Eventi estremi, ieri l’ennesimo morto. Il Wwf: «Sempre più urgente definire le priorità e finanziare il piano di adattamento»

Quanto costano gli eventi estremi in Italia? 145 miliardi di euro e 57mila morti dal 1980. E in Europa? 822 miliardi di euro e 441mila vittime, sempre dal 1980. Eppure c’è ancora chi nega il legame tra alluvioni, uragani, siccità e la crisi climatica indotta dalle attività umane alimentate a combustibili fossili, c’è ancora chi nell’Unione europea lavora per smontare pezzo dopo pezzo l’agenda climatica comunitaria e c’è ancora chi, in Italia, ovvero il governo italiano, guida in Europa questo fronte sventolando il vessillo della competitività, come dimostrano le battaglie condotte qualche mese fa sul fronte dei trasporti e ora su quello del mercato delle emissioni.
Eppure non mancano, purtroppo, le conferme del legame tra innalzamento delle temperature globali ed eventi meteo estremi. In Italia, l’ultima è di ieri: mentre la Penisola è spezzata a metà tra violente precipitazioni al nord e caldo record al sud, mentre la crisi climatica sta mostrando tutta la sua devastante potenza di estremizzazione dei fenomeni, con effetti purtroppo drammatici, nel modenese una persona è morta in un incidente stradale causato con tutta probabilità da un nubifragio particolarmente violento. E, come se non bastasse, oltre a questo singolo, drammatico caso, molte si presume siano anche le conseguenze sulla salute di migliaia di persone, benché manchino dati ufficiali, a differenza che in Paesi europei.
Secondo i dati pubblicati da EuroMOMO (una rete sostenuta dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dall'Organizzazione mondiale della sanità), gli Stati europei hanno registrato oltre 10mila decessi in eccesso durante l'ondata di caldo estremo che ha investito l'Europa occidentale alla fine di questo giugno. La stragrande maggioranza dei casi, oltre 9.000, riguardava persone di età pari o superiore a 65 anni.
Bruciano poi i boschi, molti sono gli incendi attivi in diverse regioni d'Italia, in Sardegna ma anche al nord in Piemonte e Friuli-Venezia Giulia. In Spagna a causa di un mega-incendio di quasi 10mila ettari in Andalusia si sono registrati almeno 12 vittime e 23 dispersi.
Anche il Po mostra gli effetti drammatici della crisi climatica: in questi giorni la portata (260-300 mc/s) è appena un quarto della media storica, mentre l’acqua marina sta risalendo per 25 km nel Delta.
Nelle ultime ore il Consorzio LaMMa ha diffuso delle immagini satellitari del sistema temporalesco che ha investito il nord Italia. «Al centro si nota una specie di piccola cupola, tanto sviluppa in altezza da riuscire proiettare la propria ombra. Si tratta di un “overshooting top”, segnale inequivocabile di moti convettivi estremamente intensi, sia ascendenti che discendenti», fanno notare gli esperti. «Queste caratteristiche indicano non soltanto la presenza di forti grandinate caratterizzate da chicchi di grandi dimensioni, ma anche di intense correnti discendenti (downburst). Queste possono abbondantemente superare, al suolo, i 100 km/h, provocando rovinose raffiche lineari. Alla base di un sistema così vasto e intenso c’è l’enorme quantità di energia disponibile per i temporali (CAPE) presente nel catino padano, accumulata dal caldo anomalo di questi giorni».
Eppure, c’è ancora chi nega una connessione tra riscaldamento globale ed eventi meteo estremi. Oppure, c’è chi non pensa sia il caso di intervenire con azioni conseguenti. Oppure, ancora, c’è chi nel frattempo che accadono tutte queste cose, semplicemente tace.
Già, perché di fronte a tutto ciò, come denuncia il Wwf, «nel frattempo, il governo sembra restare fermo, il ministro dell’Ambiente continua a tacere e parlare solo di nucleare, mentre autorevoli esponenti della maggioranza continuano a minimizzare la crisi climatica. Un comportamento inaccettabile che ignora la realtà». Per questo l’associazione ambientalista invita i cittadini a far emergere il peso dell’impatto dei fenomeni climatici sulla propria vita. Per aiutarli, il Panda ha promosso, con il sostegno del Movimento Laudato Si’ ed altre realtà civiche, un’indagine partecipata per analizzare l’impatto concreto della crisi climatica sulla vita quotidiana della popolazione, il grado di preparazione familiare e di comunità, nonché l’efficacia degli aiuti pubblici e privati (istituzioni e assicurazioni).
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