Sony trova l'accordo sulla class action del PlayStation Store: dovrà pagare 7.8 mln $
La class action intentata contro Sony nel maggio del 2021 è giunta finalmente a conclusione e la casa giapponese ha patteggiato il risarcimento di 7,85 milioni di dollari nei confronti dei giocatori colpiti dalla vicenda.
Ricordiamo che il caso nasce con l'accusa per Sony di aver eliminato la concorrenza e monopolizzato il mercato dei giochi digitali attraverso il PlayStation Store, portando quindi ad un danno per il consumatore finale. I fatti presi in esame riguardano gli acquisti avvenuti sullo store tra aprile del 2019 e dicembre del 2023 e il risultato di questo procedimento legale è strettamente legato ai consumatori statunitensi che sono stati rappresentati.
La causa legale sostiene che la presunta condotta anticoncorrenziale di Sony abbia costretto i videogiocatori a pagare cifre superiori a quelle che avrebbero altrimenti sostenuto per determinati titoli digitali. L'azione giudiziaria fa seguito alla decisione dell'azienda, risalente all'aprile 2019, di vietare la vendita di codici per il download di giochi specifici da parte di rivenditori di terze parti. Secondo l'accusa, la presenza di opzioni di acquisto alternative presso catene fisiche e digitali avrebbe potuto generare una concorrenza in grado di abbassare i prezzi sul PlayStation Store.
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