Tripla detersione: quando detergente e struccante non bastano

18 Agosto 2026 - 12:25
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Tripla detersione: quando detergente e struccante non bastano

La detersione si fa in tre: quando struccante e detergente non sembrano bastare per eliminare i residui di un trucco pesante o delle impurità, serve la tripla detersione con un beauty tool. Al duo che scioglie make up, filtri solari, sebo e smog si può, infatti, aggiungere una spugna marina, un panno in microfibra, un dischetto riutilizzabile o una spazzola elettrica. Un terzo gesto che promette una pelle ancora più pulita e liscia, ma che va dosato con un certo savoir-faire. Perché la pelle, dopo essere stata strizzata, sfregata e spazzolata, potrebbe avere qualcosa da ridire!

Ecco, dunque, quando e come eseguire una tripla detersione che sia dolce e intelligente.

Pelle nuova con i detergenti corpo all’acido glicolico

Tripla detersione: cos’è

La tripla detersione non è altro che una versione potenziata della già nota doppia detersione. Va riservata soprattutto alle giornate in città, dove lo smog è intenso, e a quelle in cui il viso indossa tutta il proprio guardaroba cosmetico: fondotinta, correttore, mascara waterproof, protezione solare.

Foto Getty Images

Il terzo passaggio, quello meccanico dato dal tool, aiuta ad andare più in profondità, liberando completamente i pori. Ma proprio perché introduce una componente esfoliante, anche se leggera, richiede misura. Servono l’accessorio giusto e una mano delicata.

Come funziona la tripla detersione

Il primo step resta quello della detersione oleosa. Olio o balsamo struccante sciolgono tutto ciò che tende ad aderire alla pelle e che l’acqua, da sola, fatica a portarsi via: make up, filtri solari e sebo.

Il secondo passaggio è ancora affidato a un detergente schiumoso o a base acquosa, scelto in funzione del proprio tipo di pelle. E fin qui, siamo nel territorio ormai noto della doppia detersione.

tripla detersione

La tripla detersione ha bisogno di un tool elettrico o manuale (foto: Cottonbro/Pexels)

La novità arriva al terzo giro: il detergente viene accompagnato da un tool manuale o elettrico che aumenta l’azione meccanica. Non è necessario premere, insistere o ripassare dieci volte sullo stesso punto. Il gesto deve essere breve e leggero, più simile a una carezza che a una lucidatura.

Quando farla?

Attenzione perché non è necessario praticare la tripla detersione ogni sera. Anzi, sarebbe proprio questo l’equivoco da evitare. La tripla detersione ha senso quando la pelle è particolarmente truccata o esposta a prodotti resistenti, per esempio dopo una giornata in cui si sono stratificati spf, make up long lasting e fixing spray. Oppure quando si è stati a lungo in città e si sente la necessità di una pulizia più accurata.

Per una serata normale, invece, due passaggi possono essere più che sufficienti. La skincare non assegna medaglie a chi arriva per primo al quarto grado di pulizia!

Il rovescio della medaglia

Il vantaggio del tool è anche il suo piccolo difetto: esfolia. Poco, certo, ma lo fa. E una pelle sottoposta troppo spesso a sfregamento può diventare secca, arrossata, sensibile o tirare. Se poi alla tripla detersione si aggiungono scrub, peeling, acidi esfolianti e retinoidi, il rischio è di trasformare una routine virtuosa in un sovraccarico.

La regola, quindi, è osservare la pelle. Se dopo la detersione appare luminosa e confortevole, bene. Se brucia, tira o si arrossa, il messaggio è inequivocabile: il terzo passaggio è da evitare!

Quale tool scegliere?

Tra i tool più economici per la tripla detersione ci sono i dischetti riutilizzabili, utili soprattutto per accompagnare la rimozione del detergente, e i panni in microfibra, purché siano molto morbidi e utilizzati sempre bagnati e senza strofinare. Le spugne marine, invece, regalano una sensazione più avvolgente e possono essere una buona scelta per chi cerca un gesto manuale delicato. Queste tre proposte hanno il vantaggio di poter essere abbinate sia allo struccante, in modo da rimuoverne i residui con una sola passata, sia al detergente per renderlo ancora più schiumoso sulla pelle.

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Jo di Lace Beauty è una spugna di mare che effettua una detersione accurata, massaggia la pelle carezzandola, riattivandone il microcircolo e rimuovendo delicatamente le cellule morte (foto: Courtesy Press Office)

Non mancano poi le spazzole manuali, in silicone o fibra sintentica, perfette in combo con il detergente schiumoso. In tutti i casi, è fondamentale lavare il tool regolarmente e lasciarlo asciugare completamente prima di riutilizzarlo così da evitare la proliferazione batterica.

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All-in-One Mask Wand di Benefit è perfetta per rimuovere le maschere viso e ha una leggera azione esfoliante (foto: Courtesy Press Office)

I device elettronici per la tripla detersione

Poi ci sono le spazzole elettriche o soniche, che fanno della detersione una faccenda decisamente più hi-tech. Il movimento automatico può rendere il gesto più uniforme, ma non significa che si possa aumentare la pressione.

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Luna 4 Play di Foreo utilizza delicate pulsazioni T-Sonic™ e setole in silicone ultra igieniche per sciogliere e rimuovere tutto il sebo, il sudore, il trucco e la protezione solare (foto: Courtesy Press Office)

Anzi: proprio perché il dispositivo lavora da solo, è meglio lasciarlo scivolare sul viso senza aggiungere forza. Perché la pelle va pulita e non sgrassata!

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