Sabatini: "Ho mancato di rispetto all'Inter, che errore con Zhang"
L'ex coordinatore di Suning è tornato a parlare di quell'esperienza ritenuta un grave errore e una macchia nella sua carriera.
Walter Sabatini è stato a lungo uno dei migliori direttori sportivi d'Italia con le sue avventura alla Roma e al Palermo che hanno consegnato al calcio italiano fior fior di talenti come Pastore, Ilicic, Kolarov, Lamela, Pjanic, Nainggolan, Salah e tanti altri. Dopo l'esperienza in giallorosso, tuttavia, ci fu la parentesi da coordinatore dell'area tecnica di Suning Sports in cui fu l'uomo mercato sia del Jiangsu Suning che dell'Inter e di cui, oggi, parla con grande rammarico.
Intervistato dal podcast Scontro Diretto, Sabatini ha infatti riparlato dei rapporti avuti all'epoca con la proprietà cinese della famiglia Zhang e del rimpianto di come, a suo dire, non ha saputo gestire al meglio l'occasione.
CON ZHANG HO SBAGLIATO
"La parentesi all'Inter è stata una vicenda sbagliata perché ho sbagliato io l'approccio. Mi è stato chiesto da Steven Zhang di accettare di non entrare nell'organigramma facendo le mie funzioni ed entrando anche per il Jiangsu Suning.
Non si va all'Inter così, non dovevo accettare assolutamente questa richiesta perché sapevo perfettamente che mi avrebbe allontanato dalla squadra e dall'opinione pubblica: perché se non ci sei nell'organigramma non esisti come professionista".
UN PECCATO MORTALE
"Io ero all'Inter e mi occupato del Jiangsu, andavo spesso in Cina: ma non ho fatto il lavoro che avrei voluto fare e che merita un club come l'Inter. E' assolutamente uno dei peccati mortali che ho fatto nel calcio".
MANCANZA DI RISPETTO
"Non ho fatto quello che volevo e potevo fare, è stata una mancanza di rispetto per l'Inter, che è un club fantastico nella storia.
C'era ancora Moratti che non era dirigente ma molto presente nelle vicende del club: una persona che mi ha sempre affascinato. Lo andavo spesso a trovare, ho sempre sognato di essere un direttore sportivo dell'Inter di Moratti"
ERRORI DI CUI MI VERGOGNO, MA NON MI PENTO
"Ho fatto tanti errori strategici di cui mi vergogno, ma non sono pentito, il pentimento è uno stato d'animo friabile e pavido, tutti si pentono dopo aver fatto le cazzate. Io sono rammaricato e me ne vergogno".
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