Rinnovabili, Toscana in ritardo sulle installazioni e 5,7 GW ancora in attesa di valutazione

Caro Presidente Eugenio Giani, purtroppo il Presidente del Consiglio Meloni, che l’altro ieri ha attaccato in Parlamento la Regione Toscana e la Regione Sardegna, accusandole di bloccare le energie rinnovabili, ha perfettamente ragione e ci dispiace doverlo dire.
Questo Governo Meloni non è stato certo un governo virtuoso dal punto di vista della politica energetica: siamo fanalino di coda in Europa e facciamo figure pessime in ogni occasione. L’ultima, veramente imbarazzante, è stata quella sul decreto bollette. L’Europa ci bacchetta (con piena ragione) di continuo. Eppure, da persona di sinistra sono veramente dispiaciuto di dover constatare che, in alcune situazioni, la sinistra italiana si sta rivelando ancora peggiore di questa destra. E il governo delle regioni lo dimostra in modo clamoroso. La Sardegna è ormai oltre la realtà, e non ne parleremo qua: ma a parte la Sardegna, poi viene la Toscana, quanto a ritardo.
Per quanto riguarda la capacità rinnovabile installata rispetto agli obiettivi del Piano Nazionale Energia e Clima, siamo terzultimi in Italia: ultima la Sardegna, poi la Calabria e poi noi. Questo è particolarmente vergognoso perché abbiamo la geotermia, che ci dà un vantaggio enorme. È come partire trenta metri avanti in una gara di 100 metri e arrivare comunque tra gli ultimi. Le ultime quindici valutazioni di impatto ambientale rilasciate dalla Regione Toscana su proposte di impianti eolici e fotovoltaici sono state tutte negative.
Bisogna dirlo chiaramente alla Commissione VIA della Regione: dobbiamo fare la transizione, non bloccarla. Poi è inutile lamentarsi che Meloni ci bacchetta sulle dita: purtroppo, i numeri sono numeri. Questa è la situazione. I dati di Terna, gestore della rete elettrica nazionale, sulle connessioni sono oggettivi: la Sardegna è la più indietro, poi la Calabria e poi la Toscana, con un ritardo di oltre 207 MW sull’effettivo installato al 31 dicembre 2025 rispetto al target. I dati aggiornati ad aprile 2026 mostrano addirittura un ritardo cresciuto a 239 MW. Ce lo stanno dicendo tutti: Confindustria, Ordine degli Ingegneri, gli operatori del settore.
Siamo indietro e abbiamo bloccati in attesa di valutazione un sacco di progetti rinnovabili (5,7 GW) che, se la Commissione VIA non cambia atteggiamento, rischiano di essere bocciati tutti. Peraltro, siamo indietro rispetto a un Piano Nazionale Energia e Clima che l’Unione Europea ha già giudicato insufficiente rispetto agli accordi di Parigi e agli obiettivi globali di decarbonizzazione. Quindi siamo indietro... al quadrato. Il Piano prevede per la Toscana 4.250 MW aggiuntivi da realizzare in dieci anni. In realtà gli obiettivi sono annuali e crescenti.
Nei primi cinque anni (2020-2025) abbiamo installato circa 800 MW. Significa che nei prossimi cinque anni dobbiamo installarne circa 3.450 MW, cioè dobbiamo quadruplicare la velocità di installazione di eolico e fotovoltaico tenuta nell'ultimo quinquennio. Nell’ultimo anno invece abbiamo installato soltanto 266 MW in Toscana. Se dobbiamo farne 3.450 nei prossimi cinque anni, servono circa 690 MW all’anno, non 266. Stiamo andando a meno della metà del ritmo necessario. È increscioso. È una vergogna essere fra gli ultimi nonostante la geotermia, che dovrebbe proiettarci tra i primissimi. Guardando i dati di Terna sulle energie rinnovabili in Toscana, più della metà è fotovoltaico, una buona fetta è geotermico e abbiamo pochissimo eolico (circa il 4,13% delle rinnovabili, cioè intorno al 2% del mix totale). In Germania l’eolico è al 18%, nove volte di più. Non possiamo fare la transizione rinnovabile senza eolico.
Continuare a bocciare gli impianti eolici sull’Appennino e nelle zone interne è una follia. L’eolico a terra è, secondo l’analisi del ciclo di vita (che considera tutto: estrazione materiali, costruzione, esercizio e dismissione), la tecnologia di produzione di energia più ecologica in assoluto: circa 11 grammi di CO₂ per kWh. È più ecologico del fotovoltaico, del nucleare e dell’eolico offshore (che comunque sosteniamo, sia chiaro).
Fotovoltaico ed eolico sono complementari: l’uno funziona di giorno e d’estate, l’altro di notte e d’inverno. Abbiamo le bollette più alte d’Europa anche perché abbiamo pochissimo eolico. Quando c’è tanto vento, come è successo a febbraio 2026, non riusciamo a sfruttarlo a sufficienza per abbassare i prezzi come fanno Spagna e Germania. E allora sull'eolico dobbiamo fare una svolta culturale. La politica della Regione non può essere: «dove il sindaco non vuole, non si fa». La Regione deve affiancare gli enti locali, aiutare i sindaci a trattare con le aziende proponenti per strappare condizioni migliori per i cittadini e per le imprese locali. Le rinnovabili sono l’unico modo concreto per difendere le aree interne dallo spopolamento e dalla deindustrializzazione, grazie ad esempio ai PPA (Power Purchase Agreement) che garantiscono energia a prezzo stabile per vent’anni. Non è vero che i generatori devastano i territori: al contrario, possono proteggerli da spopolamento e deindustrializzazione abbattendo i costi energetici. E non è vero che fanno perdere turismo: Canarie, Grecia, Scozia, Portogallo, Puglia sono piene di eolico e continuano a registrare record turistici.
Il Partito Democratico, primo partito in Regione e con la maggioranza dei sindaci, deve fare un lavoro culturale serio con i propri amministratori locali, spiegare loro che non possono continuare a schierarsi immediatamente contro ogni progetto alla prima assemblea vociante o al primo articolaccio che esce sulla stampa: i processi vanno guidati, non subiti.
Vorrei concludere infine spiegando bene in base a quale dato (corretto ma fuorviante). Il Presidente Giani ha risposto a Meloni dicendo che invece la Toscana è una regione virtuosa e tra le prime in Italia per produzione di energia elettrica rinnovabile. Il dato è formalmente corretto. È vero che siamo tra le prime regioni per produzione effettiva di energia da rinnovabili (intorno al 52% contro una media italiana del 41%), anche se siamo tra le peggiori come potenza installata. Ma questo dipende quasi interamente dalla geotermia, che funziona 8.640 ore all’anno (mentre l'eolico, fa in media 2500 ore equivalenti, e il fotovoltaico 1500).
La geotermia è il nostro punto di forza, ma anche il nostro punto debole, se ci adagiamo su di essa, perché ha margini di crescita molto limitati. Il nuovo accordo con Enel prevede solo 64 MW di nuovo geotermico nei prossimi cinque anni: briciole rispetto ai 3.450 MW che servono. Inoltre, il fabbisogno elettrico italiano nel 2050 sarà enormemente più alto di oggi (si parla di 4-5 volte tanto) perché dovremo elettrificare trasporti, riscaldamento, industria pesante, produzione di idrogeno verde, ecc. Quindi il 52% attuale sul fabbisogno odierno corrisponde a circa un decimo rispetto al percorso di elettrificazione che dobbiamo fare. E il 90% del cammino restante dovrà essere fatto soprattutto con eolico e fotovoltaico, in particolare agrivoltaico.
Se continuiamo a bocciare progetti e a pensare di fare a meno dell’eolico, passeremo rapidamente da una posizione sopra la media a una che ci vedrà tra gli ultimi anche nella produzione effettiva di elettricità green. Presidente Giani, niente di personale: mi è dispiaciuto dover dar ragione alla Meloni ma i fatti sono fatti. Spero che questa analisi venga presa per quello che è: un contributo costruttivo e preoccupato da parte di chi vuole davvero che la Toscana diventi una regione leader della transizione ecologica, invece che un fanalino di coda.
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