Sicilia, fuga dei giovani: quasi 100mila ragazzi hanno lasciato l’Isola in sette anni
Sicilia, fuga dei giovani: quasi 100mila ragazzi hanno lasciato l’Isola in sette anni
ROMA – La Sicilia continua a perdere i suoi giovani. Negli ultimi sette anni quasi 100mila ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni hanno lasciato l’Isola, alimentando una crisi demografica che appare sempre più difficile da invertire.
È quanto emerge da uno studio realizzato dalla Cgil Sicilia sulla base di una rielaborazione dei dati Istat, che fotografa un fenomeno destinato ad avere pesanti ripercussioni sul futuro economico e sociale della regione.
Secondo l’analisi, nel 2026 i siciliani appartenenti alla fascia d’età compresa tra i 18 e i 35 anni sono scesi sotto la soglia di un milione, a fronte di una popolazione complessiva di circa 4,8 milioni di abitanti.
Il dato più significativo riguarda la perdita registrata dal 2019 a oggi: i giovani residenti sono diminuiti di 96.328 unità, mentre nello stesso periodo l’incremento della popolazione straniera residente si è fermato ad appena 5.294 persone, un numero insufficiente a compensare il progressivo spopolamento giovanile.
Una perdita che continua anno dopo anno
L’emigrazione non accenna a rallentare. Anche nell’ultimo anno, tra il 2025 e il 2026, la Sicilia ha registrato una diminuzione di 1.359 residenti nella fascia tra i 18 e i 35 anni, pari a un calo dello 0,14%.
Lo studio evidenzia come il fenomeno interessi soprattutto alcune specifiche fasce d’età. Le perdite più consistenti riguardano infatti i giovani tra i 28 e i 30 anni, diminuiti del 15% negli ultimi sette anni. Significativi anche i cali registrati tra chi ha 31 e 32 anni, ma anche tra i diciottenni, diciannovenni, ventenni, ventiquattrenni, trentenni e trentaquattrenni.
La fuga coincide con l’ingresso nel mondo del lavoro
L’analisi della Cgil Sicilia mette in luce un elemento particolarmente significativo: molti giovani decidono di lasciare la regione proprio nel momento in cui si affacciano in maniera stabile al mercato del lavoro.
È la fase della vita in cui si cercano opportunità professionali più solide, prospettive di carriera e condizioni economiche migliori, spesso lontano dall’Isola. Una tendenza che contribuisce a impoverire il tessuto produttivo siciliano e ad accelerare il processo di invecchiamento della popolazione.
Una Sicilia a due velocità
Lo studio evidenzia inoltre differenze tra le diverse province siciliane, delineando una regione che procede a velocità differenti ma accomunata da un dato preoccupante: migliaia di giovani continuano a partire e, nella maggior parte dei casi, non fanno più ritorno.
Una dinamica che alimenta il declino demografico e pone interrogativi sul futuro della Sicilia, chiamata a trovare strumenti efficaci per trattenere i propri talenti e creare condizioni favorevoli affinché le nuove generazioni possano costruire il proprio futuro senza essere costrette a cercarlo altrove.
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