Scompenso cardiaco: oltre 130mila ricoveri l’anno. La sfida ANMCO per ridurre le riospedalizzazioni

15 Ottobre 2026 - 18:20
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Scompenso cardiaco: oltre 130mila ricoveri l’anno. La sfida ANMCO per ridurre le riospedalizzazioni

Roma, 15 ottobre 2026 – Lo scompenso cardiaco si conferma come una vera e propria epidemia e una delle principali sfide per la salute pubblica in Italia; con circa 800.000 persone colpite rappresenta la prima causa di ricovero al mondo nei pazienti con più di 65 anni. I dati epidemiologici più recenti delineano la patologia come una vera e propria emergenza sanitaria e sociale, in forte crescita sia in Italia che a livello internazionale.

Nonostante i progressi della ricerca, la prognosi rimane severa, in Italia genera più di 130.000 ricoveri all’anno, posizionandosi in cima alla lista delle ospedalizzazioni potenzialmente ‘evitabili’ attraverso una migliore gestione terapeutica sul territorio

Il 16 e 17 ottobre i cardiologi ospedalieri ANMCO si sono dati appuntamento a Milano per la Convention Nazionale Centri Scompenso Cardiaco ANMCO 2026, un importante evento scientifico focalizzato sulle innovazioni e sulle strategie cliniche più efficaci per la gestione dell’insufficienza cardiaca. La Convention si pone l’obiettivo di coinvolgere tutti coloro che si occupano di insufficienza cardiaca sul territorio nazionale al fine di ottimizzare le cure di una sindrome con ancora forte impatto negativo in termini prognostici ed economici. Nel corso delle sue edizioni, l’evento si è consolidato come un momento di confronto concreto e operativo, orientato allo sviluppo di competenze clinico-assistenziali avanzate, immediatamente applicabili nella pratica quotidiana del Servizio Sanitario Nazionale.

Il prof. Massimo Grimaldi, Presidente ANMCO e Direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (BA), dichiara: “La gestione dello scompenso cardiaco si trova oggi davanti a una sfida cruciale: garantire la massima capillarità e diffusione della terapia ottimale su tutto il territorio nazionale. Non basta disporre di trattamenti efficaci; è fondamentale che queste cure raggiungano ogni singolo paziente, riducendo le ospedalizzazioni e migliorando la qualità della vita. La possibilità di ottimizzare al meglio il percorso terapeutico esiste ed è concreta. L’ANMCO è in prima linea in questa missione, promuovendo capillarmente standard d’eccellenza attraverso protocolli di ricerca innovativi, documenti di consenso strategici, congressi scientifici e programmi di formazione continua per i cardiologi. Solo unendo la capillarità della diffusione alla precisione della formazione medica possiamo trasformare le evidenze scientifiche in salute per i cittadini”.

“Il nostro obiettivo strategico è non lasciare indietro nessuno – continua il prof. Grimaldi – il futuro della cardiologia non si misura solo sul piano delle innovazioni scientifiche, ma anche sulla capacità concreta di applicarle ogni giorno, in modo uniforme, da Nord a Sud. La rete dei nostri Centri Scompenso ANMCO rappresenta l’infrastruttura clinica e umana fondamentale per vincere questa sfida. Continueremo a investire nella ricerca scientifica di alta qualità e nella formazione dei professionisti, perché ottimizzare la terapia dello scompenso cardiaco oggi significa fare una promessa concreta ai nostri pazienti: garantire loro non solo una vita più lunga, ma una qualità della vita nettamente migliore e più sicura. Questa è la rotta che ANMCO ha tracciato e che continuerà a seguire con assoluta determinazione”.

Il prof. Fabrizio Oliva, Past President ANMCO e Direttore della Cardiologia 1 dell’ospedale Niguarda di Milano, ha evidenziato: “Nel corso degli ultimi anni si sono resi disponibili una serie di nuovi trattamenti farmacologici e non. Nel contesto dei trial alcune di queste terapie hanno dimostrato di essere in grado di migliorare significativamente la prognosi dei pazienti ma nel mondo reale permangono difficoltà nella loro implementazione. Altri trattamenti risultano estremamente promettenti ma ancora di nicchia o con dati non consolidati. All’insufficienza cardiaca si associano spesso altre patologie che possono peggiorare la prognosi e complicare la cura di questi pazienti. I dati emersi dallo studio osservazionale BRING-UP 3 Scompenso, studio osservazionale ANMCO che ha coinvolto circa 180 centri sul territorio nazionale, rappresentano una fotografia epidemiologica fondamentale e un motivo di profondo orgoglio per la rete di ricerca ospedaliera ANMCO. Il registro evidenzia come l’introduzione tempestiva della quadruplice terapia farmacologica – i cosiddetti 4 pilastri dello scompenso – sia ormai una realtà consolidata nel 65% dei pazienti seguiti. L’adozione diffusa di questi nuovi standard di cura, avviata precocemente, ha permesso negli anni di ridurre drasticamente la mortalità legata a questa patologia. Tuttavia, a fronte di questo straordinario successo clinico, lo studio ci ricorda che circa 1 paziente su 5 va incontro a un nuovo ricovero entro l’anno. Questo dato ci dice chiaramente che la stabilità emodinamica non finisce con le dimissioni dall’ospedale: la nostra sfida prioritaria adesso è abbattere l’inerzia clinica residua, spingere al massimo sulla titolazione dei dosaggi e ottimizzare il follow-up territoriale nei primi 30 giorni, trasformando l’efficacia del protocollo BRING-UP in uno scudo concreto contro le re-ospedalizzazioni precoci”.

Il prof. Federico Nardi, Presidente Designato ANMCO e Direttore della Cardiologia dell’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato, ha sottolineato: “Il futuro della lotta allo scompenso cardiaco si gioca su due fronti strettamente connessi: l’evoluzione clinico-scientifica e la riorganizzazione tecnologica dell’assistenza. Le prospettive a medio e lungo termine aprono scenari straordinari grazie a terapie farmacologiche di associazione sempre più precoci, trattamenti fenotipici mirati sulla specifica biologia del paziente e innovazioni strutturali applicate ai device. La vera sfida del domani risiede nella capacità di personalizzare il trattamento tempestivamente, intercettando la malattia fin dalle sue prime fasi evolutive, passando così da una logica puramente reattiva a una vera e propria medicina di precisione. Guardare alle prospettive future significa comprendere che la cardiologia non può più limitarsi a trattare l’acuzie all’interno delle mura ospedaliere. Dobbiamo puntare a una gestione predittiva e integrata sul territorio, dove la digitalizzazione, la telemedicina e l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai sistemi di monitoraggio remoto rappresentano i pilastri su cui si reggerà la sanità del domani. Le nuove frontiere della ricerca ci offrono gli strumenti per modificare la storia naturale di questa patologia. Abbiamo gli strumenti per cambiare la storia di questa malattia, ora la missione di ANMCO è trasformare l’avanguardia terapeutica e digitale in un modello organizzativo concreto, capace di garantire a ogni paziente, ovunque si trovi, il massimo livello di cura possibile”.

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