Sicurezza energetica e competitività: la filiera nazionale delle batterie fa sistema con istituzioni e ricerca

Maggio 13, 2026 - 16:04
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Sicurezza energetica e competitività: la filiera nazionale delle batterie fa sistema con istituzioni e ricerca

Si è tenuto oggi a Roma l’evento “Sicurezza energetica e competitività. Le aziende dello storage incontrano le istituzioni”, organizzato da Motus-E e Wec Italia, che hanno messo intorno a un tavolo la filiera italiana degli accumuli elettrochimici, il mondo politico e quello della ricerca. L’obiettivo? Gettare le fondamenta di una strategia che colga le opportunità di un comparto dalle prospettive di sviluppo dirompenti, imprescindibile per coltivare l’ambizione di una maggiore sovranità energetica nazionale.

Con un mercato globale che nel 2025 ha superato i 150 miliardi di dollari, il settore dello storage rappresenta una priorità industriale in tutto il mondo. In questo contesto, l’Europa si è data il traguardo di soddisfare con la produzione domestica almeno il 40% della domanda interna di celle per le batterie stazionarie e i trasporti entro il 2030.

«Riunire una filiera articolata e impostare un dialogo così proficuo e strutturato con istituzioni, enti di ricerca e università era una priorità assoluta per il Paese e siamo entusiasti del risultato raggiunto», osserva il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, «abbiamo posto le basi per un cambio di passo strategico, che richiede ora un coordinamento in grado di valorizzare le competenze delle imprese e accelerare gli investimenti in un settore cruciale, anche e soprattutto alla luce dello scenario geopolitico attuale. La grande partecipazione odierna restituisce la fotografia di un’industria viva e pronta a fare la propria parte».

«Le tensioni geopolitiche ci espongono a vulnerabilità strutturali: dipendiamo dall’estero per le fonti fossili, ma anche per le materie prime critiche necessarie a rinnovabili e accumuli. In questo contesto, segnato dalla spinta europea all’elettrificazione e da una domanda crescente di energia decarbonizzata, il sistema Italia, nella sua componente pubblica e privata, deve interrogarsi sulle soluzioni da proporre in sede di Unione, valorizzando le opportunità che questo settore può offrire a una maggiore sicurezza e sostenibilità. Costruire questi dialoghi, in parallelo al percorso di transizione, è l’unico modo per garantire che tempi e modi siano giusti e all’altezza della sfida», ha dichiarato il segretario generale Wec Italia, Michele Vitiello.

La conferenza ha visto la partecipazione di oltre 50 aziende attive lungo la catena del valore italiana delle batterie, con l’intervento dal palco del colosso dell’energia Eni e di realtà specializzate come Alkeemia, Erion Energy, EVSAFE, Faam, Haiki Cobat e S.E.VAL Group.

I progetti e le istanze dell’industria hanno fornito gli spunti per il successivo dibattito istituzionale, che ha avuto come protagonisti Nunzia Bernardo, segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Giorgio Cecchini, ufficio generale di programma “Grandi Opere Difesa” del ,inistero della Difesa, Salvatore De Vita, consigliere economico della Commissione europea, e Francesco Tenuta, dirigente divisione V – “Materie prime, elettronica e fotonica” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

I lavori sono proseguiti con una sessione dedicata ai principali progetti italiani di ricerca applicata nel settore, illustrati da Enea, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Rse. Una panoramica da cui hanno preso le mosse tre tavoli di lavoro tecnici verticali e che ha tracciato il profilo delle competenze in materia già acquisite in Italia, sulla cui base mettere a punto un ecosistema formativo e produttivo sempre più forte e coeso.

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