Transform: al via in Francia il programma di ricerca sull'abitabilità della Terra

Le ondate di calore e gli incendi dell'estate 2026 hanno ricordato concretamente a gran parte dell’Europa le problematiche legate all'abitabilità dei territori: non si tratta solo della possibilità di viverci, ma anche di prosperare, in condizioni soddisfacenti sia per gli esseri umani che per le altre specie.
Per questo la Francia il 29 settembre ha dato il via a PEPR TRANSFORM - Pour une Terre habitable, un programma di ricerca esplorativa che incrocia scienze umane e sociali, ecologia e scienze della Terra e che si propone di comprendere e affrontare al meglio le interazioni tra le società umane e i loro territori nel contesto del cambiamento globale.
TRANSFORM punta anche a individuare le condizioni necessarie. Con un finanziamento di 50 milioni di euro in 10 anni, questo nuovo programma nazionale è guidato dal Centre national de la recherche scientifique (CNRS) e dall'Institut français de recherche scientifique internationale (IRD) e si baserà su progetti sperimentali che coinvolgeranno scienziati e comunità locali. E’ realizzato a nell’ambito di France 2030 che vuole «Trasformare in modo sostenibile i settori chiave della nostra economia (sanità, energia, automotive, aerospaziale e spaziale) attraverso l'innovazione tecnologica e posizionare la Francia non solo come attore, ma come leader nel mondo di domani». I finanziamenti di France 2030 sono gestiti dal Secrétariat général pour l’investissement per conto del primo ministro e messi in opera dall’Agence de la transition écologique (ADEME), dall’Agence nationale de la recherche (ANR), da Bpifrance e dalla Banque des Territoires.
CNRS e ADEME sottolineano che «A livello globale, l'abitabilità assume molteplici forme. Il programma TRANSFORM si propone di studiare e mappare questa diversità analizzando il funzionamento dei socio-ecosistemi e le interazioni che contribuiscono alla loro abitabilità in una serie di contesti locali molto diversi tra loro. Il progetto PEPR TRANSFORM è un programma nazionale di ricerca esplorativa che si propone di comprendere meglio le trasformazioni in atto nei territori e di sviluppare soluzioni per preservarne e ripristinarne l'abitabilità.».
Valérie Verdier, presidente e amministratore delegato dell'IRD, è intervenuta al lancio dell’iniziativa al Ministero per l'Europa e gli Affari Esteri a Parigi e ha sottolineato «La necessità di un approccio multidisciplinare per comprendere la complessità delle trasformazioni sociali ed ecologiche». In particolare, ha evidenziato «L'esperienza dell'IRD nello sviluppo della scienza della sostenibilità, che da oltre un decennio rappresenta un pilastro fondamentale della sua strategia scientifica. Questo approccio si basa sulla ricerca interdisciplinare e su meccanismi che facilitano il dialogo tra ricercatori, esperti e professionisti. L'IRD intende sfruttare questa esperienza per il progetto TRANSFORM, integrando quella del CNRS».
Il programma prevede in particolare la creazione di "laboratori di trasformazione terrestre", che riuniranno discipline umanistiche e sociali, ecologia, scienze della Terra e popolazioni locali per produrre congiuntamente nuove conoscenze sulle sfide dell'abitabilità. Diversi di questi laboratori saranno sviluppati a livello internazionale, avvalendosi delle strutture di ricerca esistenti dell'IRD e del CNRS.
La dimensione internazionale costituisce il secondo asse principale e per la Verdier «Comprendere l'abitabilità dei territori richiede di tenere conto delle esperienze e delle conoscenze prodotte nelle regioni intertropicali e mediterranee, dove le trasformazioni ambientali e sociali sono particolarmente accentuate. A questo proposito, il PEPR TRANSFORM, i cui laboratori terrestri all'estero sono dislocati in quattro continenti, dà un contributo significativo alla politica di diplomazia scientifica della Francia. Madagascar, Vietnam, Ecuador, Zimbabwe e potenzialmente Senegal sono tra le aree prese in considerazione per i futuri "laboratori di trasformazione terrestre", con l'IRD al centro del loro sviluppo. Questa ricerca consentirà il dialogo tra esperienze e conoscenze provenienti da territori e culture diverse, al fine di comprendere meglio le condizioni per un'abitabilità sostenibile e di sviluppare risposte adattate ai contesti locali«.
Oltre alla produzione di conoscenza scientifica, TRANSFORM si propone di esplorare nuove forme di dialogo tra scienza e società. Il programma prevede, in particolare, la creazione dell'Earth Institute for Transformation (EIT) all'interno della Cité Internationale Universitaire de Paris, in collaborazione con il Théâtre de la Cité Internationale, uno spazio che svilupperà progetti all'intersezione tra scienza, arte e società, attingendo a teatro, arti visive, design, cinema e scrittura.
Per l'IRD, questa ambizione si allinea a una convinzione di lunga data: «Di fronte alla complessità delle trasformazioni globali, la scienza deve essere in grado di far dialogare discipline, conoscenze ed esperienze per contribuire a costruire un futuro auspicabile».
Con il lancio di TRANSFORM, l'IRD e il CNRS aprono una nuova fase della loro cooperazione attorno a una sfida comune: comprendere meglio le condizioni di abitabilità della Terra e contribuire, insieme alle società, alla sua trasformazione.
TRANSFORM si baserà su azioni concrete: Mappatura degli ambienti e della loro abitabilità, al fine di produrre nuove conoscenze direttamente dai territori. Coinvolgere le popolazioni locali, le loro conoscenze e gli stakeholder locali nel processo di ricerca, dalla formulazione delle domande alla discussione dei risultati. Coinvolgere gli attori culturali e rendere i dati scientifici più accessibili e comprensibili alla società civile. Individuare le condizioni che consentono a determinate iniziative di diffondersi e di influenzare le politiche pubbliche, in modo che le sperimentazioni locali possano innescare trasformazioni a livello regionale e nazionale. Diffondere ampiamente e in modo originale i risultati della ricerca svolta nell'ambito del programma, per formare le nuove generazioni di studenti e decisori.
Al CNRS concludono: «Teatro, arti visive, design, cinema e scrittura possono essere tutti utilizzati per rendere visibili le trasformazioni in atto in questi territori e per promuovere il dibattito su questioni socio-ecologiche e soluzioni per una migliore gestione dell'abitabilità dei territori in un mondo in cambiamento. Queste collaborazioni consentiranno una diversa presentazione dei risultati scientifici e ne incoraggeranno la diffusione presso un pubblico più ampio».
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