Rientrato in cella a tarda sera il detenuto salito sul tetto del carcere di Marassi

11 Luglio 2026 - 13:20
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Rientrato in cella a tarda sera il detenuto salito sul tetto del carcere di Marassi
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Genova. E’ rientrato solo a tarda sera l’allarme per un detenuto che ieri pomeriggio è salito sul tetto del carcere di Marassi. Poco prima di mezzanotte, dopo otto ore di mediazione, l’uomo è sceso volontariamente. Ne dà notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Nella notte il detenuto è stato trasferito in un carcere del Piemonte.

“Il merito dell’esito positivo va all’opera di mediazione e negoziazione condotta dal Primo Dirigente di Polizia Penitenziaria, Comandante del Reparto, e da tutto il personale che ha operato con professionalità, equilibrio e straordinario senso dello Stato” afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe. “Prezioso anche il contributo del magistrato di sorveglianza, del mediatore culturale e del negoziatore del Corpo.”

Per il Sappe, quanto accaduto conferma come la Polizia Penitenziaria sia chiamata quotidianamente a gestire situazioni di estrema complessità, nelle quali preparazione, autocontrollo e capacità di dialogo sono determinanti quanto gli aspetti operativi.

“L’introduzione della figura del negoziatore nel Corpo è stata una scelta lungimirante”, sottolinea Capece. “Oggi ne abbiamo avuto una concreta dimostrazione: la crisi è stata risolta senza uso della forza e con la piena tutela dell’incolumità delle persone, grazie appunto alla mediazione di tutti i soggetti istituzionali intervenuti, a cominciare dal Comandante di Reparto, il Primo dirigente della Polizia Penitenziaria Lucrezia Nicolò.”

Il SAPPE esprime il proprio plauso proprio al Comandante del Reparto e a tutto il personale intervenuto e auspica che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria voglia conferire un riconoscimento ministeriale agli operatori che, con competenza e spirito di servizio, hanno evitato conseguenze ben più gravi.

“Occorre governare l’emergenza e non subirla – aggiunge il segretario della Uilpa Fabio Pagani – Evidentemente al DAP non è bastata la devastante rivolta del 4 giugno 2025, né i suicidi, gli omicidi, le continue aggressioni ai danni del personale di Polizia Penitenziaria e il progressivo deterioramento delle condizioni di sicurezza. Oggi registriamo un altro episodio gravissimo: un detenuto è riuscito a salire sul tetto dell’istituto, tenendo sotto scacco l’intera struttura per oltre otto ore. È la dimostrazione evidente del fallimento della gestione dell’attuale vertice.»

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