostra a Cesano Maderno

«Il sorprendente senso del sacro» è il titolo della mostra dedicata all’artista Alessandro Nastasio, che si inaugura sabato 23 maggio, alle 16.30, a Cesano Maderno presso lo spazio espositivo dell’ISAL, Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda, a Palazzo Arese Jacini (piazza Arese, 12).

L’esposizione, a cura di Maria Antonietta Crippa, Nicoletta Scherillo e Ferdinando Zanzoterra, resterà aperta fino al prossimo 7 giugno, ed è visitabile il sabato e la domenica, dalle 15 alle 18, a ingresso gratuito.

Per scolaresche e piccoli gruppi sono possibili anche visite guidate: per informazioni e prenotazioni contattare la segreteria organizzativa: tel. 335 8360818, info@istitutoartelombarda.it .

Alessandro Nastasio, classe 1934

Alessandro Nastasio nasce a Milano nel 1934. Nel 1947 il pittore albanese Hibraim Kodra ne intuisce le native disposizioni per l’espressione figurativa e lo avvia nella ricerca del proprio originale percorso artistico. Dopo aver già conseguito promettenti risultati per la felice scioltezza del suo segno espressivo, nel 1952 segue la “scuola libera del nudo”, tenuta da Aldo Salvatori. Nel 1966-67 otterrà la cattedra all’Accademia di belle arti di Brera e per trent’anni si dedicherà all’insegnamento di Educazione Artistica in diversi istituti scolastici.

Nel 1960 frequenta l’Atelier di Giorgio Upilio dove lavorano Giacometti, Lam, Fontana, De Chirico, di cui ha modo di studiare le tematiche, i miti ispiratori e il linguaggio tecnico espressivo. Affina le istintive capacità manuali, che metterà sempre generosamente al servizio del suo mondo artistico, prima presso la fonderia MAF con il maestro Tullio Figini che gli spiega i segreti della fusione rinascimentale a cera persa e incontra i maestri Crocetti, Manfrini, Manzù, Minguzzi, Fabbri, spostandosi poi a Quinto de Stampi alla fonderia De Andreis dove operano Marino Marini, Pomodoro, Rudy Wach, Strebelle, Negri e Rosental.

Assiduo lettore dei grandi testi sapienzali dell’antichità, si è formato in particolare sulla Bibbia di cui ha illustrato con xilografie, acquetinte, acqueforti e linoleografie, soprattutto il Cantico dei Cantici, il libro del Qoelet e diverse pagine dei Vangeli, ma ha attinto la sua ispirazione anche alla tradizione filosofico-religiosa del mondo orientale attraverso la lettura di Rig-Veda, Upanisad e il Matnavi di Rumi.

Assiduo e appassionato ricercatore delle strutture invisibili che danno coesione e significato a tutta la dimensione fenomelogica dell’esistere, si è mosso costantemente sulle tracce della sacralità e del mistero segreto delle cose, degli archetipi che rappresentano le leggi del divenire, delle essenze e dei principi che dalle pagine delle fiabe, dei miti, e dell’epica ha cercato di trasporre in immagini sempre avvolte da un grande alone fiabesco e intrise di straordinario fascino evocativo e allusivo. Per questo i suoi soggetti sono spesso calati in dimensioni atemporali mediante soluzioni eteree che talora creano un contesto squisitamente esoterico.

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