Tassiamo i petrolieri. Sul podcast di greenreport le proposte contro il caldo estremo

Il podcast “La settimana di greenreport”, realizzato a cura del direttore responsabile Maurizio Izzo – disponibile sulle nostre pagine come sulle principali piattaforme, da Spotify a Spreaker alle altre – si apre con una proposta rivoluzionaria che però non viene da un rivoluzionario vero e proprio, né da un estremista. La proposta di tassare i petrolieri viene dal presidente delle nazioni unite Guterres e ha a che fare con il fatto che fa caldo: l’Europa si sta riscaldando più rapidamente di qualsiasi altro continente e ne stiamo pagando il prezzo in vite umane. Più di 200mila persone in Europa sono morte per il caldo in appena quattro anni.
Quindi? Quindi occorre intanto adattarsi e rendere le nostre città più vivibili e per costruire città e territori capaci di adattarsi servono risorse per il welfare climatico, l’efficienza energetica, il verde urbano, le infrastrutture pubbliche, l’accesso all’acqua e la transizione verso energia pulita e conveniente. Risorse che, secondo le Nazioni Unite, possono essere trovate anche intervenendo su chi continua a beneficiare della dipendenza dai combustibili fossili. Ecco la proposta di Guterres: «Le otto maggiori compagnie di combustibili fossili hanno incassato 6,5 miliardi di dollari in più solo nel primo trimestre di quest’anno – ha detto Guterres – e questo dato include appena un mese della crisi in Medio Oriente, mentre il prezzo del petrolio continuava a salire e i profitti crescevano. Sono guadagni inaspettati nati dal dolore, dall’instabilità, dalle difficoltà e dalla dipendenza. Esorto i governi a tassarli».
E a proposito di caldo estremo, Erasmo d’Angelis ci ricorda che il “Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”, adottato dal Governo il 21 dicembre 2023 e frutto di 9 anni di studi e aggiornamenti scientifici e tecnici di 6 governi, con oltre 500 misure urgenti, rimane nei cassetti, privo di governance e soprattutto di fondi e nel disinteresse generale.
Ma il Parlamento continua a occuparsi d’altro. Nei prossimi giorni il ddl sulla caccia selvaggia passerà alla Camera dei deputati. Secondo i parlamentari di opposizione, l’esecutivo ha deliberatamente ignorato i ripetuti richiami scientifici e i dati tecnici degli istituti di ricerca pur di legalizzare pratiche che rischiano di alimentare il bracconaggio. Parallelamente, le maggiori associazioni animaliste e ambientaliste hanno unito le forze in una mobilitazione straordinaria, ribattezzando il provvedimento «ddl Sparatutto».
Con questa puntata, il podcast col racconto settimanale di greenreport si prende una pausa: dalla prossima settimana troverete sul giornale e su tutte le piattaforme un nuovo podcast. Sarà dedicato alle città spugna, ovvero alla capacità dei centri urbani di adattarsi al clima che cambia. Città più verdi, più sicure, più vivibili. Si può? Sì perché l’hanno già fatto, e nel podcast realizzato con Mauro Grassi faremo proprio un giro del mondo per capire come sono cambiate grandi e piccole città nel mondo. Nella prima puntata vedremo come nasce il termine “città spugna” e poi saremo a Londra, Parigi, Barcellona, Copenaghen, Amsterdam e infine in Italia, dove non troveremo una bella situazione. Ma sarà un bel viaggio: si parte dal 6 luglio su greenreport e sulle piatteforme di podcast.
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