Suprematismo, razzismo e incitazione al terrorismo in chat: tra i minori perquisiti anche un genovese

25 Settembre 2026 - 17:00
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Suprematismo, razzismo e incitazione al terrorismo in chat: tra i minori perquisiti anche un genovese
foto chat whatsapp

Genova. C’è anche un minorenne genovese tra i 13 al centro di una maxi operazione contro propaganda razzista e addestramento al terrorismo online condotta dal Ros dei carabinieri.

Giovedì mattina militari dei comandi di Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento e gli agenti della Digos della questura di Verona, coordinati dalla direzione centrale della polizia di prevenzione e con l’ausilio delle Digos di Napoli, Benevento, Bresca e Trento, su delega delle procure di Roma e di Venezia, hanno dato esecuzione a 17 decreti di perquisizione personale, locale e informatica: 13 riguardano minorenni, 4 maggiorenni.

Le chat e i contenuti: Adolf Hitler, SS, fascismo e attentatori suprematisti

Le indagini sono state avviate nell’area accelerazionista, suprematista e neonazista presente su vari social media e app di messaggistica, principalmente TikTok e Telegram. Gli investigatori hanno individuato due specifici gruppi, uno denominato Chat del Nuovo Ordine Europeo e uno Fronte Fascista Italiano, in cui i partecipanti condividevano materiale sui principali attentatori suprematisti degli ultimi anni, video di noti terroristi, tra cui Brenton Tarrant, esaltandone le gesta, esaltavano la figura di Adolf Hitler, delle SS, del fascismo e dei principali simboli suprematisti, incitavano all’odio e giocavano a videogiochi violenti in cui le vittime erano minoranze etniche.

Nei gruppi manuali per costruire ordigni, maneggiare le armi e fare stragi

Negli stessi gruppi venivano anche fornite precise istruzioni operative e di addestramento per la fabbricazione e l’impiego di ordigni esplosivi artigianali, armi da fuoco e armi bianche, condividendo video e immagini di propaganda dell’ideologia nazista, suprematista della razza bianca, di incitamento all’odio contro gli ebrei e negazione dell’Olocausto. Nelle chat venivano scambiati messaggi e post razzisti, di incitamento all’odio contro gli ebrei, i neri, gli omosessuali, video di esecuzioni sommarie e massacri e propaganda del gruppo suprematista “The Base”.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di armi bianche, vessilli e oggetti che richiamano la simbologia nazista, e i tanti smartphone, tablet e computer usati per convivere il materiale.

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