Sicurezza nei cantieri: ecco come l’AI e la sensoristica aiutano a ridurre gli infortuni sul lavoro

29 Giugno 2026 - 19:12
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Sicurezza nei cantieri: ecco come l’AI e la sensoristica aiutano a ridurre gli infortuni sul lavoro

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Sicurezza nei cantieri: ecco come l’AI e la sensoristica aiutano a ridurre gli infortuni sul lavoro



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Nei primi mesi del 2026 le denunce di infortunio sul lavoro sono aumentate. L’iniziativa di CGT e AIAS evidenzia l’urgenza di adottare soluzioni predittive: dal primo caso al mondo di controllo remoto Cat Command in acciaieria alla Banca delle soluzioni dell’Università di Bologna, l’innovazione diventa centrale.

Pubblicato il 29 giu 2026



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Promuovere una maggiore integrazione di intelligenza artificiale, sensoristica avanzata e controllo da remoto nei cantieri, nelle cave e negli ambiti industriali più complessi, con l’obiettivo di limitare l’esposizione dei lavoratori al rischio e rafforzare la prevenzione.

È questa la direttrice al centro dell’iniziativa promossa da CGT, storica azienda italiana con oltre 90 anni di esperienza, dealer Caterpillar dal 1934 e parte del Gruppo TESYA – specializzato nella fornitura di servizi e soluzioni integrate B2B, attivo dalle costruzioni alla transizione energetica, fino all’asset management e all’intralogistica automatizzata – insieme ad AIAS (Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza).

L’incontro, svoltosi presso la filiale CGT di Carugate (MI), ha riunito rappresentanti del mondo delle imprese, delle istituzioni e del mondo accademico in uno dei luoghi simbolo dell’evoluzione digitale dell’azienda.

La sede di Carugate ospita infatti anche una delle Control Tower CGT, insieme a quella di Vercelli: hub digitali attraverso cui un team di specialisti monitora in tempo reale i dati provenienti da oltre 20.000 asset sul territorio italiano, tra macchine, motori e impianti di cogenerazione, integrando telemetria, diagnostica da remoto e analisi tecniche.

Come l’AI e le tecnologie per la sicurezza nei cantieri cambiano il lavoro

L’evoluzione della sicurezza sul lavoro nei settori a più alta complessità operativa passa ormai inevitabilmente dall’adozione di soluzioni tecnologiche all’avanguardia.

Il contributo che l’AI, la sensoristica avanzata e il controllo da remoto possono offrire alla prevenzione degli incidenti nei cantieri, nelle cave e nei contesti industriali è diventato cruciale per invertire un trend preoccupante.

I dati dell’Inail evidenziano che nei primi quattro mesi del 2026 le denunce di infortunio sul lavoro sono state 137.272, registrando un aumento del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il comparto delle costruzioni si conferma uno dei più esposti, con un incremento delle segnalazioni del 4,8% e una crescita dei casi mortali, che salgono da 31 a 34. Le insidie principali per gli operatori rimangono legate a sforzi fisici eccessivi, perdita di controllo dei macchinari e cadute dall’alto, fattori che richiedono l’introduzione di strumenti capaci di ridurre l’esposizione diretta al rischio.

“L’andamento degli infortuni nel segmento delle costruzioni ci ricorda che procedure e adempimenti, da soli, non bastano. Oggi l’integrazione tra intelligenza artificiale, connettività, sensoristica e automazione consente di intervenire a monte, prima che l’incidente si verifichi, trasformando la sicurezza da approccio reattivo a modello sempre più predittivo”, commenta Lino Tedeschi, presidente esecutivo del Gruppo Tesya.

Tedeschi sottolinea come l’AI non vada intesa come uno strumento di sostituzione delle professionalità, bensì come una leva strategica per proteggere il capitale umano, migliorando al contempo l’efficienza operativa.

Per rispondere a questa urgenza, l’Inail ha strutturato una serie di interventi mirati a innalzare i livelli di tutela nei cantieri temporanei o mobili, inseriti nel Piano triennale per la prevenzione 2025-2027.

“È necessario passare da un modello prevalentemente informativo e prescrittivo a un approccio integrato fondato su: ricerca e innovazione tecnologica, formazione avanzata, sperimentazione sul campo, promozione della cultura della prevenzione e diffusione delle buone pratiche oltre che collaborazioni istituzionali”, spiega Nunzia Catalfo, componente del consiglio di amministrazione di Inail.

“L’uso di sistemi predittivi e dell’intelligenza artificiale può contribuire in modo significativo trasformando la prevenzione da reattiva a proattiva”, aggiunge.

La trasformazione tecnologica deve quindi essere sostenuta da una solida cultura organizzativa, in grado di tradurre l’innovazione in una protezione concreta sul campo.

Cat Command entra per la prima volta in un’acciaieria con il Gruppo Piantoni

L’adozione di tecnologie d’avanguardia nei settori industriali ad alto rischio compie un passo storico nel comparto siderurgico.

Cat Command, la tecnologia Caterpillar distribuita da Cgt che permette il controllo a distanza di escavatori, dozer e pale gommate tramite radiocomando fino a 500 metri o da postazioni remote a migliaia di chilometri, è stata applicata per la prima volta a livello mondiale all’interno di un’acciaieria.

Il progetto nasce dalla collaborazione con Gap – Gruppo Piantoni, azienda specializzata nei servizi per l’industria siderurgica –, e consente di gestire le attività nell’area sottoforno da una cabina remota esterna.

Il sistema è stato appositamente ottimizzato per resistere alle condizioni estreme dell’ambiente, caratterizzato da campi elettromagnetici, calore radiante e operatività continua, e ha già superato le prime fasi di test sul campo per allontanare gli operatori dalle zone più esposte.

“La soluzione sviluppata con Cgt consente oggi agli operatori di gestire le attività più critiche da una postazione remota sicura, riducendo significativamente l’esposizione a calore, fumi e altri fattori di rischio tipici delle operazioni sottoforno, mantenendo al tempo stesso il pieno controllo operativo dei mezzi”, dichiara Eligio Piantoni, ceo di Gap.

Piantoni evidenzia come questo primato mondiale dimostri che l’integrazione tra esperienza sul campo e innovazione possa tradursi in un miglioramento concreto della sicurezza per i lavoratori degli impianti siderurgici.

Riforma e appalti, Aias: premiare gli investimenti reali contro il rischio burocrazia

La necessità di superare la logica dei meri adempimenti formali per favorire una sicurezza sostanziale trova riscontro anche nell’attuale dibattito istituzionale sulla riforma penale del settore, curata dalla Commissione Sisto.

Proprio per evitare che il nuovo quadro normativo si traduca in un sovraccarico burocratico anziché in una protezione reale, Aias propone un cambio di paradigma che parta dai criteri di assegnazione degli appalti pubblici.

Secondo l’associazione, i sistemi di valutazione delle gare dovrebbero valorizzare le aziende che attuano soluzioni e investimenti tecnologici concreti sul campo, superando la verifica della sola conformità documentale.

Una svolta che richiede lo sviluppo di misure di supporto mirate per le piccole e medie imprese, spesso prive di strutture specializzate interne, che vanno accompagnate attraverso incentivi fiscali, reti di categoria e servizi qualificati per poter integrare con successo l’AI e i sistemi digitali avanzati nei propri processi operativi.

“Per approssimarci concretamente all’obiettivo globale della ‘Vision Zero’ – un futuro con zero infortuni gravi e mortali sul lavoro v dobbiamo superare la logica della pura compliance formale”, dichiara Francesco Santi, presidente di Aias.

“La riduzione degli incidenti non può dipendere dall’inasprimento delle sanzioni o dall’introduzione di nuovi adempimenti che rischiano di produrre più burocrazia che prevenzione reale”, aggiunge.

Santi rimarca come l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie rappresentino alleati straordinari, il cui potenziale può esprimersi appieno solo se integrato in modelli organizzativi efficienti e sostenuto da un investimento continuo sulla formazione dei lavoratori.

Università di Bologna, la “Banca delle soluzioni” mappa le tecnologie per ridurre il rischio alla fonte

Il coordinamento tra il mondo aziendale, quello istituzionale e la ricerca scientifica trova un punto di sintesi nel progetto Banca delle soluzioni, l’osservatorio attivo dal 2014 e coordinato da Cristina Mora, professoressa associata del dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Bologna.

Nato dalla collaborazione con l’Ausl di Bologna e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, il progetto mappa e aggiorna costantemente le soluzioni tecniche e tecnologiche già disponibili sul mercato per eliminare o ridurre i rischi legati a logistica, microclima, ambienti confinati ed ergonomia.

La piattaforma offre alle imprese un supporto concreto per orientare gli investimenti, dimostrando che la prevenzione non è solo un obbligo normativo ma una scelta organizzativa strategica in grado di ottimizzare la continuità dei processi e abbattere i costi della non sicurezza.

L’archivio conta oggi oltre 450 schede tecniche e più di 400 produttori, coprendo diversi livelli di innovazione e complessità economica.

“L’implementazione di tecnologie per la sicurezza sul lavoro rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre o eliminare i rischi professionali, grazie anche alla diffusione di soluzioni digitali basate su AI e Internet of Things. Nel settore delle costruzioni tali tecnologie possono contribuire in modo significativo alla diminuzione degli infortuni, ma la loro adozione presenta ancora alcune criticità, tra cui l’affidabilità dei dispositivi in ambienti di cantiere complessi, la gestione delle responsabilità e le problematiche legate alla privacy”, spiega Mora.

La professoressa sottolinea che, per superare questi ostacoli, la piattaforma fornisce per ogni tecnologia caratteristiche, vantaggi, costi indicativi e casi di studio reali che confermano l’efficacia dei dispositivi nel ridurre i livelli di rischio sul campo.

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