Sconto accise: diesel prorogato fino al 25 agosto, la benzina rimane a secco
Nell’ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva è stato deciso di far proseguire il taglio di 17 centesimi al litro sul diesel durante il periodo delle vacanze, continuando a ignorare il rincaro della benzina. La misura era già in vigore dal 28 luglio con una prima tranche da 125 milioni di euro, valida per 10 giorni e in scadenza il 6 agosto. Ora viene prorogata al 25 agosto. Chi guida un’auto a benzina, però, resterà senza tutele per tutta l’estate.
Confermata la scelta di privilegiare il diesel
La decisione di intervenire solo sul gasolio non è casuale: il diesel alimenta la gran parte del trasporto merci, e lasciarlo correre senza freni durante l’esodo estivo avrebbe significato far salire i prezzi nei supermercati per l’aumento dei costi di trasporto, con un effetto domino difficile da gestire politicamente.
I fondi necessari, circa 245 milioni, saranno trovati non solo con le accise mobili, ovvero con la riduzione delle accise finanziata tramite l’aumento dell’Iva sui carburanti stessi, ma anche con alcuni tagli alle spese dei ministeri. Il ministro dell’Economia Giorgetti ha commentato con una certa ironia che i colleghi coinvolti nei tagli “non erano molto contenti”.
Da marzo il governo ha già speso oltre 2 miliardi di euro per calmierare i prezzi dei carburanti, rastrellando i soldi da tutte le parti: aumenti dell’Iva sui carburanti, multe dell’Antitrust alle compagnie energetiche, Fondo per lo sviluppo economico e altro. Il barile è stato raschiato e i margini di manovra nel bilancio italiano lasciano poco spazio a interventi più strutturali.
Scarsi effetti al distributore
La proroga porta con sé un problema che il governo non ha ancora risolto, e che rende l’intera misura meno efficace di quanto i numeri ufficiali suggeriscano. La misura si è rivelata poco efficace visto l’aumento dei prezzi deciso nel frattempo dalle compagnie: dello sconto teorico è rimasto circa il 50%. In altri termini, una parte del taglio delle accise è stata di fatto assorbita dai rincari applicati dai gestori, con il risultato che il risparmio reale per l’automobilista è significativamente inferiore ai 17 centesimi teorici.
Lo ha detto con chiarezza Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: il gasolio è sceso in autostrada e salito sulla rete stradale, un andamento che non ha nulla a che fare con le quotazioni del petrolio ma riflette semplicemente la possibilità di speculare dove le alternative per il consumatore sono più limitate. Una situazione che le associazioni di consumatori denunciano da settimane senza che il governo abbia trovato strumenti efficaci per intervenire.
Prezzi verso i massimi storici
I numeri aggiornati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy parlano da soli. Il prezzo medio del gasolio self sulla rete ordinaria è salito a 2,100 euro al litro, il livello più alto dal 29 luglio, il giorno successivo all’entrata in vigore del taglio delle accise. Senza sconti si parlerebbe di massimo storico. La benzina viaggia sugli 1,999 euro, mentre sulle autostrade si trova a 2,084 euro in modalità self e il diesel è a 2,173 euro.
Il Brent, superata la fiammata dei giorni scorsi, è tornato a scendere sotto i 90 dollari al barile eppure i prezzi alla pompa non ne seguono fedelmente l’andamento. È la prova che il problema non è solo congiunturale ma riflette anche dinamiche di mercato che il semplice taglio delle accise non è in grado di correggere.
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