Reggio, CityNow chiede le commissioni in streaming. Milia: ‘Il sistema ereditato non funziona. Presto una soluzione’

19 Settembre 2026 - 11:10
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Reggio, CityNow chiede le commissioni in streaming. Milia: ‘Il sistema ereditato non funziona. Presto una soluzione’

Palazzo San Giorgio, Reggio Calabria

A distanza di mesi dall’avvio della nuova amministrazione, le commissioni consiliari del Comune di Reggio Calabria restano ancora non accessibili da remoto per stampa e cittadini. Un tema che continua a far discutere, soprattutto sul fronte della trasparenza e della partecipazione alla vita amministrativa di Palazzo San Giorgio.

La questione era stata sollevata nei giorni scorsi dal consigliere di opposizione Marcantonino Malara, che aveva chiesto il ripristino di una modalità che negli anni precedenti aveva consentito a giornalisti, associazioni e cittadini di seguire i lavori delle commissioni anche senza essere fisicamente presenti in aula.

“Non chiediamo il collegamento per i consiglieri, che devono essere presenti alle sedute – aveva spiegato Malara – ma per chi dall’esterno vuole conoscere il lavoro che viene svolto quotidianamente nelle commissioni”. Una richiesta che riguarda sia la possibilità dello streaming sia, in alternativa, il collegamento da remoto per permettere una maggiore apertura verso la città.

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Milia: “Ci siamo ritrovati un sistema che non funziona”

A chiarire la posizione dell’amministrazione è stato il presidente del Consiglio comunale Federico Milia, intervenuto ai microfoni di Live Break di CityNow.

Il presidente dell’Aula ha spiegato che il mancato ripristino del servizio sarebbe legato a problemi tecnici relativi all’impianto presente a Palazzo San Giorgio.

“Grazie per la domanda perché mi ha fatto un assist su quello che è accaduto in queste settimane a Palazzo San Giorgio”, ha esordito Milia. “Nel 2025 l’amministrazione precedente, e non lo dico come alibi perché non possiamo andare avanti per anni con gli alibi della passata amministrazione, ha fatto un affidamento alla società che si occupa della gestione dei microfoni e di tutto il sistema. 140 mila euro più o meno, e questo sistema non funziona”.

Secondo il presidente del Consiglio comunale, l’attrezzatura acquistata negli anni scorsi non sarebbe oggi utilizzabile nella sua piena funzionalità.

“Se venite a Palazzo San Giorgio o in commissione, il sistema comprato non funziona. I microfoni installati nuovi non registrano, non c’è la trascrizione automatica, le telecamere non sono messe in funzione e non è stato previsto un servizio cloud”.

Il nodo della rete e del cloud

Milia ha poi indicato un ulteriore problema legato all’infrastruttura informatica del Comune.

“A Palazzo San Giorgio la rete è un’infrastruttura telematica che è in uno stato assolutamente primitivo e non riesce a supportare questo tipo di sistema. L’unico modo è acquistare, dalla stessa società o da un’altra che si occupa di questi servizi, un cloud”.

In attesa di un intervento tecnico, quindi, non sarebbe possibile riattivare il vecchio meccanismo di collegamento.

“Ho già domandato agli uffici di ripristinare una modalità tramite chiamata, come accadeva fino a qualche tempo fa. Però io da presidente del Consiglio ho il dovere, dopo che sono stati spesi questi soldi, di mettere in funzione il sistema a 360 gradi”.

“Il sistema deve funzionare anche per le votazioni”

Milia ha sottolineato che l’obiettivo non sarebbe soltanto quello di garantire la visione delle sedute, ma anche quello di rendere operativo un sistema completo.

“Quando un consigliere va a votare in aula non può votare semplicemente per alzata di mano. Se si va in altre città italiane, in un Consiglio comunale di dimensioni simili, si vota attraverso un sistema che noi già abbiamo pagato”.

Nel frattempo, però, resta il problema della partecipazione esterna. La stampa e i cittadini, infatti, continuano a non poter seguire direttamente i lavori delle commissioni da remoto.

“Stiamo valutando un’alternativa”

Il presidente del Consiglio comunale ha assicurato che l’amministrazione sta lavorando per trovare una soluzione temporanea.

“Nel frattempo troviamo un’alternativa. Parleremo con il sindaco e valuteremo un modo che permetta a tutti di avere notizia su quello che accade in commissione”.

Una posizione che prova a tenere insieme due esigenze: da una parte il completamento del sistema già acquistato, dall’altra la necessità di garantire comunque un canale di accesso ai lavori consiliari.

“Mettere a sistema quello che è stato pagato è un dovere d’ufficio. Serviranno altri esborsi, ma sono spese di democrazia, sacrosante”.

Il caso, dunque, resta aperto. Da una parte la richiesta dell’opposizione e del mondo dell’informazione di avere nuovamente uno strumento di partecipazione a distanza; dall’altra la spiegazione tecnica fornita dal presidente Milia, con l’impegno dichiarato a individuare una soluzione nelle prossime settimane.

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Redazione Eventi e News

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