Re Chain: la cartolarizzazione immobiliare sbarca sulla Blockchain
Articolo tratto dal numero di maggio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
“Ci sono momenti, nella vita professionale, in cui senti di costruire qualcosa di importante e vuoi raccontarlo con le persone giuste”. Pasquale Cataldi, cofondatore di Altus Lifestyle e fondatore di Cataldi e Partners, ha commentato così la nuova iniziativa sviluppata insieme a Massimo Calogiuri, cofondatore di Blockinvest, presentando Re Chain, una management company che porta la cartolarizzazione immobiliare nell’era blockchain. “Massimo è prima di tutto un amico. Professionalmente pochi manager hanno la combinazione di visione strategica, conoscenza tecnica del mercato npl e capacità di costruire reti sul territorio che lui ha sviluppato in 30 anni di carriera”.
Come si integra il lusso con l’innovazione della blockchain?
Pc: Il lusso vero non teme l’innovazione, ma la trasforma in un valore aggiunto per il cliente. Purtroppo gli strumenti tradizionali del real estate italiano non sono stati all’altezza: iter burocratici, opacità sui passaggi di proprietà, difficoltà nel frazionare l’investimento, assenza di un mercato secondario. La blockchain risolve questi problemi senza toccare la qualità artigianale, il rapporto con il territorio, la scelta di ogni elemento.
Calogiuri, come descriverebbe la partnership con Cataldi?
Mc: Condividiamo un modo di guardare il mercato, un’etica del lavoro, una cura per i dettagli che nel nostro settore fa la differenza. Le nostre aziende uniscono credibilità e accesso a un mercato di eccellenza con tecnologia e quadro regolamentare. Re Chain è il punto in cui tutto questo si unisce.
Cos’è la cartolarizzazione immobiliare nativa su blockchain e perché rappresenta un’innovazione di sistema?
Mc: La cartolarizzazione tradizionale è uno strumento potente ma costoso, lento e accessibile quasi solo ai grandi operatori bancari e ai fondi istituzionali. Prevede veicoli societari dedicati, emissioni obbligazionarie, passaggi burocratici stratificati. La blockchain permette di fare la stessa cosa in modo nativo digitale: i titoli di debito emessi dal veicolo di cartolarizzazione, le cosiddette notes, vengono tokenizzati direttamente su registro distribuito. Diventano frazionabili, trasferibili in tempo reale, monitorabili con un audit trail immutabile. I processi di onboarding degli investitori sono digitalizzati e automatizzati. I costi si abbattono, i tempi si comprimono, la platea si allarga. È un’innovazione di sistema perché ridisegna l’infrastruttura su cui le operazioni di finanza immobiliare vengono costruite.
Cataldi, lei ha vissuto i limiti della finanza tradizionale con Altus: Re Chain come cambierebbe le cose?
Pc: Penso alle operazioni che abbiamo strutturato su immobili di pregio a Firenze, a Milano, a Londra. In ognuna abbiamo incontrato lo stesso ostacolo: trovare il giusto equilibrio tra capitale proprio, finanziamento bancario e capitali di terzi. I clienti internazionali avrebbero voluto partecipare a queste operazioni, ma la struttura tradizionale non lo consentiva in modo efficiente. Con Re Chain avremmo potuto tokenizzare le notes del veicolo di cartolarizzazione, aprire la raccolta a quella platea internazionale con strumenti trasparenti e compliant e chiudere il finanziamento in tempi incomparabili rispetto a oggi.
Quali sono i servizi per un costruttore o un developer che si rivolge a voi?
Mc: Interveniamo su tre livelli. Il primo è strutturale: disegniamo il veicolo di cartolarizzazione più adatto all’operazione specifica, in sinergia con studi legali specializzati e con la tecnologia di Blockinvest. Il secondo è finanziario: identifichiamo e selezioniamo gli investitori che possono sottoscrivere le notes tokenizzate. Il terzo è territoriale: grazie al network costruito su tutto il territorio nazionale, presidiamo lo scouting delle opportunità e accompagniamo ogni operazione dalla fase di origination al closing.
Calogiuri, lei ha guidato la divisione immobiliare di Mps in una fase complessa. Come si rapporta Re Chain con il sistema bancario italiano?
Mc: Le banche sono interlocutori naturali e clienti. Re Chain offre agli istituti la possibilità di smobilizzare portafogli di crediti immobiliari deteriorati o performing in modo più efficiente, abbattendo i costi operativi e ampliando la platea degli investitori finali. La partecipazione di Crédit Agricole nella compagine di Blockinvest testimonia che il sistema europeo ha capito il valore di questo approccio.
Gli investitori internazionali sono pronti a investire in prodotti tokenizzati sul real estate italiano?
Pc: Non solo sono pronti, lo chiedono. I clienti internazionali vogliono accedere al real estate italiano con gli stessi standard di efficienza e trasparenza a cui sono abituati sui mercati anglosassoni. Il mercato è pronto, Re Chain è la risposta.
In che modo il network territoriale si traduce in vantaggio per i clienti di Re Chain?
Mc: Il mercato immobiliare italiano è profondamente locale. Nella mia carriera ho costruito reti di agenti, legali, periti e servicer che permettono a Re Chain di offrire accesso a opportunità difficilmente pubblicizzate, capacità di lettura dei rischi locali che nessun modello algoritmico può replicare e la credibilità necessaria a chiudere operazioni complesse in tempi ragionevoli.
Cataldi, Re Chain è la traduzione finanziaria della sua idea di lusso “funzionale e intelligente”?
Pc: Sì. Ho sempre detestato il lusso come esercizio puramente estetico, la mission è sempre stata creare spazi da vivere, non da mostrare. Re Chain è nata con la stessa logica. La cartolarizzazione nativa su blockchain è il modo più intelligente, trasparente ed efficiente per fare accedere le persone giuste agli asset giusti.
Qual è la vostra visione a tre anni?
Pc: Voglio che Re Chain diventi il riferimento in Italia per chiunque voglia fare finanza immobiliare in modo moderno, efficiente e credibile; vogliamo dimostrare che questo modello funziona ai massimi livelli del mercato e poi aprirlo a una platea più ampia di costruttori, developer e operatori. Entro tre anni puntiamo ad avere un portafoglio significativo di operazioni completate, un mercato secondario funzionante per i token emessi e una rete di partner finanziari e istituzionali consolidata.
L’articolo Re Chain: la cartolarizzazione immobiliare sbarca sulla Blockchain è tratto da Forbes Italia.
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