Torna “Voler bene all’Italia”, la campagna di Legambiente dedicata ai piccoli comuni e ai territori marginali e montani

1 Giugnoe 2026 - 12:25
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Torna “Voler bene all’Italia”, la campagna di Legambiente dedicata ai piccoli comuni e ai territori marginali e montani

C’è la cooperativa umbra che dice no all’overtourism, c’è l’azienda agricola lucana che punta su agroecologia e agricoltura sociale e rinnovabili, c’è il comune più piccolo del Lazio che affronta il tema della gestione boschiva e ci sono esperienze nelle Marche e in Campania dove le rinnovabili generano lavoro e risparmio in bolletta, senza dimenticare la cooperativa forestale piemontese che punta al chilometro zero dando valore al territorio o l’apiario di comunità nato in Molise e le tante, tante altre realtà che dimostrano che c’è un’Italia in fermento che scommette sulla transizione ecologica ed energetica. Non sono solo le grandi città a dare forti segnali in questo senso. L’esempio arriva anche da tanti piccoli comuni (sotto i cinque mila abitanti) e paesi medi (sopra i cinque mila) che con le loro comunità dimostrano cosa si può fare in questi territori. Ce ne parla Legambiente, come ogni anno di questi tempi.

Nel 2026 sono sette «le best practices targate Voler Bene all’Italia», in prima linea nella transizione ecologica, e che hanno raggiunto obiettivi concreti in tema di economia e filiere circolari rinnovabili, di agroecologia e gestione sostenibile delle risorse naturali e del turismo attivo.  Quest’anno le migliori esperienze territoriali e comunitarie hanno trovato terreno fertile in Umbria, Molise, Campania, Lazio, Marche, Basilicata e Piemonte. A censirle e a farle conoscere e scoprire, con visite guidate e incontri, è Legambiente con la sua campagna nazionale “Voler Bene all’Italia”, patrocinata da Uncem e dalla Fondazione Symbola, e dedicata quest’anno alla memoria di Simone e Alessio Gentile, due fratelli e soci di Legambiente scomparsi prematuramente, tra i protagonisti della rinascita di Castel del Giudice (IS).

Dal 31 maggio all’8 giugno, la campagna “Voler Bene all’Italia”, a 80 anni dalla nascita della Repubblica, farà tappa in questi luoghi che dimostrano con i fatti un modello concreto di «voler bene» al proprio territorio in chiave sostenibile contrastando crisi climatica e demografica. Novità di quest’anno, l’aver censito per la prima volta tra le best practices anche due comuni sopra i 5mila e i 10mila abitanti, ossia Narni (TR) che conta 17.588 abitanti e Castellamonte (TO) con 9.849 abitanti.  Alle sette realtà di quest’anno se si sommano quelle censite lo scorso anno si arriva in tutto a 14 best practice targate “Voler bene all’Italia” mappate in tutto in undici regioni (oltre a quelle elencate prima ci sono anche Toscana, Calabria, Puglia e Abruzzo).  Storie che arrivano in gran parte dagli Appennini: la montagna, ricorda Legambiente, abitata per eccellenza dato che interessa 15 Regioni, 48 province e 1.601 comuni (il 20% dei Comuni italiani e il 46,5% di quelli classificati montani) per la gran parte piccoli o piccolissimi, nei quali vivono 3,9 milioni abitanti (appena il 6,6% della popolazione totale). Qui, stando anche all’ultimo Montagne Italia 2025 di Uncem, le persone che hanno trasferito la propria residenza in uno dei 3.417 comuni della Montagna italiana hanno largamente superato quelle che hanno abbandonato quegli stessi comuni con un saldo positivo che ha avvicinato le centomila unità (99.574).

«Anche quest’anno la nostra campagna nazionale Voler Bene all’Italia – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – che si festeggia dal 31 maggio all’8 giugno in concomitanza alla Festa della Repubblica che celebra i primi 80 anni, si fa promotrice di quei cantieri della transizione ecologica che stanno traghettando l’Italia verso un futuro più green e più giusto. Si tratta di buone pratiche che sono già attive o si stanno sviluppando nei diversi territori a partire da quelli montani e collinari, che rappresentano ancora oggi la spina dorsale del Paese. Sono esperienze che raccontano la grande forza generativa in termini di valorizzazione, economia, lavoro e occupazione che queste esperienze anno. Una contro narrazione concreta rispetto a chi vede gli impianti, ad esempio per produrre energia rinnovabile, come un attacco al territorio, invece di considerarli una scelta strategica, positiva e necessaria per le comunità e per il Paese».

«La transizione ecologica – commenta Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente - è la risposta più efficace per combattere la crisi demografica e climatica che colpisce gran parte delle aree interne e montane favorendo al tempo stesso uno sviluppo locale sostenibile. Non dimentichiamo inoltre che porta benefici economici e sociali per i territori generando nuovi posti lavoro, sviluppo sostenibile, rilancio dei servizi territoriali. Alla luce di ciò, torniamo anche a ribadire che i piccoli comuni e più in generale le aree interne del Paese non devono essere lasciate sole, servono finanziamenti e interventi per rafforzare i servizi dei territori, ridurre la marginalità e il disagio insediativo, per creare lavoro e migliorare la protezione delle persone e dei territori resi sempre più fragili dall’impatto della crisi climatica».

Tornando alle 7 migliori esperienze 2026 targate Voler Bene all’Italia, c’è Stifone, frazione di Narni (TR), in Umbria da dove ieri è partita la campagna di Voler Bene all’Italia parlando di turismo attivo e sostenibile a partire dall’esempio della cooperativa sociale "Comunità Parco Gole del Nera", che sta contrastando l'overtourism attraverso una gestione partecipata e sostenibile. In un solo anno di attività ha accolto oltre 41.000 visitatori, creato occupazione per 20 persone, quasi tutti giovani molti dei quali appartenenti a categorie svantaggiate. Nel 1892, Stifone entra nella storia dell’energia italiana con la costruzione di uno dei primi impianti idroelettrici del Paese, a seguire, fu edificata anche una seconda centrale, quella della Morica. Altra best practice arriva dall’Alto Molise da Castel Giudice (IS), piccolo comune montano conosciuto per i progetti di rigenerazione urbana, agricoltura biologica e per l’apiario di comunità. Quest’ultimo, voluto dal Comune, da Legambiente e dalla rete di apicoltori che operano nelle aree interne dell’appennino molisano-abruzzese, è l’esito di una unione di intenti tra diversi soggetti, pubblici, privati e associativi, che hanno portato avanti i valori della tradizione rurale e che, insieme, sviluppano economia sostenibile e tutela del territorio e della biodiversità. L’apiario di comunità sarà il tema dell’iniziativa di Voler Bene all’Italia in programma il 2 giugno alle ore 11.00 dal titolo “Miele in comunità: smielatura in piazza in ricordo di Simone e Alessio Gentile”, si potrà anche donare per una raccolta fondi e ricevere il miele prodotto in giornata.

 Altri esempi: nelle Marche e in Campania la transizione ecologica delle aree interne passa anche dalle rinnovabili e dai sistemi di accumulo. A Serrapetrona (MC) dov’è stato realizzato il primo impianto eolico realizzato nelle 2014 nelle Marche, voluto dai comuni, con Veler Bene all’Italia venerdì 5 giugno ore 10.00 (Mulino del Borgo) si discuterà di come le filiere rinnovabili e la gestione sostenibile del bosco hanno promosso l’economia locale compresa quella turistica. A Buccino (SA), in Campania, si trova invece l’impianto Mgtes – Magaldi green thermal energy storage, inaugurato nel settembre 2025 e il primo in Italia del suo genere. Si tratta di un sistema di accumulo di energia termica basato sulla tecnologia del letto di sabbia fluidizzato e consente di immagazzinare energia termica proveniente da fonti rinnovabili o direttamente dalla rete elettrica quando i prezzi dell’energia sono bassi, per poi rilasciarla quando serve.  Qui il 6 giugno ore 10.30 farà tappa Voler Bene all’Italia premiando anche “i green workers”. L’impianto, con capacità di circa 7,5 MWh termici, alimenta i processi produttivi di I.GI S.p.A. e contribuisce alla riduzione dei consumi di gas e delle emissioni, stimate in oltre/circa 500 tonnellate di CO₂ all’anno.

Per quanto riguarda i temi agroecologia e gestione forestale sostenibile, in Basilicata a Rotondella, in provincia di Matera, Voler Bene all’Italia farà tappa domenica 7 giugno e farà scoprire la Masseria Nivaldine, un’azienda agricola ortofrutticola, viticola e olivicola con annesso laboratorio di trasformazione e fattoria didattica che unisce agroecologia e agricoltura sociale con percorsi educativi per scuole, famiglie e gruppi finalizzati anche all’inserimento lavorativo. Qui si coltivano e conservano la biodiversità frutticola tradizionale, custodiscono due patriarchi da frutto della regione Basilicata, un vigneto sperimentale per la caratterizzazione di un vitigno autoctono, e fanno parte della rete dei produttori del Presidio Slow Food Pera Signora della Valle del Sinni.  Nel rietino a Marcetelli, sabato 6 giugno ore 11.00 presso il Centro il Ghiro, Voler Bene all’Italia ci porta nel più piccolo comune del Lazio (56 abitanti), nella Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia, con la più alta copertura boschiva e da dove ci si confronta sul tema come gestire il patrimonio forestale. Qui verrà presentato il rapporto “Foreste in Comune” realizzato da Pefc Italia con il supporto con il supporto di Uncem e Legambiente. In Piemonte, invece, nel cuore del Canavese, incastonata fra le colline che circondano Castellamonte, comune che dal 2023 è parte del sito Unesco Sacri Monti piemontesi, si trova il Centro del Legno del Canavese, un moderno centro per la trasformazione del legno che si potrà visitare lunedì 8 giugno con Voler Bene all’Italia, Uncem e Pefc Italia.  Il Centro è parte integrante della prima lavorazione del legname di provenienza prevalentemente piemontese che produce semilavorati e prodotti finiti da opera e di pregio, quali travature, rivestimenti interni ed esterni per edifici, pavimenti rustici ed arredi per esterno. Unendo conoscenze, competenze ed esperienze con altre importanti realtà del territorio come la Cooperativa Valli Unite del Canavese, si è dato vita al progetto “Si parte dal bosco” per offrire un servizio completo che parte dalla progettazione, ricerca e fornitura della materia prima, fino alla messa in opera. Il progetto del Centro del Legno nasce dall'esigenza di completare l'anello mancante della filiera bosco-legno in Canavese.

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