Selvaggia Lucarelli infierisce su Ranucci: «Rapporti spregiudicati con le fonti e le stagiste»

Selvaggia Lucarelli va all’attacco di Sigfrido Ranucci. E lo fa toccando anche il terreno più delicato, quello dei rapporti con fonti e collaboratrici e dell’asimmetria di potere, tema che inevitabilmente richiama il dibattito aperto dal MeToo. Ma su un punto la giornalista parte da una premessa formale: «Sono convinta che non molestasse fisicamente nessuno».
Nell’intervista al Corriere della Sera, Lucarelli sposta infatti l’accusa su un piano diverso: «Parto dal fatto che il suo rapporto con alcune fonti e collaboratrici sia stato spregiudicato e che nel suo ruolo abbia commesso errori».
«Ranucci ha un enorme potere sulle carriere»
Il nodo, per Lucarelli, è quello del potere professionale. «Se Ranucci ha un enorme potere sulle carriere, dovresti avere una particolare cautela nel separare il piano professionale da quello privato». Un passaggio pesante, perché porta la discussione oltre la vita privata del conduttore di Report e la concentra sulla responsabilità legata al suo ruolo. Lucarelli, del resto, non risparmia critiche neppure alla costruzione del personaggio Ranucci. «La tentazione di diventare un simbolo di purezza, di alimentare la retorica dell’eroe solitario contro il sistema, può essere molto seducente». E aggiunge: «Il problema è che poi bisogna essere all’altezza di questa creazione dell’eroe senza macchia».
Lucarelli contro la «personalizzazione» di Report
L’attacco investe anche il rapporto tra Ranucci e Report. Lucarelli riconosce che il programma abbia realizzato «inchieste preziose», ma denuncia quello che considera un pericoloso cortocircuito. «Il problema è proprio la progressiva personalizzazione», sostiene. «Ed è un cortocircuito pericoloso: trasforma il controllo sul controllore in una battaglia tra buoni e cattivi». Sul caso Lavitola, poi, Lucarelli parla apertamente di errori: «Report ha realizzato inchieste preziose. Ha fatto però anche errori», arrivando a contestare nella vicenda specifica «errori grossolani».
«Report è più importante di qualunque suo conduttore»
La conclusione è una stoccata diretta a Ranucci. «Report è più importante di Ranucci, come dovrebbe essere più importante di qualunque suo conduttore». E Lucarelli pone due domande che sintetizzano tutto il suo attacco: «Sto difendendo me stesso o Report? Sto ingombrando o potenziando il programma?». Infine l’ultimo affondo: «Io credo che la cosa migliore che Ranucci possa fare, ma è la mia opinione, è dimostrare che un programma così prezioso possa sopravvivere a lui, oltre che ai nemici di Report».
Il bersaglio, dunque, non è soltanto il giornalista, ma la sua rappresentazione pubblica: quella dell’«eroe senza macchia» che, secondo Selvaggia Lucarelli, rischierebbe di rendere qualsiasi critica una battaglia tra amici e nemici. E sul fronte più sensibile, quello dei rapporti con le donne, la giornalista tiene insieme due affermazioni: nessuna accusa di molestie fisiche, ma una critica durissima alla gestione dei rapporti tra potere professionale e sfera privata.
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