Subdued chiude il 2025 a 196,5 milioni (+20%). Sconciaforni: “Gli Stati Uniti saranno il nostro secondo mercato estero”
Un turnover in crescita di quasi venti punti percentuali (+19,9%) nel 2025, a 196,5 milioni di euro, e un 2026 che si apre mantenendo intatto l’entusiasmo e le previsioni di crescita. Per Subdued, l’anno in corso e il 2027 saranno cruciali per consolidare lo sviluppo del marchio su scala globale, portato avanti negli Stati Uniti e in Asia anche grazie al sostegno del fondo Nuo, entrato nella compagine nel 2024. “Gli Stati Uniti – spiega a PambiancoNews Enrico Maria Sconciaforni, presidente di Subdued – saranno fondamentali: nel 2029-2030 puntiamo a farne il nostro secondo mercato internazionale, dopo l’Europa, che manterrà una quota predominante di circa il 50% dell’export, seguita dall’Asia e dal Sud-Est asiatico”.
La crescita del 2025 è stata trainata principalmente dal canale retail, che ha raggiunto 170,2 milioni di euro (+19,9% rispetto al 2024), con un’incidenza pari all’86,6% dei ricavi complessivi. Anche l’e-commerce ha registrato un’importante accelerazione, con ricavi pari a 20 milioni di euro, in aumento del 20,9% rispetto al 2024, confermando il ruolo sempre più strategico del digitale all’interno di una strategia omnicanale integrata. Sul fronte della rete distributiva, i punti vendita hanno raggiunto quota 125 nel 2025 (rispetto ai 95 del 2024), di cui 105 a gestione diretta e 20 in partnership.
Questi risultati trovano ulteriore conferma nell’andamento dell’export, che nel 2025 ha raggiunto il 69% del fatturato, per un giro d’affari di 134,5 milioni di euro, in crescita del 28,4%, a fronte di un incremento del mercato domestico più contenuto, pari al +5 per cento. L’Europa si conferma il motore del gruppo: le vendite nel Vecchio Continente sono aumentate del 28%, a 123,8 milioni di euro. “Stiamo portando avanti un importante lavoro di sviluppo della rete di punti vendita, con circa sei o sette nuove aperture all’anno. Ci stiamo concentrando soprattutto su Francia, Germania e Regno Unito, dove stiamo riposizionando la nostra presenza a Carnaby Street, passando da un negozio di 90 metri quadrati a uno store da 300. Il mercato britannico è per noi particolarmente strategico: oltre a darci grandi soddisfazioni, rappresenta il punto di riferimento per l’approccio al mercato americano”.

E proprio gli Stati Uniti rappresentano una delle grandi scommesse del marchio teen fashion fondato a Roma nel 1994 da Enrico Maria Sconciaforni e Alessandro Orsini. Nel 2025 l’azienda ha fatto il suo ingresso diretto nel Paese con una boutique presso il centro commerciale Roosevelt Field di Long Island, a cui ha fatto seguito, solo alcune settimane fa, l’inaugurazione del flagship store di Broadway. “L’intenzione è ora quella di esplorare il territorio dalla East Coast alla West Coast. Ci siamo posti come obiettivo l’apertura di 10-13 punti vendita entro il 2029-2030, distribuiti su tutto il territorio nazionale. Una missione ambiziosa, ma assolutamente percorribile”. Il prossimo passo sarà l’approdo sulla Fifth Avenue con un terzo negozio a stelle e strisce entro il 2026.
Ma la strategia statunitense non si limita alla crescita della rete fisica. “Il nostro obiettivo è entrare in contatto con il dna americano. Stiamo lavorando molto su questo”, sottolinea Sconciaforni. In quest’ottica, il marchio sta definendo una personalizzazione su misura per il mercato statunitense, che tocca la strategia di marketing, la comunicazione e persino la collezione. “Quest’ultimo elemento è ricorrente nel nostro modus operandi: abbiamo un ufficio stile a Roma che lavora a stretto contatto con i team locali dei diversi Paesi”. Lo stesso vale per la comunicazione: il marchio ha sempre puntato su un approccio understatement e continuerà in questa direzione, declinandolo in base ai diversi mercati. “Lavoriamo a stretto contatto con le nostre consumatrici ed è questo che ci differenzia”, spiega il presidente. “I team locali fanno da ponte tra il brand e le clienti, valorizzando i contenuti social generati dagli utenti. Negli Stati Uniti utilizziamo molto TikTok e Instagram, ad esempio per i contenuti legati all’opening di Broadway, mentre in Cina abbiamo incontrato alcune difficoltà iniziali legate alle differenze culturali. Grazie a un team completamente locale, però, abbiamo poi raggiunto ottimi risultati”.
Sul fronte degli altri mercati chiave, l’accelerazione impressa dall’ingresso di Nuo con una quota del 30% nel 2024 si è tradotta in nuove aperture in diverse aree geografiche. Nel 2025 Subdued ha fatto il suo ingresso nel mercato mediorientale con un primo punto vendita a Dubai, in partnership con un operatore locale. “Abbiamo in previsione di raddoppiare la presenza con un secondo store a Dubai Hills e di arrivare anche ad Abu Dhabi”, aggiunge Sconciaforni. Nel Sud-Est asiatico, l’espansione avviene attraverso il distributore Gill Capital Group: dopo la Thailandia, il piano prevede ulteriori aperture entro il 2027, con un secondo punto vendita a Singapore, il raddoppio della presenza a Bangkok e un nuovo store a Bali. In Cina, dove il brand opera in distribuzione diretta con negozi a Shanghai, Chengdu e Guangzhou, la roadmap prevede nuove aperture a Shenzhen e Hong Kong, mentre in Corea è atteso il secondo punto vendita a Seoul.
“Siamo molto soddisfatti del lavoro che stiamo facendo a livello globale: il posizionamento del marchio è coerente in tutto il mondo, e questo non è affatto scontato”, conclude Sconciaforni. “Avevamo qualche dubbio in vista del debutto americano: non sarebbe stato facile replicare in poco tempo i risultati già ottenuti in Europa, dove la nostra presenza è consolidata. Ma ci siamo riusciti”.
Con l’ingresso del fondo, il gruppo si è rafforzato anche sul piano manageriale e organizzativo, con interventi sul team e sulle strutture a supporto della crescita globale: tra questi, un nuovo polo logistico a Pomezia e un nuovo headquarter a Roma.
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