Stai a vedere che LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro è il vero erede di Arkham!

Maggio 18, 2026 - 14:57
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Stai a vedere che LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro è il vero erede di Arkham!

La campagna parte dalle origini, dal piccolo Bruce che gioca nel parco della villa e trova una caverna piena di pipistrelli, fino alla fatidica notte in cui i suoi genitori vengono uccisi. E qui c'è subito un primo colpo di scena: "danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?". Una frase che i fan del pipistrello assoceranno subito al film di Tim Burton del 1989 e a un solo personaggio: Joker; tanto più che a pronunciarla è la voce di Riccardo Peroni, che magari non sapete nemmeno chi sia, ma se avete giocato un qualsiasi videogioco di Batman o avete visto la serie animata, la riconoscerete subito come l'inconfodibile timbro del nemico numero uno di Batman.

Nemmeno il tempo di riprenderci da questo omaggio, che la scena si è già spostata intorno a Carmine Falcone e all'incontro del giovane Bruce Waine con Ra's al Ghul, e nel giro di poco ci ritroviamo ad addestrarci con la Setta delle Ombre in compagnia di Talia. Sì, siamo dalle parti di Batman Begins di Nolan, ma con una variazione importante che avrete riconosciuto subito: la presenza di Talia a fianco del protagonista.

Ecco quindi che la storia che un po' tutti conoscono, quella delle origini di Batman, prende una piega sia nota che inconsueta, mescolando elementi già visti, in modo originale, senza tradire l'essenza stessa del personaggio, ma al contempo confezionando qualcosa di nuovo proprio perché in parte già visto. TT Games è insomma bravissima nel farti rivivere momenti iconici della storia di Batman, alternati a "colpi di scena" quando la trama prende una piaga diversa da quella legata all'omaggio del momento; il tutto filtrato con quella leggerezza tipica dei giochi LEGO, che trasforma anche i passaggi più drammatici in qualcosa di godibile a qualsiasi età.

Il citazionismo è insomma il vero cuore del gioco, e funziona su tanti livelli. Per esempio, fin da (quasi) subito si capisce che ci sarà un intero armadio di costumi di Batman tra i quali scegliere, e che allo stesso modo le Batmobili collezionabili copriranno praticamente ogni era: dalla macchina esagerata della serie televisiva del 1966 con la caratteristica striscia rossa, alla Batmobile in stile gotico del 1989, fino al massiccio Tumbler della Trilogia del Cavaliere Oscuro, passando prima per quella resa celebre da Matt Reeves nell'inseguimento al pinguino, una scena ricreata in modo magistrale, con tanto di colonna sonora corrispondente e...paperella finale! È qui la magia dell'ironia LEGO: in pieno climax riesce a inserire un elemento assurdo che al contempo non stona, ma anzi ti strappa un sorriso.

Vale la pena sottolineare che nel complesso quella che si dipana di fronte ai nostri occhi è una storia originale, non un'accozzaglia di adattamenti di un film o di un fumetto specifico. TT Games combina momenti di diverse ere senza essere vincolata alla fedeltà a nessuna fonte in particolare, il che le dà libertà creativa e ci porta spesso a chiederci "a chi toccherà ora?". Il rovescio della medaglia è che tutto questo citazionismo rende un minimo prevedibili certi momenti, come quando la Ace Chemicals viene distrutta mentre un "certo criminale" sta scappando, e noi già sappiamo che quell'inseguimento si concluderà con la nascita del Joker. Eppure non vediamo l'ora di assistervi, per scoprire se e come sarà reintepretata da TT Games. Insomma la prevedibilità funziona proprio perché non è prevedibile fino in fondo, e ogni volta siamo testimoni di una storia che rinasce.

Chi ha giocato la serie Arkham riconoscerà immediatamente il DNA del sistema di combattimento: attacchi concatenati, contrattacchi temporizzati, gadget da integrare nel flusso delle combo, schivate all'ultimo secondo. Anche i nemici hanno armi da taglio, da lancio, gli scudi e poi ci sono anche i colossi. E la stessa cosa vale per alcune ambientazioni: ci sono le sporgenze alle quali aggrapparsi, le grate in cui infilarsi, i KO silenziosi e tanti altri elementi ambientali già visti.

La struttura di base è la stessa, e il debito è evidente. La differenza è nella profondità: laddove Arkham premiava la padronanza con finestre di contrattacco sempre più strette e nemici sempre più aggressivi, qui il sistema è calibrato per essere accessibile fin dai primi minuti, con tempistiche più generose e una lettura visiva degli attacchi nemici più immediata. Ci sono meno "combo complicate, meno abilità da sbloccare, meno attacchi a testa in giù, e via dicendo.

Al livello di difficoltà media ("giustiziere mascherato"), L'Eredità del Cavaliere Oscuro è mediamente facile per giocatori un minimo smaliziati, per quanto non "noioso", ma non dimentichiamoci che si tratta pur sempre di un gioco PEGI7. Per fortuna anche TT Games ne è pienamente consapevole, e infatti ha introdotto il più impegnativo Cavaliere Oscuro, in cui le vite sono limitate "nella maggior parte delle missioni", ci sono più nemici e quelli più ostici sono maggiormente frequenti. È una scelta intelligente che allarga il pubblico senza snaturare il prodotto: i più piccoli giocano con la difficoltà base, i veterani di Arkham possono alzare l'asticella e trovare un combat che richiede più attenzione. E ovviamente il livello può essere variato in qualsiasi momento.

Per dare più "pepe" al tutto, c'è però una grossa novità rispetto alla serie Arkham, dove vestivamo quasi sempre i panni di Batman, salvo qualche breve parentesi. Qui invece il cast è vario (ma non eccessivamente come in altri titoli della serie LEGO): ci sono in tutto sette eroi giocabili con gadget, stili di combattimento e movimenti distinti.

Non è un dettaglio da poco, perché significa che il ritmo del combattimento cambia davvero a seconda di chi controlliamo: la fluidità acrobatica di Nightwing è un'esperienza diversa dalla furtività di Catwoman o dalla forza diretta di Batman. Ciascuno di questi personaggi viene inserito in modo coerente nella storia e da lì in poi diventa giocabile in qualsiasi momento. Partiamo con il "dinamico duo" Batman-(giovane) Gordon, poi è la volta di Catwoman, e via via avremo Robin, Batgirl, Nightwing e Talia Al Ghul (che in realtà compare anche nel prequel).

Per essere chiari, i personaggi a schermo sono sempre e solo due: uno è Batman, l'altro può essere cambiato in qualsiasi momento (una volta che quel personaggio è stato "sbloccato"), salvo nelle missioni storia, in cui per ragioni di trama non possiamo fare come vogliamo.

C'è una scelta precisa dietro a questo: l'unica modalità multiplayer prevista è quella "Duo Dinamico", che permette a due giocatori di affrontare tutta la campagna in co-op locale a schermo condiviso. Un giocatore controlla Batman, l'altro uno degli alleati disponibili nella fase della storia in cui ci si trova. Il secondo giocatore può entrare e uscire liberamente in qualsiasi momento senza interrompere la sessione: una scelta di design pensata esplicitamente per le sessioni in famiglia, dove un genitore può unirsi o abbandonare la partita senza costringere il bambino a fermarsi.

Vale la pena sottolinearlo chiaramente: la co-op online non è disponibile. È una scelta precisa, non una limitazione tecnica: TT Games ha dichiarato che il gioco è pensato per la condivisione fisica sul divano, non per il gioco a distanza.

I gadget sono il fattore (non) comune: il Batarang di Batman distrae e stordisce, il Bat-artiglio aggancia i nemici, il gel esplosivo sfonda i muri, proprio come in Arkham. Robin ha il Birdarang per colpire più bersagli, Nightwing l'ElectroRang, Batgirl l'Hackarang per sovrascrivere macchinari, Catwoman la frusta.

Ogni personaggio ha un ritmo di combattimento diverso, e alternarli non è solo una scelta estetica: certi nemici e certi enigmi richiedono abilità specifiche. Ciò che Arkham aveva in più a livello di complessità del singolo personaggio, qui viene "spalmato" su tutto il roster. È una scelta coerente col tipo di gioco che è L'Eredità del Cavaliere Oscuro, e per quanto siamo stati i primi a fare il paragone con la serie di Rocksteady, non ha nemmeno senso usare lo stesso metro di paragone per due titoli che sono per loro intrinseca natura diffetenti.

Gotham City si estende su quattro isole separate con sviluppo verticale su più livelli, dai tetti fino ai sotterranei: Tricorner Island, South Island, Central Island e North Island (no, i nomi non sono particolarmente ispirati), ai quali si somma la Bat-Caverna che è ancora più a nord.

Nienta paura però, perché i luoghi iconici sono tutti presenti: il Manicomio di Arkham, la Ace Chemicals, i giardini botanici di Gotham, la Wayne Tower e chi più ne ha più ne metta. Per chi conosce la Gotham di Arkham City o Arkham Knight, il confronto è inevitabile: lì la città aveva una densità e un'atmosfera costruite in anni di iterazioni progressive. Qui siamo al primo open world LEGO con questo personaggio, ma la gestione dello spazio e dei movimenti tra le varie ambientazioni ci è sembrata convincente.

Ci spostiamo o con la Batmobile, oppure planando in volo (anche qui con un meccanismo più semplice rispetto alla serie Rocksteady in cui dovevamo continuamente andare in picchiata, riprendere quota e gestire la velocità), o ancora con un meccanismo di viaggio rapido verso alcuni punti prefissati.

L'esplorazione si articola attorno al mix classico di enigmi ambientali, sfide, collezionabili, crimini da fermare. È una struttura collaudata che funziona bene in piccole dosi ma che rischia di diventare un po' ripetitiva, per quanto non frustrante come in Arkham, dove completare il gioco al 100% richiedeva "estrema devozione" e gli enigmi più difficili erano davvero "tosti" da superare. Qui, per esempio, le sfide dell'Enigmista sono presenti, ma a un livello meno impegnativo. E sparsi per le varie mappe ci sono tanti collezionabili diversi e anche sfide nuove, come i poster del ricercato, nei quali dobbiamo prima identificare il sospettato e poi consegnarlo alla giustizia.

Ah e non dimentichiamoci il mitico rampino per spostarsi tra gli edifici, utile anche per librarsi in volo rapidamente, e l'aliante per sorvolare Gotham, che è così veloce che diventa facilmente il metodo di spostamento predefinito, salvo per le lunghissime distanze, quando il "teletrasporto" ha un suo perché. Ogni personaggio ha il proprio aliante (funzionano tutti allo stesso modo), ma la Batmobile è esclusiva di Batman: diamo a cesare ciò che è di Cesare.

A proposito della Batmobile, la useremo non solo per spostarci ma anche per inseguire e catturare criminali a bordo di vari mezzi, a tratti ripercorrendo alcune scene iconiche dei vari film della saga. L'esperienza di guida è al pari di tutto il resto: appagante per la bellezza delle Batmobile ma molto arcade, al punto che non dovremo preoccuparci troppo di sbandare, investire, distruggere, perché di fatto non danneggeremo mai in modo irreparabile né la povera Gotham City, né la Batmobile stessa. Del resto sono mattoncini LEGO: ciò che viene distrutto, un secondo dopo è rimontato.

I sette personaggi giocabili coprono un arco narrativo che va dalle origini di Bruce Wayne fino alla formazione della famiglia di alleati che i fan della serie conoscono bene: Batman, Robin, Nightwing, Batgirl, Jim Gordon, Catwoman e Talia al Ghul. Non è una selezione casuale: ciascuno rappresenta una fase della storia di Batman e ha un ruolo narrativo nella campagna, non è semplicemente un personaggio sbloccabile per completare i collezionabili.

Il combat system è praticamente uguale per tutti, ma la varietà dei gadget a disposizione di ciascuno rende gli scontri più vari e per ogni personaggio ci sono una serie di potenziamenti che aggiungono mosse, combo e abilità varie. Peccato che per sbloccarli ci vogliano (tanti) i gettoni Waynetech, che si trovano solo in determinate casse sparse per i livelli di gioco: potenziare al massimo i gadget di ogni personaggio richiede quindi tempo, pazienza e progressione, perché molte casse sono accessibili solo dopo aver completato certe missioni storia.

C'è poi tutto il ramo di progressione legato a combattimento ed esplorazione, tramite il quale potremo sbloccare alcune opzioni che sembrano scontate, come i KO in volo, la bomba in picchiata, il lancio con rampino e altre. Per questi potenziamenti è necessario un mattoncino particolare, che viene concesso solo al completamento delle relative missioni storia. La progressione quindi, da questo punto di vista, è lineare, per quanto spetti al giocatore decidere a quali abilità dare priorità.

I 100 costumi sono il motore della longevità per chi vuole completare il gioco al cento per cento. Coprono ogni era di Batman: dal costume dell'Età dell'oro ispirato al Detective Comics del 1939 fino alle versioni più recenti, passando per i film di Burton, Schumacher, Nolan e Reeves. Non sono solo estetica: sbloccarli richiede di esplorare Gotham, completare sfide e in generale servono quindi a tenere alto l'interesse per il gioco al di là della trama principale, e soprattutto sono curati a livello maniacale. Per quanto alcuni siano soggettivamente più belli di altri, non c'è la sensazione di "aggiunti tanto per", ma di un elemento di collezionismo che ammicca ai fan più sfegatati e non solo.

La Batcaverna funziona da hub evolutivo: si espande man mano che si progredisce nella campagna, aggiungendo potenziamenti per i gadget, trofei da esporre, accesso al Batcomputer per i dossier e possibilità di personalizzare gli ambienti con oggetti LEGO anche di puro arredamento. È un sistema che dà senso al backtracking e invoglia a tornare alla base tra una missione e l'altra, dando un'idea dell'immensità del gioco, che ha tanto da offrire anche oltre le missioni principali, per quanto dopo un po' scatti quel meccanismo di puro "collezionismo" che alla lunga può stancare, cosa che per altro accadeva pari pari nella serie di Rocksteady.

La Gotham City di LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro è la più ambiziosa della serie. I distretti della città hanno carattere visivo distinto e i dettagli architettonici dei luoghi iconici (e non) sono curati con la precisione che ci si aspetta da chi ha trascorso decenni a costruire mondi LEGO.

Il gioco gira infatti su Unreal Engine 5, e il salto generazionale rispetto ai precedenti capitoli LEGO si vede: Gotham City ha una profondità visiva e una cura nei dettagli architettonici che i titoli precedenti della serie semplicemente non avevano, e lo stesso vale per i personaggi.

Il livello di precisione, sia nelle cut scene, che nel gameplay, è a tratti impressionante, col tessuto del mantello di Batman che si bagna durante la pioggia, i riflessi credibili dei neon, e la scritta LEGO sotto l'avambraccio dei personaggi o sotto i loro piedi. È maniacale e divertente allo stesso tempo.

Il citazionismo visivo funziona su due livelli: quello dei costumi e dei veicoli, di cui abbiamo già parlato, e quello delle ambientazioni. Ricostruire in mattoncini LEGO l'Ace Chemicals del film del 1989 di Tim Burton è un esercizio diverso dal ricostruire quella vista in The Batman di Reeves nel 2022, ma TT Games non si è persa nei dettagli e nelle contraddizioni, rimanendo fedelissima laddove serve, ma armonizzando il tutto in un unico linguaggio visivo coerente. Osservare tutto questo con gli occhi di un fan di Batman e delle sue tante trasposizioni è uno dei piaceri segreti del gioco che solo i veri fan conoscono.

Sul fronte audio, i giochi LEGO hanno sempre puntato su doppiaggi originali con attori che interpretano versioni leggermente parodistiche dei personaggi, e su colonne sonore che citano i temi musicali iconici delle rispettive franchise. E anche qui non c'è nulla di stonato, letteralmente.

Abbiamo i doppiatori giusti al posto giusto (su tutti Marco Balzarotti come voce di Batman, perché nessun'altra sarebbe stata accettabile), una colonna sonora originale, e al contempo le musiche iconiche giuste al momento giusto, che siano riferimenti ai temi di Danny Elfman per i film di Burton fino alle musiche di Hans Zimmer per la Trilogia di Nolan, passando per il motivetto martellante reso celebre da Reeves, fino a "Kiss from a Rose" di Seal, il brano iconico di Batman Forever del 1995, presente anche nel trailer di lancio.

Se dovessimo tirare a indovinare, diremmo che gli sviluppatori sono tutti fan sfegatati di Batman e che si sono divertiti un sacco a realizzare il gioco, ma questa è solo una nostra ideale interpretazione.

LEGO Batman: L'Eredità del Cavaliere Oscuro è disponibile dal 22 maggio su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC Windows via Steam ed Epic Games Store. Una versione per Nintendo Switch 2 è prevista per un secondo momento nel 2026. I prezzi sono:

  • Standard Edition: 69,99 euro — gioco base, costume Batman Il Ritorno del Cavaliere Oscuro in omaggio per chi prenota
  • Deluxe Edition: 89,99 euro — include 72 ore di accesso anticipato, il costume dal preordine, e oltre 30 contenuti aggiuntivi al lancio suddivisi in tre pacchetti tematici: Arkham Trilogy Pack, Batman Beyond Pack e Party Music Pack, ciascuno con 7 costumi, una Batmobile e oggetti per la Batcaverna

A settembre 2026 arriverà la Mayhem Collection, DLC incluso nella Deluxe Edition ma venduto separatamente per chi ha la Standard. Introdurrà Joker e Harley Quinn come personaggi giocabili in una missione ambientata nell'Arkham Asylum: per chi vuole quei contenuti, vale la pena valutare la Deluxe Edition fin dall'acquisto piuttosto che pagare il DLC in un secondo momento.

Il prezzo della Standard Edition a 69,99 euro è in linea con i titoli di questa fascia, anche se, visto il costo di altre produzioni LEGO, avremmo in sperato qualcosa di meno.

l codice digitale per questa recensione è stato fornito da Warner Bros, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.

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