Strage familiare a Roma, la testimonianza del figlio sopravvissuto: sangue ovunque, e un amico di famiglia ripuliva. Rinvenuta una mannaia

Mentre prosegue la caccia all’uomo a Roma dopo la terribile strage familiare compiuta ieri sera (venerdì 26 giugno ndr) in un appartamento al civico 35 di Via Montiglio, in zona Pineta Sacchetti-Aurelio, da rilievi e riscontri dell’indagine emergono novità e dettagli agghiaccianti. Le vittime, tutte originarie del Bangladesh, sono Kamal Uddin (39 anni), la moglie Jahan Momotaj (38 anni) e la figlia più piccola di appena 6 anni. Il figlio più grande della coppia, 20enne, rimasto ferito in maniera non grave, è ricoverato al Policlinico Gemelli, ma non sarebbe in pericolo di vita. Il ragazzo sarebbe già stato ascoltato dai poliziotti della squadra mobile che indagano sul caso. Caso su cui nel frattempo è emerso che i coniugi uccisi non avevano precedenti.
Strage familiare a Roma, indagini a tappeto e caccia al killer
Le novità investigative delineano uno scenario raccapricciante. Gli agenti della Scientifica e della Squadra Mobile hanno rinvenuto e sequestrato nell’abitazione l’arma presumibilmente utilizzata per il massacro: si tratta di una mannaia ora all’esame della Scientifica. Non solo. Secondo una prima ricostruzione, l’assassino avrebbe aggredito la coppia e la bambina a coltellate, nascondendo poi i cadaveri sotto il letto. Subito dopo avrebbe tentato di ripulire la scena del crimine, ma è stato sorpreso dal rientro a casa del primogenito della coppia.
La testimonianza del figlio sopravvissuto, la mannaia trovata in casa, i corpi nascosti sotto il letto
Tra i due è nata una violenta colluttazione. Il giovane è riuscito a sfuggire alla furia del killer e a correre in strada. Trasportato in codice rosso al Policlinico Gemelli con ferite alla testa, alle mani e alle gambe, non sarebbe in pericolo di vita ed è già stato ascoltato dagli inquirenti. Agli investigatori ha gridato la sua disperazione: «Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e ho visto lui che puliva il sangue. C’era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti», sarebbero state le prime parole del figlio più grande della coppia, riportate da Il Messaggero.
A dare l’allarme, oltre al ragazzo, sarebbero stati anche i vicini di casa allertati dalle urla che hanno sentito provenire dall’appartamento dove la famiglia viveva, e che avrebbero visto fuggire una persona in strada. Tra le ipotesi anche quella che le vittime conoscessero chi le ha uccise, che fosse un amico di famiglia.
Triplice omicidio Roma, è caccia all’uomo: l’identikit del killer
I testimoni descrivono il fuggitivo come un uomo di carnagione scura, che indossava una polo azzurra e dei guanti sulle mani. L’ipotesi principale è che si tratti di un conoscente o di un amico di famiglia. Le ricerche, concentrate anche nella vicina zona boschiva di Casalotti, proseguono a tappeto con il supporto di droni a infrarossi. Al vaglio della Mobile ci sono i tabulati telefonici delle vittime che potrebbero contenere tracce degli ultimi contatti. E i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona utili a intercettare la via di fuga dell’assassino. (Nella foto in alto un frame da un video su Youtube dal Tg1).
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