Sony non vuole più vendere console con "perdite significative": PS5 e PS6 nel mirino
In occasione del solito Q&A che si tiene in seguito alla presentazione dei risultati finanziari, Sony ha risposto ad alcune domande dei partecipanti che miravano ad avere maggiori informazioni sulle modalità con le quali la casa giapponese intenderà muoversi in futuro nello scenario caratterizzato dalla crisi dei chip, in particolar modo per quanto riguarda la sua divisione Game & Network Services.
Parliamo quindi della divisione che si occupa attualmente di PlayStation 5 e, in un futuro non molto lontano, di PlayStation 6, e una delle domande poste tocca lo scottante tema dei prezzi, più precisamente se "sarà lecito attendersi che anche in futuro verrà data priorità alla redditività dell'hardware, come sta avvenendo oggi". Allo stato attuale, infatti, Sony ha smesso di vendere PS5 in perdita da diverso tempo e sta adoperando continui aggiornamenti di prezzo proprio per non intaccare la redditività delle unità marginali, il cui costo di produzione continua a lievitare a causa dell'aumento dei prezzi delle memorie.
A questa domanda Sony ha risposto che, in primo luogo, il suo scopo è quello di mantenere l'hardware al centro della sua esperienza di gaming e di voler riuscire a comunicare in maniera ancora più chiara il valore dell'hardware ai giocatori, arrivando anche a proporre esperienze che vadano oltre il tradizionale salotto, un po' come già fatto con PlayStation Portal. Per quanto riguarda il prezzo, invece, l'azienda ha confermato che non è realistico attendersi che sia lei a poter assorbire tutto il costo incrementato dei componenti, suggerendo che la strategia di aumento dei prezzi già attuata con PS5 ha prodotto risultati in linea con le aspettative.
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