Sabrina Carpenter e Josh O’Connor diventano Jonathan Anderson. Così Dior annuncia la partnership con A24

10 Settembre 2026 - 21:00
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Sabrina Carpenter e Josh O’Connor diventano Jonathan Anderson. Così Dior annuncia la partnership con A24

Che cosa ci fanno Sabrina Carpenter e Josh O’Connor nei panni di Jonathan Anderson? È il modo, decisamente poco convenzionale, con cui Dior e A24 hanno scelto di annunciare la loro nuova alleanza (il video qui sopra). La maison francese e lo studio cinematografico indipendente americano, tra i più influenti del cinema contemporaneo, hanno siglato una partnership creativa biennale che attraverserà film, teatro ed eventi dal vivo.

Sabrina Carpenter e Jonathan anderson nel backstage del teaser girato da Aidan Zamiri. © OLIMPIA TALIANI DE MARCHIO

A lanciare il progetto è una campagna video girata da Aidan Zamiri che gioca proprio sulla figura del direttore creativo di Dior. Sabrina Carpenter, Josh O’Connor e altri protagonisti del mondo dello spettacolo ne imitano stile, atteggiamenti e uniforme quotidiana, mentre lo stesso Anderson compare davanti alla macchina da presa. Una maniera ironica e molto A24 di presentare un accordo che, almeno nelle intenzioni, vuole andare ben oltre la classica sponsorizzazione.

Come avevamo predetto a febbraio, la moda si è fatta un bel film: le collaborazioni tra maison, cinema e serie tv sono sempre più numerose e hanno un duplice obbiettivo: accrescere il prestigio culturale di un brand finanziando progetti esterni oppure, quando il marchio sceglie di raccontarsi sullo schermo, prendere il controllo della narrazione.

L’attrice francese Camille Cottin nel backstage del video di Dior e A24. © OLIMPIA TALIANI DE MARCHIO

Dior e A24: cosa prevede la partnership

Dior diventerà premier partner del Cherry Lane Theatre di New York, il più antico teatro Off-Broadway della città, acquistato da A24 nel 2023 e riaperto nel settembre 2025. Oggi la sua programmazione attraversa teatro, cinema, musica e comedy, proseguendo una storia iniziata negli anni Venti e legata, nel tempo, a nomi come Eugene O’Neill, F. Scott Fitzgerald e Lorraine Hansberry.

È proprio qui che prenderà il via la collaborazione. Si parte con Both Ends, performance unica di Justin Vivian Bond prodotta e diretta da Zack Winokur e ispirata alla poetessa e drammaturga Edna St. Vincent Millay (una delle fondatrici del Cherry Lane). Jonathan Anderson ha disegnato appositamente i costumi; Bond indosserà anche un capo d’archivio di Paul Poiret, stilista vestito dalla stessa Millay e la cui opera ha ispirato la collezione Dior inverno 2026 di Anderson.

Il Cherry Lane Theatre di New York, proprietà di A24 e nuovo premiere partner di Dior.

La collaborazione non si fermerà al teatro. Dior e A24 annunciano un programma di iniziative, dentro e fuori dallo schermo, destinato a sostenere sia artisti affermati sia talenti emergenti e a creare nuove occasioni di incontro con il pubblico. Una parte del progetto sarà inoltre dedicata agli studenti, con opportunità per avvicinarsi sia agli aspetti creativi sia a quelli più concreti della produzione cinematografica e teatrale.

«C’è qualcosa di emozionante nel mettere fianco a fianco due mondi guidati dalla creatività», spiega Jonathan Anderson. È proprio dall’incontro, aggiunge, che può nascere qualcosa che nessuno dei due avrebbe trovato da solo: «È lì che succedono le cose interessanti».

L’attrice Sophie Wilde nel backstage del video di Dior e A24. © OLIMPIA TALIANI DE MARCHIO

Quando la moda non si limita più a vestire il cinema

Che Dior imbocchi questa strada non sorprende. Lo scorso febbraio, su Amica, raccontavamo come il rapporto tra moda e spettacolo stesse cambiando radicalmente. Per decenni il cinema aveva chiamato la moda, dagli stilisti trasformati in costumisti agli abiti destinati a vivere una seconda vita sul red carpet. Ora è sempre più spesso la moda a chiamare il cinema.

Saint Laurent ha fondato una propria società di produzione cinematografica; Lvmh ha creato 22 Montaigne Entertainment per sviluppare produzioni cinematografiche e televisive; Chanel ha stretto negli anni un rapporto sempre più fitto con registi e produzioni, mentre Fondazione Prada ha scelto di sostenere il cinema indipendente con il progetto Prada Film Fund. La questione, insomma, non è più soltanto come la moda appare sullo schermo, ma quanto vuole contribuire a ciò che sullo schermo arriva.

L’attore Drew Starkey nel backstage del video di Dior e A24. © OLIMPIA TALIANI DE MARCHIO

Dalla pubblicità alla produzione di cultura

In un momento in cui conquistare l’attenzione del pubblico attraverso la pubblicità tradizionale è sempre più difficile, produrre storie e immaginari può diventare per i marchi del lusso una forma di comunicazione molto più potente. Se prima bastava vestire un’attrice o inserire i propri prodotti nelle serie tv, poi si è cominciato a finanziare il film. Adesso si contribuisce a creare anche il luogo in cui quelle storie, e quei talenti, possono nascere. Lo spettacolo è appena iniziato.

[amica-relatd]

Amica ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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