Sindaci del mondo a Milano per costruire ponti per la pace
Palazzo Marino, sede del Comune di MilanoMilano capitale della pace, sulle orme di Giorgio La Pira. Nei giorni scorsi Palazzo Marino ha approvato la proposta di una Conferenza internazionale dei sindaci sulla pace, ispirandosi idealmente al Convegno mondiale dei sindaci per la pace, organizzato a Firenze nel 1955 dal primo cittadino del capoluogo toscano, per la Chiesa Venerabile Servo di Dio.
Un voto importante, ma che non ha avuto il rilevo meritato, a scapito di altre questioni più controverse come il gemellaggio con Tel Aviv.
Il Consiglio comunale ha votato praticamente all’unanimità (solo tre astensioni) una proposta sottoscritta da tutti i partiti di maggioranza e appoggiata anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Esempio virtuoso di una politica che sa abbattere gli steccati quando sono in gioco valori fondamentali per tutti e trovare un terreno comune al di là degli schieramenti, promuovendo un impegno civile e morale per costruire ponti e offrire luoghi di dialogo e riconciliazione.
Sala: «Non un’operazione di facciata, ma un’iniziativa vera, efficace, ambiziosa»
Immediata e positiva la risposta del sindaco, Giuseppe Sala: «Dal Consiglio comunale è arrivato un indirizzo politicamente importante, che accolgo con favore. La proposta di indire e ospitare a Milano una Conferenza internazionale dei sindaci per la pace riflette i valori su cui si fonda Milano, una città che accoglie, che apre e si apre al dialogo. In queste settimane ho più volte affermato che è doveroso mantenere viva la prospettiva della pace. La pace è un percorso che va costruito giorno dopo giorno, anche attraverso il dialogo e il confronto con città, comunità e istituzioni di cui non sempre si condividono visioni e principi».
Un’opportunità per lanciare la metropoli a livello internazionale non solo in occasione di un’esposizione, di una week o di una competizione sportiva, ma anche come soggetto di promozione della pace a partire dai primi cittadini delle altre città del mondo.
«Di fronte alla possibilità di farsi luogo del confronto – sottolinea il sindaco – Milano deve continuare a fare quello che sa fare meglio, quando è all’altezza della sua storia: costruire ponti, relazioni concrete, anche difficili, capaci di tenere aperto il dialogo anche quando tutto spingerebbe verso la rottura. Dobbiamo quindi ambire a organizzare una Conferenza internazionale non solo dagli alti valori simbolici, ma anche con prospettive significative. Non un’operazione di facciata, ma un’iniziativa vera, efficace, ambiziosa. Io ci sono e mi pongo al servizio del Consiglio comunale per avviare questo percorso».
Osculati: «Costruire ponti rappresenta una responsabilità politica e morale»
«Costruire ponti, in una fase storica segnata da un altissimo livello di conflittualità internazionale e in un tempo segnato da muri materiali e simbolici, rappresenta una responsabilità politica e morale che interpella tutte le istituzioni democratiche, a ogni livello – afferma Roberta Osculati, vicepresidente del Consiglio comunale e tra le più attive promotrici della proposta -. E noi vogliamo farlo impegnando le comunità e le città a partire dalla nostra, perché le comunità vogliono la pace, Milano vuole la pace! E siamo convinti di avere, pur nel nostro piccolo, la responsabilità di decisioni coraggiose orientate al futuro e al bene dell’umanità. Le città possono svolgere un ruolo decisivo. Sono i luoghi nei quali le tensioni globali si riflettono concretamente nella vita quotidiana delle persone, ma sono anche gli spazi in cui si sperimentano convivenza, solidarietà, accoglienza e partecipazione. Le città custodiscono relazioni umane, reti culturali, esperienze associative, università, comunità religiose e civiche che, insieme, costituiscono un patrimonio prezioso per promuovere una cultura della pace e della cooperazione internazionale».
Proprio facendo riferimento all’iniziativa di La Pira, «la pace non nasce esclusivamente dai tavoli diplomatici tra Stati, ma si costruisce anche attraverso il coraggio di creare spazi di confronto, persino quando il contesto internazionale sembra andare nella direzione opposta».
Acli milanesi: «Dalle realtà locali un contributo concreto alla costruzione della pace»
Molto positiva anche la reazione della società civile. «Le Acli milanesi – sottolineano in una nota – salutano con favore la mozione del Consiglio comunale. Siamo convinti infatti che la strada da seguire sia sempre quella del dialogo e del tentativo di reciproca comprensione e che questo possa accadere anche dal basso, da coloro che hanno la responsabilità prima dell’amministrazione dei territori e che meglio conoscono i bisogni delle persone che sono chiamati ad amministrare. Le Acli milanesi esprimono inoltre la propria disponibilità a sostenere il percorso avviato, mettendo a disposizione l’esperienza maturata sul tema. Un impegno costruito attraverso iniziative territoriali, percorsi di partecipazione civica e promozione del dialogo tra comunità diverse, nella convinzione che anche dalle realtà locali possa nascere un contributo concreto alla costruzione della pace».
Cgil, Cisl e Uil: «Pronti a fare la nostra parte»
«Cgil, Cisl e Uil di Milano sostengono con convinzione questa iniziativa e sin da ora si mettono a disposizione, come lo stesso ordine del giorno chiede di fare a società civile e associazioni, per la buona riuscita, perché le lavoratrici e i lavoratori della nostra area metropolitana intendono essere parte di ogni azione che vada nella direzione del dialogo, la cooperazione tra i popoli e il rispetto del diritto internazionale. La risoluzione pacifica dei conflitti e il rafforzamento dei legami di solidarietà tra le comunità sono obiettivi che condividiamo e che sono fondamentali per il sindacato confederale. Siamo dunque pronti a fare la nostra parte».
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