Rotta verso Gaza, ancora una volta: la Global Sumud Flotilla si sta preparando a ripartire

16 Giugno 2026 - 13:10
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Rotta verso Gaza, ancora una volta: la Global Sumud Flotilla si sta preparando a ripartire

La maggior parte dei media nostrani, col rientro dei cittadini italiani arrestati in acque internazionali dai militari dell’Idf e scarcerati dopo non poche sevizie e umiliazioni di tutti i tipi, hanno spento i riflettori sulla Global Sumud Flotilla. È rimasto accesso il riflettore più importante pero, quello della Procura della Repubblica di Roma, indotta dai racconti dei volontari italiani rientrati in patria ad aprire un fascicolo e a sviluppare autonome indagini atte a chiarire i punti più avvilenti e oscuri, che fanno da triste cornice alla missione umanitaria dei volontari della Flotilla.

Sotto le ceneri del fuoco che sembrava oramai spento, fuori dalla portata dei media occidentali, ecco invece riemergere una nuova vitale propulsione umanitaria, bastante ad allestire un’altra Flotilla, pronta a salpare nuovamente verso le martoriate coste di Gaza. Il rappresentante turco della Flotilla, Beheshti İsmail Songur, ha dichiarato che la Global Sumud Flotilla insieme alla “Flottiglia della Libertà” ha già iniziato i preparativi per allestire a una nuova missione “contro il criminale genocidio di Gaza, che Israele sta cercando di coprire con la menzogna di un cessate il fuoco”. Sono già completati tutti i preparativi, inclusi i passaggi burocratici necessari per attivare un’altra missione (sarebbe la terza dell’anno)

Sempre Songur ha, inoltre, annunciato che numerosi avvocati, giuristi e procuratori turchi stanno sviluppando tutte le azioni giuridiche necessarie a denunciare i crimini compiuti da Israele e chiedere di perseguire i responsabili, sia presso la Corte penale europea che nei tribunali locali (turchi).

Gli attivisti della Flotilla che, ricordiamolo, si erano proposti la missione di consegnare aiuti umanitari a Gaza sono stati attaccati da Israele in acque internazionali: un atto che sconfina decisamente oltre il limite della pirateria. A rafforzare le motivazioni dell’impellente necessità di preparare questa terza missione, rientrerebbero anche "le lettere e i messaggi che abbiamo ricevuto da Gaza, che mostrano come queste persone innocenti si aspettino non solo aiuti finanziari ma anche un sostegno morale. La vera forza della Flotilla è quella di aver raggiunto Gaza sia fisicamente che spiritualmente", nonostante il governo di Netanyahu abbia bloccato, in tutti i modi, l'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza. Ma la fiaccola della speranza, alimentata dalle aspettative dei gazawi, non può essere spenta.

Nei prossimi mesi, conclusi i preparativi, la missione dovrebbe dunque ripartire. È stata prevista la partecipazione di molte unità navali provenienti da tutto il mondo, con una partecipazione che si estende sempre di più nonostante le brutali repressioni compiute dai militari e poliziotti dello Stato di Israele, sempre più lontano dal rispetto del diritto internazionale e delle Convenzioni che ha pur sottoscritto. L’obiettivo resta sempre lo stesso: “Fermare il genocidio a Gaza e far sentire con maggiore forza la voce della coscienza."

Ricordiamo bene che quasi 1000 volontari, provenienti da 70 Paesi, hanno partecipato alle missioni umanitarie organizzate dalla Global Sumud Flotilla; secondo gli organizzatori turchi, altri 1000 volontari provenienti da tutto il mondo sarebbero prossimi all’arrivo e pronti a compiere questo terzo tentativo. Ai volontari la determinazione non difetta di sicuro.

Agenzie stampa turche riportano che durante l'incontro sono stati urlati slogan come "il sionismo sarà sconfitto, resistere e la Palestina vincerà", "libera Palestina dal fiume al mare".  Un richiamiamo particolare lo indirizziamo alla portavoce della Flotilla, Sumeyra Akdeniz Ordu, che ha annunciato una nuova mobilitazione internazionale con la partecipazione attiva di migliaia di partecipanti e 100 imbarcazioni, il cui fine dichiarato è naturalmente quello di forzare l'assedio di Gaza dal mare, evidenziando una forte presenza della componente sociosanitaria (medici, infermieri, psicologi, etc) presente a bordo.

La missione della Flotilla, come tutti gli altri tentativi effettuati e mai portati a termine, mira anche stavolta a consegnare aiuti umanitari e verrà reiterata con coraggio e sagacia non comuni, sfidando gli illegittimi abbordaggi e gli arbitrari sequestri compiuti dalle forze armate israeliane.

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