Ricerca Medvida: consulente finanziario centrale anche nell’era AI
Roma, 4 mag. (askanews) – L’accesso all’informazione finanziaria non è mai stato così semplice. Media specializzati, piattaforme digitali e, più di recente, strumenti di intelligenza artificiale mettono oggi a disposizione del risparmiatore un flusso continuo di dati, analisi e suggerimenti. Eppure, la maggiore disponibilità informativa non si traduce automaticamente in una maggiore capacità di decidere. È quanto emerge dalla ricerca realizzata dalla società di consulenza Maize per MEDVIDA Partners, gruppo assicurativo spagnolo specializzato in soluzioni di risparmio e d’investimento, che ha analizzato il rapporto degli italiani con gli investimenti in una fase di forte incertezza dei mercati e di rapida diffusione dell’AI.
La ricerca, informa una nota, è stata realizzata su un campione di 432 rispondenti, in maggioranza con istruzione universitaria e sarà presentata in occasione del Salone del Risparmio 2026 durante la conferenza sul tema “Come decide chi risparmia. Valori, canali e comportamenti in un’epoca di informazione continua”, nel corso della quale interverranno Anna Milesi, Country Manager di MEDVIDA Partners per l’Italia, Sergio Franchi, Presidente e Amministratore Delegato di PORTFOLIO, Roberto Zanin, Presidente di MULTILIFE e Giulia Pozzobon, Senior Director di MAIZE, moderati da Pasquale Imbimbo, Partner e Insurance Market Leader di JAKALA.
Uno dei dati più significativi emersi dalla ricerca e commentati dai relatori, riguarda proprio l’uso delle informazioni. Fonti come media tradizionali, social media e ricerche supportate dall’intelligenza artificiale sono fruite con frequenza simile sia dai rispondenti con una strategia di investimento attiva, il 40,53% del totale, sia dai non attivi. L’esposizione all’informazione, quindi, non risulta essere un fattore discriminante per le decisioni d’investimento. La difficoltà decisionale ha anche una dimensione emotiva: oltre il 50% dei rispondenti associa all’idea di investire emozioni come ansia o confusione. In questo contesto, il non agire non è descritto come una reazione episodica all’instabilità macroeconomica, ma una risposta strutturata di autoprotezione.
A fare la differenza, nell’orientare le scelte d’investimento, è un canale fiduciario, capace di trasformare le informazioni in decisioni. Quasi una persona su due indica infatti come vero fattore di sblocco “una persona di fiducia che spieghi”. Il dato è ancora più significativo tra gli under 30: anche nella fascia più digitalizzata, il 47% chiede una relazione umana per prendere decisioni.
In dettaglio, il 73% dei rispondenti dichiara di parlare di risparmio solo all’interno del perimetro familiare o con amici stretti. La famiglia si conferma così la principale infrastruttura fiduciaria del risparmio italiano, ma difficilmente riesce a sostituire una relazione professionale continuativa quando le decisioni diventano complesse. Il 67% di chi ha una strategia di investimento attiva si affida a un consulente finanziario o alla sua banca. Il consulente non appare quindi come un canale informativo aggiuntivo, ma come figura di fiducia che consente di superare l’inerzia. Riduce la complessità, ordina le informazioni e accompagna il cliente in un processo decisionale personalizzato, in tutte le fasi della sua vita. In un sistema saturo di dati, il valore non sta nell’aggiungere nuove informazioni, ma nel renderle comprensibili, coerenti e utilizzabili.
La principale domanda inespressa del mercato finanziario italiano non riguarda quindi nuove piattaforme o nuovi algoritmi, ma un’infrastruttura di fiducia scalabile. Nell’era dell’intelligenza artificiale applicata alla finanza, il nodo centrale resta lo stesso: la tecnologia può supportare la scelta, ma non può sostituire il processo decisionale umano. E, soprattutto, non può sostituire la fiducia che rende possibile decidere.
“Il più grande mercato non sufficientemente servito dalle istituzioni finanziarie in Italia non è un segmento demografico, ma un bisogno relazionale. L’Italia ha bisogno di un’infrastruttura fiduciaria scalabile: modelli e figure capaci di trasformare il risparmio paralizzato in decisioni consapevoli.” Ha dichiarato Anna Milesi, Country Manager di MEDVIDA Partners per l’Italia. “In questo contesto, il ruolo del consulente finanziario è sempre più centrale nelle decisioni d’investimento delle famiglie: non è solo un professionista in grado di suggerire le soluzioni più adeguate, ma è una persona di fiducia che sa guidare i clienti in un percorso di pianificazione di lungo periodo, che tiene conto dell’evolvere delle loro esigenze nel tempo e della necessità di gestire anche un passaggio generazionale, oggi ancora spesso non correttamente programmato”.
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