San Eliodoro, pastore di Altino e difensore della fede nel IV secolo

03 Luglio 2026 - 13:03
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San Eliodoro (340/350 – 408/410) fu sicuramente uno dei primi vescovi della di Altino, un’antica città, localizzata nell’attuale comune di Quarto di altino, in provincia di Venezia. Nel lontano passato Altino, era un insediamento paleoveneto e dopo la conquista romana, divenne un importante scalo commerciale, grazie alla sua posizione sulla Laguna Veneta. Secondo la tradizione e le poche notizie che abbiamo su Eliodoro, egli proveniva da una famiglia cristiana e ricevette una solida formazione religiosa e culturale.

Fu ordinato sacerdote tra il 370 e il 375 e consacrato successivamente vescovo di Altino tra il 380 e il 381, probabilmente da S. Valeriano di Aquileia. Il ministero episcopale di Eliodoro, fu caratterizzato da un’intensa attività pastorale: annunciò il Vangelo, consolidò la comunità cristiana, promosse inoltre la costruzione di luoghi di culto e si dedicò con particolare attenzione ai poveri e ai malati. Egli visse in un periodo contrassegnato da grandi sfide, infatti proprio in quel secolo si registrò un incremento delle eresie, delle tensioni politiche dell’impero romano e le invasioni dei popoli barbarici.

Fu discepolo del vescovo Valeriano di Aquileia e fece parte del cosiddetto “Chorus beatorum”, un gruppo di cristiani dediti maggiormente alla vita ascetica ad Aquileia, un centro che era diventato importante per la diffusione del cristianesimo. C’è da aggiungere a proposito di Aquileia, che le sue rovine e la sua Basilica Patriarcale sono state dichiarate dall’Unesco, Patrimonio dell’Umanità. E proprio ad Aquileia, Eliodoro conobbe S. Cromazio, arcivescovo e scrittore, tra l’altro di un commento al Vangelo di Matteo, opera rimasta incompiuta, inoltre ci sono rimasti dei testi in latino che testimoniano la sua attività pastorale.

Ma, sicuramente l’incontro con S. Girolamo, e la sua conoscenza, permisero ad Eliodoro di condividere con lui, i viaggi tra Aquileia e l’Oriente, condividendo lo studio delle Sacre Scritture. Infatti San Girolamo, considerato uno dei più grandi Padri della Chiesa, e traduttore della Bibbia in latino la famosa “Vulgata”, egli indirizzò alcune lettere ad Eliodoro, nelle quali emerge la stima, per la sua preparazione teologica, la sua umiltà e la sua santità. La tradizione lo ricorda anche come pastore saggio, umile e profondamente devoto.

Eliodoro partecipò al Concilio di Aquileia del 381, convocato sotto l’influenza dell’imperatore romano d’occidente dal 367 al 383, Graziano (359-383), ma guidato in ambito locale dal vescovo Cromazio di Aquileia. La sua partecipazione, conferma che la sua diocesi di Altino, era già attiva e organizzata nel 381, egli fu insieme ad altri prelati ad essere coinvolto contro l’eresia dell’arianesimo, una delle principali di quell’epoca e infine mostra un legame diretto con la Chiesa di Aquileia, sicuramente una delle più importanti.

Ormai anziano si ritirò a Caltrazio, una località oggi scomparsa della Laguna Veneta, dove morì intorno al 410, il suo corpo fu portato ad Altino, e in seguito all’abbandono della città, fu trasferito a Torcello, un’isola della stessa Laguna, dove riposa nella basilica di San Maria Assunta. Dopo la sua morte, il suo culto si diffuse rapidamente nel Veneto e nelle regioni vicine. Le sue reliquie furono venerate per secoli, e dopo il declino della città di Altino, dovuto alle invasioni barbariche alle trasformazioni del territorio lagunare, furono trasferite nella diocesi di Treviso, dove la sua memoria è rimasta viva.

La Chiesa ricorda la figura di San Eliodoro il 3 luglio, come modello di pastore fedele, uomo di preghiera e difensore della fede e guida spirituale del suo popolo.

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