Sulle rotte del pensiero: tre festival per gente colta

La cultura fa spettacolo. E non parliamo solo di teatri e concerti. Nelle piazze, nei borghi e nelle città d’Italia fioriscono eventi dove le star non sono gli artisti ma i pensatori, gli storici, i filosofi.
Ci si incontra per ascoltare un dibattito di geopolitica, si prenota il proprio posto per incontrare un esperto di storia o scienze o natura, si va a teatro per una lectio magistralis sui temi di attualità. Segno dei tempi, probabilmente: abbiamo bisogno di capire come gira il mondo, di approfondire concetti cruciali di cui un post sui social non scalfisce neanche la superficie. Si va a un festival per pensare.
Dalla filosofia alla politica, dalla storia alla cultura del lavoro, sono tanti i temi al centro di festival sempre più seguiti e dai programmi sempre più ricchi, che combinano piazze, teatri e borghi con esperienze stimolanti e arricchenti.
Eccone tre, in corso e in arrivo, per inaugurare la stagione autunnale.
Il festivalfilosofia anima Modena, Carpi e Sassuolo
Dedicato al tema caos, il festivalfilosofia 2026 è in programma a Modena, Carpi e Sassuolo. Giunto alla sua ventiseiesima edizione, fino a domenica 20 settembre vede andare in scena oltre 150 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre e spettacoli. Si discuterà di disordine e incertezza, caos strategico e cambiamento storico, per mostrare che il caos non è semplice confusione, ma segue una logica e può essere generativo. Gli appuntamenti sono tutti gratuiti.
Piazze e cortili ospiteranno 58 tra lezioni magistrali e dibattiti che vedranno protagonisti personalità di spicco del settore e voci nuove.
Tra i protagonisti si ricordano Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Michela Marzano, Stefano Massini, Massimo Recalcati. Tra chi è al “debutto”: David Armitage, Pierre Charbonnier, Mario Del Pero, Serenella Iovino, Luke Kemp, Carlo Ossola, Alfio Quarteroni, Mariarosaria Taddeo, Guido Tonelli.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: studiose e studiosi autorevoli commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema del caos. Per il pubblico del web, sarà approntato un programma di dirette di lezioni sui canali del festival, in attesa della pubblicazione dell’intero programma la settimana successiva alla manifestazione.
Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Mentre diversi appuntamenti espositivi faranno emergere il connubio di caos e creatività nei processi artistici, alcuni appuntamenti performativi metteranno in scena il caos contemporaneo e le sue implicazioni: così Domenico Starnone sugli effetti di equivoci, errori e segreti nei nostri percorsi esistenziali, Mario Tozzi a proposito delle responsabilità umane nei confronti del cambiamento climatico, Andrea Pennacchi sul male della guerra, e il collettivo de La Ragione di Stato su come anche lo sport mondiale, soprattutto il calcio, rispecchi le follie e gli eccessi della geopolitica.
Inoltre sono quasi 40 le mostre e installazioni proposte in occasione del festival da un’ampia rete di istituzioni artistiche pubbliche e gallerie private.
A Saluzzo la Festa del libro medievale e antico
Sarà “A tavola nel Medioevo” il tema della sesta edizione della Festa del libro medievale e antico di Saluzzo, manifestazione libraria e fieristica nata nel 2021 per raccontare e approfondire la cultura e la storia medievale attraverso diverse espressioni creative e artistiche, così da comprendere le influenze dell’Età di mezzo sul mondo contemporaneo.
Promossa dalla Città di Saluzzo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino e la Fondazione Amleto Bertoni, la Festa si svolgerà sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. La manifestazione si aprirà venerdì 23 ottobre con la lectio inaugurale di Jacopo Veneziani e sarà preceduta, a partire dal mese di settembre, dai tradizionali appuntamenti di avvicinamento diffusi sul territorio “I racconti del Marchesato”. Si completerà sabato 31 ottobre con un momento speciale dedicato al “Premio Chevalier Errant”.
Tra i primi ospiti annunciati per i giorni della Festa: le medieviste Virtus Maria Zallot e Beatrice Del Bo, protagoniste di un incontro in anteprima a Portici di Carta, dedicato ai mestieri considerati infamanti nell’Età di mezzo (11 ottobre); Jacopo Veneziani , storico dell’arte e tra i più noti divulgatori culturali italiani, con la lectio inaugurale “A tavola con l’arte. Cibo e convivialità dal Medioevo a oggi” (23 ottobre); Stefano Nazzi, apprezzatissimo autore del podcast Indagini, con la lectio “Efferati omicidi nel Medioevo” nella serata conclusiva della Festa (25 ottobre); il Maestro Jordi Savall, celebre interprete di musica antica di rilievo internazionale, e il regista e sceneggiatore Fredo Valla, in dialogo tra loro per il conferimento del “Premio Chevalier Errant”, a cui seguirà uno speciale concerto dello stesso Savall (31 ottobre). Senza dimenticare gli appuntamenti “I racconti del Marchesato” (www.monasterodellastella.it), che da settembre a ottobre animeranno il territorio, da Manta a Verzuolo, da Lagnasco a Staffarda e in altri paesi del saluzzese.
Tra le novità principali della sesta edizione, il primo Silent Book Party della Festa del libro medievale e antico di Saluzzo, in programma sabato 17 ottobre negli spazi storici della Castiglia, come anteprima della manifestazione, e l’apertura del sito web festalibromedievaleantico.it dedicato alla Festa, che racconterà ospiti, programma, novità e aggiornamenti sul tema.
«Nel Medioevo, l’alimentazione è una necessità, ma anche il primo elemento di distinzione sociale – spiegano i curatori della Festa Beatrice Del Bo, medievista e docente all’Università degli Studi di Milano, e Marco Pautasso, segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino –. Tipologie di cibi e quantità rendono immediatamente evidente la capacità economica e il livello sociale di una persona. Alcuni ingredienti esclusivi sono marcatori di potere e ricchezza: la carne – enormi razioni di cervo e di orso -, e le costosissime spezie. Ma il cibo, oltre a segnalare la disponibilità di denaro, è indicativo di percorsi di vita : una dieta a pane e acqua, per esempio, è la scelta alimentare estrema degli eremiti, oppure la punizione imposta per un crimine. Persino il colore del pane è un marcatore sociale: bianco per i ricchi, scuro per i poveri. Regimi alimentari diversi connotano, inoltre, l’appartenenza religiosa. La tavola è, poi, uno spazio politico imprescindibile: il banchetto è il luogo per eccellenza in cui si mette in scena lo spettacolo dell’ostentazione e, al tempo stesso, dove si intessono le relazioni diplomatiche tra i potenti, mentre la taverna è l’ambiente dove il popolo progetta le rivolte. Un vaso per il basilico, una pagnotta con una croce disegnata, un “pavone vestito”, un corallo a forma di alberello con appese lingue serpentine e un contadino che ruba i fichi da un albero sono alcune delle immagini del Medioevo a tavola, tra simbolismo e vita quotidiana, che troveranno spazio nella narrazione della VI Festa del libro medievale e antico».
Festival di Letteratura del Lavoro a Crespi d’Adda
L’11 ottobre prende il via a Crespi d’Adda – villaggio operaio Unesco e luogo simbolo della cultura del lavoro – l’ottava edizione del Festival di Letteratura del Lavoro Produzioni Ininterrotte. Fino al 6 dicembre, il borgo in provincia di Bergamo ospiterà oltre venti appuntamenti a ingresso libero con autori, artisti, giornalisti, storici e imprenditori animeranno l’Unesco Visitor Centre di corso Manzoni 18, nel cuore del borgo operaio. Il festival è promosso dall’Associazione Crespi d’Adda.
L’edizione 2026 indaga l’etica del lavoro tra passato, presente e futuro ripercorrendo le trasformazioni profonde che hanno ridefinito il panorama economico e produttivo, spinte negli ultimi anni dalla rapida evoluzione tecnologica. Al centro del programma c’è il delicato equilibrio tra visione imprenditoriale, innovazione e centralità della persona che vive e opera nei meccanismi del sistema produttivo. Una sezione fondamentale del Festival è dedicata alla memoria: alle vicende sociali ed economiche che hanno plasmato la nostra società e continuano a sostenerne valori e identità, elemento imprescindibile per costruire nuove visioni del futuro. Come nelle scorse edizioni, il confronto si sviluppa attraverso una pluralità di linguaggi – dalla letteratura alle arti visive, dall’architettura alla storia sociale, dall’attualità alla tecnologia, fino alla filosofia, alla sociologia, all’urbanistica, alla pittura e alle pratiche performative – per restituire la complessità del lavoro contemporaneo.
A Produzioni Ininterrotte si discuterà di salute e sicurezza, dalla prevenzione al benessere nei luoghi di lavoro, per promuovere ambienti più sicuri e luoghi di lavoro più attenti all’aspetto psicofisico dei lavoratori. Ne parlano l’11 ottobre Andrea Guarguaglini, psicologo, psicoterapeuta e gli esperti di sicurezza sul lavoro Francesco Belliti e Gianluca Pardini nella presentazione di Il pentagramma della prevenzione. Fertili contaminazioni tra musica e sicurezza sul lavoro, un nuovo sguardo sul tema che unisce persone, competenze e organizzazione attraverso la metafora della musica. Il 24 ottobre, con Fabbriche d’Italia, Roberto Parisi, storico dell’architettura e tra i maggiori esperti di patrimonio industriale, propone una riflessione sulla fabbrica come luogo vivo e complesso, dove si intrecciano produzione, architettura, controllo, innovazione e conflitti tra saperi, interessi e visioni del progresso. Marta Averna, architetto e ricercatrice con Onore al lavoro, il 25 ottobre, guida il pubblico alla comprensione degli spazi interni dell’architettura industriale, rendendo leggibile e abitabile il luogo del lavoro. Coniugare armoniosamente ambiente, lavoro e giustizia sociale, trasformando un ideale in un progetto urbano realizzabile è invece il focus affrontato da Pino Viscusi, pittore, storico, critico d’arte, il 5 dicembre, in Le città del sogno.
Produzioni Ininterrotte è anche cultura d’impresa: un viaggio nelle storie delle imprese che hanno segnato il nostro Paese, per comprendere come visioni e scelte imprenditoriali abbiano modellato economia e società. Il 18 ottobre Francesco Cattaneo presenta Il segreto dei Doneda, storia della famiglia bergamasca che, dagli anni Trenta, crea un impero nel settore dell’estrazione e commercio di sabbia e ghiaia. Il 14 novembre Francesco Vena, quarta generazione della storica azienda familiare di 130 anni, Amaro Lucano, racconta Cosa vuoi di più dalla vita? un percorso tra artigianalità, cultura popolare e innovazione industriale. La storia della Birra Peroni è, invece, quella raccontata da Enrico Galasso, presidente e ad Birra Peroni, ospite a Crespi d’Adda il 29 novembre.
Altro tema importante del festival è la dignità del lavoro e la lotta allo sfruttamento. È affrontato da Sara Monaci, giornalista de Il sole 24ore, il 29 ottobre con Sfruttamento made in Italy, un’inchiesta sulle ombre del lavoro contemporaneo: società fantasma, contratti irregolari, turni estenuanti. Con lo storico Giovanni Ferrarese il 7 novembre nell’incontro Il caporalato si affronta il tema del caporalato in Italia dal dopoguerra ad oggi.
Altro pilastro del cartellone 2026 si può riassumere in memoria e identità: un invito a riscoprire le radici della storia collettiva, per comprendere come il passato continui a plasmare valori, identità e visioni del futuro. In apertura del festival l’11 ottobre Fabrizio Menalli e Luigi Cortesi nell’incontro Chiamati all’armi ricordano i volti e le voci dei cittadini di Capriate San Gervasio e Crespi d’Adda travolti dal turbine della Seconda Guerra Mondiale, tra cui Benigno “Nino” Crespi, il tenente colonnello che documentò con la sua inseparabile Leica e i suoi diari la tragica epopea del fronte russo e la “battaglia di Natale”. Il 1° novembre, nell’incontro O che tu leggi ricorda Matteo Rabaglio conduce il pubblico in un viaggio attraverso oltre tremila lapidi tra Adda e Brembo, capaci di ricostruire un atlante di vite comuni e valori condivisi. Si fa un salto oltreoceano, invece, il 14 novembre con Fabbrica e ring. Sei storie dal Michigan. Romeo Orlandi racconta un secolo di America attraverso storie di pugili e operai, di ring e fabbriche, sogni e contraddizioni. Quello di una delle firme più autorevoli della narrativa italiana, Maurizio Maggiani, il 22 novembre, con La memoria e la lotta, vuole essere un inno alla memoria come atto di libertà e resistenza. La memoria, poi, è anche un insieme di immagini: quelle dell’artista lombardo Giovanni Brambilla, i cui paesaggi e le nature morte hanno da tempo varcato le soglie nazionali ed europee.
Saranno proiettati anche due documentari. Il 31 ottobre Winder than the sky di Valerio Jalongo esplora le applicazioni della scienza nelle discipline artistiche, tra robot umanoidi e possibili loro capacità emotive. Salvatore. Il calzolaio dei sogni di Luca Guadagnino, il 14 novembre, racconta la vita del designer e imprenditore italiano Salvatore Ferragamo, dalle umili origini a Napoli fino al successo internazionale.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)