No Tav, fermati in Francia otto militanti di estrema sinistra: «Testavano esplosivi nei tunnel di Parigi»
Otto militanti dell’estrema sinistra francese, due donne e sei uomini, tra i 19 e i 28 anni, sono finiti sotto indagine a Parigi con il sospetto di preparare un’azione violenta in occasione della mobilitazione No Tav del 25 luglio in Val di Susa. Secondo i media francesi, il gruppo avrebbe effettuato prove con dispositivi esplosivi artigianali nei tunnel della Petite Ceinture. Gli indagati, riconducibili secondo le autorità ad ambienti dell’estrema sinistra, sono stati rimessi in libertà sotto controllo giudiziario.
Emergono nuovi particolari sulle tensioni che hanno accompagnato la mobilitazione No Tav in Val di Susa dello scorso 25 luglio. Otto studenti francesi, sei uomini e due donne di età compresa tra i 19 e i 28 anni, erano stati fermati in Francia il 23 luglio, due giorni prima degli assalti ai cantieri della Torino-Lione.
A riportare la vicenda sono stati Le Figaro e Le Parisien, citando la procura di Parigi. Secondo quanto riferito dalla stampa transalpina, gli investigatori sospettano che i giovani stessero preparando un’azione violenta da compiere durante le manifestazioni contro la linea ferroviaria Torino-Lione previste in Italia tra il 24 e il 26 luglio.
Le prove nei tunnel della Petite Ceinture
L’indagine sarebbe partita da una segnalazione della Prefettura di Polizia di Parigi del 22 luglio. Nel mirino degli investigatori era finito un gruppo indicato come appartenente alla galassia dell’estrema sinistra.
Secondo Le Figaro, alcuni giovani si sarebbero addestrati per diversi giorni all’utilizzo di dispositivi esplosivi artigianali all’interno della Petite Ceinture, l’antica linea ferroviaria che circonda Parigi e che comprende numerosi tratti sotterranei.
Il giorno successivo alla segnalazione, il 23 luglio, gli otto sospettati sono stati fermati contemporaneamente. Il 27 luglio sono stati posti sotto indagine, tra l’altro, per associazione a delinquere e per detenzione e trasporto di prodotti incendiari nell’ambito di un’organizzazione criminale.
Chi sono gli otto giovani fermati
Secondo i media francesi, gli otto sarebbero vicini a Que la fac (QLF), movimento studentesco autonomo. La procura di Parigi avrebbe chiesto che restassero in carcere, ma mercoledì 12 agosto la Camera dell’istruzione di Parigi ne ha disposto la liberazione, mantenendo per tutti il controllo giudiziario.
La difesa contesta però duramente la ricostruzione dell’accusa. Aïnoha Pascual, avvocata di uno degli indagati, ha parlato di un «fantasma sull’estrema sinistra» e ha giudicato sproporzionato l’impiego di strumenti investigativi paragonabili a quelli dell’antiterrorismo.
Secondo la legale, inoltre, non si sarebbe trattato di veri esplosivi ma di «semplici petardi». La difesa ha contestato anche la durata del fermo, arrivato a 96 ore, sottolineando che oltre due terzi dei giovani coinvolti non avrebbero precedenti penali.
Gli assalti No Tav del 25 luglio in Val di Susa
I fermi assumono particolare rilievo alla luce di quanto accaduto appena due giorni dopo in Italia. Il 25 luglio, al termine del festival culturale e musicale “Alta Velocità”, da Venaus era partito un corteo con migliaia di partecipanti. Secondo i report della Digos citati dall’Ansa, circa 550 manifestanti parteciparono agli attacchi contro i cantieri Tav, a Chiomonte e in altre località della Val di Susa. Il sindacato di polizia Fsp sostiene che negli scontri di quella giornata siano rimasti feriti oltre
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