Regolamento anti-ostruzionismo, intesa a Palazzo Estense per fermare le “sedute fiume”

Maggio 13, 2026 - 11:30
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Regolamento anti-ostruzionismo, intesa a Palazzo Estense per fermare le “sedute fiume”
consiglio comunale deserto a palazzo Estense di Varese

Blindare i lavori del Consiglio comunale ed evitare che l’aula si trasformi nuovamente in una trincea capace di prolungarsi per giorni. È questo l’obiettivo della revisione del regolamento consiliare licenziata dalla commissione Affari generali di Varese, nata per disinnescare la strategia delle “sedute fiume” e dei contrattacchi ostruzionistici che hanno segnato la storia recente della politica cittadina.

La memoria dei tecnici e dei consiglieri torna inevitabilmente alle forti tensioni registrate a dicembre 2025 durante la discussione sul bilancio, quando la Lega Nord (in particolare il consigliere Stefano Angei) presentò oltre duemila emendamenti mandando di fatto in tilt l’attività della macchina comunale con una raffica di sedute a oltranza. Uno scenario di paralisi che l’attuale maggioranza di centrosinistra vuole scongiurare a tutti i costi, in particolar modo adesso che all’orizzonte si profila il delicatissimo iter per l’approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio (Pgt).

Il nodo dei poteri di inammissibilità
Al centro della riforma c’è la riscrittura dell’articolo 67. La prima bozza del provvedimento aveva immediatamente surriscaldato il clima: la proposta iniziale concedeva infatti al presidente del consiglio comunale la facoltà di bocciare preventivamente le mozioni considerate “seriali o emulativi”.

Una formulazione che ha compattato le opposizioni di centrodestra. Attraverso un documento tecnico, le minoranze hanno evidenziato come l’introduzione di termini così generici e privi di solidi precedenti normativi negli enti locali rischiasse di trasformarsi in uno strumento di censura politica, comprimendo il diritto democratico al dibattito e alla contestazione.

La svolta con il compromesso tecnico
Per evitare una rottura insanabile, le parti hanno avviato un percorso di mediazione, che ha visto il consigliere regionale e comunale della Lega Emanuele Monti muoversi come pontiere per il centrodestra. Il compromesso raggiunto ha permesso di superare le diciture più scivolose, sostituendole con criteri puramente oggettivi ed esenti da valutazioni personali del presidente d’aula.

La nuova formula cancella la “scure” dell’inammissibilità preventiva e punta invece sulla razionalizzazione dei tempi: gli emendamenti che risulteranno analoghi, speculari o sostanzialmente identici nella sostanza verranno accorpati d’ufficio e sottoposti a una votazione congiunta.

L’intesa bipartisan salva così l’efficienza delle sedute senza soffocare la democrazia dell’assemblea. Incassato il via libera della commissione, il testo modificato è ora pronto a sbarcare in consiglio comunale per l’approvazione definitiva, giusto in tempo per l’avvio della sessione urbanistica sul Pgt.

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